​​

Bosnia – Italia 5 – 2 d.c.r., LE PAGELLE: Azzurri eliminati ai rigori, ancora niente Mondiali

BOSNIA – ITALIA 5 – 2 d.c.r. | Marcatori: 15′ p.t. Kean (I); 34′ s.t. Tabakovic (B). Al 41′ p.t. espulso Bastoni (I)

L’Italia non parteciperà ai prossimi Mondiali. La beffa arriva nella maniera più rocambolesca: dopo la lotteria dei rigori, che di recente ha spesso regalato gioie agli Azzurri.

La Bosnia elimina gli uomini di Gattuso dopo una partita ben giocata, nonostante lo svantaggio firmato da Kean. L’Italia si complica la vita da sola: Donnarumma sbaglia il rinvio e Bastoni si fa espellere. Da lì in avanti, cambia lo spartito della gara ed è un assedio dei padroni di casa, che trovano il pareggio nel secondo tempo.




Il rammarico per gli Azzurri può essere quello di non aver segnato almeno un gol nelle diverse occasioni avute in dieci uomini. Anche l’arbitro ci mette del suo, ma ai rigori i bosniaci sono più freddi e vanno ai Mondiali. La maledizione continua, l’Italia guarderà la massima rassegna iridata da casa, ancora una volta.


Bosnia ed Erzegovina (4-4-2): Vasilj 5; Dedic 6, Katic 6, Muharemovic 6.5, Kolasinac 6 (dall’11 s.t. Alajbegovic 6); Bajraktarevic 6.5, Basic 6 (dal 26′ s.t. Tabakovic 6.5), Sunjic 5.5 (dall’1 s.t. Tahirovic 6), Memic 6.5 (dal 26′ s.t. Burnic 6); Demirovic 5.5 (dal 10′ s.t.s. Hadziahmetovic s.v.), Dzeko 6.

Italia (3-5-2): Donnarumma 7; Mancini 5.5, Bastoni 4, Calafiori 5.5; Politano 5 (dall’1 s.t. Palestra 6.5), Barella 6.5 (dal 40′ s.t. Frattesi 6), Locatelli 6.5 (dal 26′ s.t. Cristante 5.5), Tonali 6.5, Dimarco 5 (dall’1′ p.t.s. Spinazzola 6); Kean 6.5 (dal 26′ s.t. Pio Esposito 5.5), Retegui 6 (dal 43′ p.t. Gatti 5.5).


Donnarumma 7: nel primo tempo deve compiere una sola parata (facile) su un tiro di Basic, ma capisce subito che tira una brutta aria. Lui non s’aiuta quando sbaglia il rinvio – troppo corto – che poi costringe Bastoni a commettere il fallo dell’espulsione. Si fa perdonare successivamente con una serie di interventi tra il decisivo e il miracoloso. Ai rigori non è decisivo come altre volte.

Mancini 5.5: in area di rigore piovono palloni, soprattutto dal secondo tempo in avanti. Lui lotta, di testa è forte ma in occasione del gol di Tabakovic viene sovrastato da Dzeko (che forse commette fallo): poteva mettersi meglio col corpo.

Bastoni 4: tra tutti, proprio lui. Il giocatore più chiacchierato dopo quell’Inter – Juventus, protagonista in negativo nella partita più importante per il calcio italiano negli ultimi dieci anni. Commette una sciocchezza imperdonabile, anche se vorrebbe rimediare a un errore non suo. Peccato perché aveva disputato una buona gara fin lì. Deve resettare.

Calafiori 5.5: da un braccetto moderno con le sue qualità e con un background formatosi in Premier League, ci si aspetta sempre qualcosa di più. Invece esegue il compitino, senza strafare.

Politano 5: quinto a tutta fascia, ma deve agire soprattutto nella propria metà campo perché Memic spinge tanto. Soffre, difendere quasi dentro l’area di rigore non è esattamente il suo mestiere. Gattuso la cambia nell’intervallo.

Dall’1 s.t. Palestra 6.5: dà freschezza sulla fascia destra e soprattutto uno sfogo all’azione offensiva degli Azzurri dopo l’espulsione di Bastoni. Fornisce due deliziosi assist a Pio Esposito, che però non riesce a segnare. Ha una grande occasione anche nel primo tempo supplementare ma viene steso da Muharemovic, che andava espulso.

Barella 6.5: è il giocatore che più di tutti si prende la responsabilità in fase di possesso palla, si vede dai primi minuti. Corre per due, recupera, rifinisce: fornisce l’assist per il gol di Kean. Nel secondo tempo c’è da difendere e gestire: lo fa benissimo. La migliore prestazione stagionale nella partita più importante. Inspiegabile la sostituzione.

