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Palermo, azzardo e coraggio: ma la squadra è più forte del turn over

Il turnover di Filippo Inzaghi funziona… a metà. Considerando positivi sia la prova che il risultato di Pisa può essere utile analizzare le scelte del tecnico che ha dimostrato coerenza dando fiducia a calciatori che hanno giocato pochi minuti in stagione in quello che, tutto sommato, per il Palermo è da considerare il campo più difficile della Serie B.

Piano gara non riuscito

Inzaghi ha cambiato addirittura sei calciatori rispetto alla partita contro la Carrarese: tre difensori su quattro, due centrocampisti su tre e un esterno d’attacco. Eccezion fatta per Bani, che di questa squadra è un titolare, gli altri possono essere considerati (almeno allo stato attuale) delle seconde linee. Si tratta di Pierozzi, Peda, Mazzitelli, Estevez e Gyasi. Considerando quello di Pisa l’impegno sulla carta più difficile di questo inizio di stagione, stupisce come l’allenatore rosa abbia scelto di schierare calciatori che in stagione hanno tra i minutaggi più bassi in rosa come Peda, Mazzitelli e Gyasi. Il difensore polacco ha giocato un’altra ottima partita; il centrocampista, ancora indietro dal punto di vista fisico, ha retto per un soffio finendo sfinito ma non sfigurando; infine l’esterno, nativo palermitano, che ha giocato solo per un tempo sfiorando un gol di testa pur senza brillare.

Ma è doveroso sottolineare che qualcosa nel primo tempo non ha funzionato come altre volte: il Palermo ha concluso i primi 45 minuti sotto di 2 – 0 nel punteggio, anche se a dire il vero i rosa non hanno subito il Pisa più di quanto il Pisa non abbia sofferto il Palermo in un primo tempo intenso ma con poche occasioni da gol. Viene dunque da pensare che forse, il turnover sia stato troppo massiccio in un impegno tanto importante, considerando anche che i compiti di Ranocchia erano ben diverso dal solito e che il centrocampista ha sofferto parecchio la nuova posizione. Il piano gara di Inzaghi, proviamo a immaginare, era forse quello di tenere botta per la prima ora di gioco e poi giocarsi la vittoria nell’ultima parte di gara. Visto il risultato, l’esperimento non è riuscito ed è stato necessario inserire prima del tempo giocatori come Hernani e Vavassori: la musica è subito cambiata, come se in campo fossero stati ritrovati degli equilibri prima mancati.



La rosa si conferma lunga

Il Palermo alla fine poteva addirittura vincerla e lo stava per fare nel campo di quella che può essere considerata l’avversaria principale per la promozione. Il tutto con in campo, al fischio finale, Peda, Magnani, Estevez e Mazzitelli, quattro calciatori (quasi metà squadra) non certamente protagonisti di questo inizio di stagione. Nonostante il pareggio nerazzurro arrivato nei minuti finali, questa può essere considerata la vittoria di Inzaghi, che da inizio stagione preme sull’importanza di tutti i suoi calciatori e dell’avere una rosa lunga. Inserire chi ha giocato meno, in partite di cartello, è stato un atto di coraggio anche se in parte motivato dalla necessità di non rischiare nuovi infortuni. Avere una rosa profonda e qualitativa serve proprio a questo.

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