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Sicily by Car, terzo attentato in pochi mesi. Il Palermo: “Solidarietà al nostro partner”

Il Palermo esprime solidarietà per l’ennesimo atto intimidatorio subito dal partner Sicily by Car: la società di autonoleggio dell’imprenditore Tommaso Dragotto è stata vittima del terzo attentato nel giro di tre mesi. Questa volta, alle ore 2.30 di notte dell’11 giugno, è stato appiccato un incendio all’interno del parcheggio dell’azienda, provocando il danneggiamento di undici mezzi e la paura dei residenti vicini per le fiamme alte, zona San Lorenzo.
La città sta vivendo un periodo di escalation criminale e per questo motivo sono stati effettuati dei fermi per mafia ed estorsione. L’obiettivo è quello di “contrastare nell’immediatezza, l’escalation criminale che, da novembre 2025, sta colpendo il territorio cittadino che si trova nel mandamento mafioso di Tommaso Natale / San Lorenzo”.
IL COMUNICATO DEL PALERMO

Il Palermo FC esprime solidarietà e vicinanza al main partner del club Sicily by Car, al presidente Tommaso Dragotto e a tutti i lavoratori dell’azienda per il grave episodio che ha colpito questa notte la sede di Palermo. Nel pieno rispetto delle indagini in corso e del lavoro delle autorità competenti, il club condanna con fermezza ogni forma di violenza, intimidazione e pressione criminale contro le imprese, i lavoratori e la comunità. Il Palermo FC continuerà a stare dalla parte di chi opera ogni giorno con coraggio, responsabilità e senso di appartenenza per la crescita della città e del territorio.
“Piena solidarietà a Tommaso Dragotto anche da parte della presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio che oggi ha inviato una lettera all’imprenditore di Sicily By Car esprimendogli piena solidarietà a nome di Confcommercio tutta e di ciascuna delle 62 associazioni di categoria che compongono la Federazione di Palermo.


2 thoughts on “Sicily by Car, terzo attentato in pochi mesi. Il Palermo: “Solidarietà al nostro partner”

  1. Andrebbe modificata la legge a riguardo dell estorsione
    Ergastolo e mai fine pena
    Vediamo se poi questi scafazzati rischiano la fine della vita in galera
    Un plauso al sig Dragotto che evidentemente non si e’ piegato

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