Stadio, i due dirigenti del Comune: “Abbiamo agito con senso del dovere”
Il segretario generale del Comune di Palermo Raimondo Liotta e il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile rispondono alla nota del Palermo con una nota altrettanto dura inviata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e ai capigruppo del Consiglio comunale. I due parlano della necessità di “rappresentare formalmente la particolare gravità istituzionale dell’iniziativa assunta” e dicono che il Palermo ricondurrebbe ai due alti funzionari “il preteso “stravolgimento” della propria proposta”. “La comunicazione – scrivono Liotta e Basile – non si limita a rappresentare una libera valutazione imprenditoriale della società. Essa pone gli organi politici e la Città dinanzi all’alternativa tra il ritorno al testo ritenuto “gradito” alla proponente e l’interruzione dell’intero progetto, imputando tale eventuale conseguenza all’esercizio delle funzioni istituzionali del Segretario generale e del Ragioniere generale”.
“Per contenuto, tempistica, destinatari e modalità di diffusione, la nota (del Palermo, ndr) assume così oggettivamente la forma di un ultimatum istituzionale, rivolto formalmente agli organi politici ma funzionalmente idoneo a incidere sulle valutazioni ancora in corso dei titolari delle funzioni di controllo. Anche laddove le relative pubblicazioni non riportino i nominativi degli scriventi, l’espressa indicazione delle rispettive cariche li rende inequivocabilmente individuabili e li espone alla pubblica attribuzione della responsabilità per l’eventuale interruzione dell’iniziativa. Una simile rappresentazione non può essere condivisa né sotto il profilo istituzionale né sotto quello ordinamentale”.
Nella lunga nota, Liotta e Basile rivendicano il loro compito di “svolgere le rispettive valutazioni in piena autonomia, imparzialità e indipendenza, formulando ogni rilievo necessario alla tutela della legalità dell’azione amministrativa, degli equilibri finanziari e del patrimonio comunale” e sostengono che “il dovere di massimo rigore assume una rilevanza ancora maggiore in considerazione della condizione finanziaria del Comune di Palermo, sottoposto alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. In tale contesto, qualsiasi omissione, attenuazione o rinuncia all’esercizio delle funzioni di controllo sarebbe incompatibile con gli obblighi istituzionali gravanti sugli scriventi e con la responsabilità loro affidata nei confronti dell’Ente e della collettività amministrata”.
“La Palermo Football Club S.p.A. – aggiungono – rimane pienamente libera di valutare la convenienza economica della propria proposta e di decidere se confermarla, modificarla o ritirarla. Tale libertà non può, tuttavia, tradursi nella pretesa che gli organi e gli uffici comunali rinuncino, attenuino o orientino diversamente l’esercizio delle rispettive competenze allo scopo di scongiurare l’interruzione dell’iniziativa. Gli scriventi respingono, pertanto, ogni rappresentazione delle proprie valutazioni come interventi personali, arbitrari od ostativi e confermano che continueranno ad esercitare integralmente – immuni a qualsivoglia forma di pressione – le funzioni loro attribuite, senza condizionamenti e avendo riguardo esclusivamente alla legge, all’interesse pubblico, alla salvaguardia degli equilibri finanziari e alla tutela della collettività palermitana”.
LEGGI ANCHE
STADIO, LAGALLA: “FAREMO IL POSSIBILE”



City una vriuogna city.