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Brescia, Cellino vittima di raggiro sui crediti d’imposta. Trapani sullo sfondo

Clamoroso dietrofront sulla vicenda dei crediti d’imposta acquistati dal Brescia. La procura di Brescia ha accertato che questi, acquistati da Gianluca Alfieri, erano fittizi, appurando l’innocenza del presidente Massimo Cellino. La vicenda aveva avuto gravi conseguenze nel campionato di serie B: la penalizzazione delle Rondinelle salvò direttamente il Frosinone, al quale toccava i playout, e la Sampdoria, retrocessa sul campo.

Come ricostruisce “Il giornale di Brescia”, il «gruppo Alfieri Spv» formalmente amministrato da Gianluca Alfieri sarebbe stato in realtà creato «con il preciso scopo di commercializzare crediti d’imposta inesistenti. I tre avrebbero indotto in errore non soltanto Cellino, ma anche gli amministratori di altre tre società, ottenendo così un profitto ritenuto illecito pari a 3 milioni e 900 mila euro. Non si è fatta attendere la risposta del presidente, che ai tempi si professò subito vittima: “Anche se per l’iscrizione del Brescia siamo fuori tempo massimo, i giudici del Tribunale di Brescia dimostrano per l’ennesima volta la loro alta professionalità”.

Sullo sfondo si raccendono speranze anche per il Trapani, altro club finito negli ultimi mesi nel vortice delle verifiche federali e amministrative relative ai pagamenti e alla documentazione fiscale. Il nuovo arresto di Alfieri rischia dunque di riportare sotto i riflettori un intreccio delicatissimo tra giustizia ordinaria e sportiva.



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