Dal 40′ s.t. Frattesi 6: elmetto e si va in battaglia. Lotta e prova a dare una mano, non è partita per i suoi proverbiali inserimenti in fase offensiva.

Locatelli 6.5: preziosissimo in fase di non possesso. Il suo compito principale è quello di presidiare la zona centrale e ‘tagliare’ i rifornimenti per Dzeko: dalle sue parti non si passa. Sbaglia qualcosa quando c’è da impostare, ma la sua prestazione rimane positiva.

Dal 26′ s.t. Cristante 5.5: non riesce a essere incisivo come Locatelli in fase difensiva, anche perché la partita dell’Italia è a senso unico. Gattuso lo fa entrare per dare più fisicità al centrocampo, ma i risultati sono modesti. Sbaglia dagli undici metri.

Tonali 6.5: in una partita di questo tipo c’è poco spazio per lo spettacolo, lo capisce subito e si mette a “fare legna” a centrocampo. Cresce col passare dei minuti, dalla mezz’ora del secondo tempo in avanti è il migliore degli Azzurri. Suo il lancio per Palestra in occasione della mancata espulsione di Muharemovic. Bene anche dal dischetto.

Dimarco 5: la Bosnia attacca molto sulle fasce laterali e anche dalle sue parti c’è da soffrire. Nel secondo tempo ha la palla dello 0 – 2 ma spreca da dentro l’area di rigore. Può e deve fare meglio, soprattutto alla luce delle prestazioni stratosferiche che sta inanellando in campionato.

Dall’1′ p.t.s. Spinazzola 6: bella l’azione personale che permette a Pio Esposito di tirare da dentro l’area di rigore durante il secondo tempo supplementare.

Kean 6.5: un altro gol, l’ennesimo in Nazionale. Con la Fiorentina sta vivendo una stagione difficile, quando indossa l’Azzurro è decisivo. Segna la rete più importante della sua carriera con un tiro a giro di destro non banale, poi tanta lotta, anche perché gli uomini di Gattuso saltano il centrocampo e lo cercano spesso con palloni difficili. Pesante l’errore nel secondo tempo, quando va vicino alla doppietta, ma spara alto.

Dal 26′ s.t. Pio Esposito 5.5: tre occasioni per fare gol, più tanto lavoro per la squadra in un contesto difficilissimo, soprattutto per un attaccante. Non demerita affatto, ma potrebbe essere più lucido. Sbaglia il primo rigore della serie.

Retegui 6: si mette a disposizione della squadra, lotta, ‘pulisce’ qualche pallone. Si crea una buona occasione girandosi al limite, ma il suo tiro di destro è debole e centrale. Viene ‘sacrificato’ quando gli Azzurri rimangono in dieci uomini.

Dal 43′ p.t. Gatti 5.5: entra in una situazione che più difficile non può essere. La Bosnia assedia, lui annaspa e viene travolto in occasione del gol di Tabakovic.

LEGGI ANCHE

PALERMO A CACCIA DI TRE PUNTI PESANTI 

13 thoughts on “Bosnia – Italia 5 – 2 d.c.r., LE PAGELLE: Azzurri eliminati ai rigori, ancora niente Mondiali

  1. la mediocrità di questa nazionale è imbarazzante, non c’è molto da dire. una squadra che ormai da anni convoca e fa giocare con costanza cristante dice tutto sulla nostra situazione attuale. ormai ci siamo assuefatti a questa mediocrità, pensate che un Vieri un inzaghi o un del Piero (per dirne qualcuno ma la lista è lunga) avrebbero sbagliato il gol che si è mangiato kean? per non parlare di pio Esposito. come fa questo a giocare in nazionale? imbarazzante. e ancora più imbarazzante Gattuso che non solo gli ha affidato un rigore, ma pure il primo. mi dispiace solo per i miei figli che non proveranno l’emozione di vedere l’italia al mondiale, ma per il resto l’idea di rivedere lo sfacelo dell’ultimo europeo…forse è meglio che sia andata così

  2. Veramente una maledizione. Stavolta non meritavamo l’eliminazione, ci hanno messo il cuore e anche un discreto gioco per essere in 10, purtroppo ci si è messo pure Bastoni, la sfiga e l’arbitro, peccato davvero. Comunque a differenza delle altre 2 eliminazioni con Svezia e Macedonia, questa volta se fossi stato allo stadio a fine partita li avrei applauditi

  3. un’Italia decente contro la Bosnia deve stravincere anche in 9- Hanno fatto bene a percularci i bosniaci dopo le scene di esultanza su Galles Bosnia. Repulisti reale a partire dalla federazione fino all’ultimo magazziniere IMHO

  4. Meglio così. Che senso ha andare a giocare un torneo di calcio in un paese aggressore che ha scatenato la guerra e messo in crisi l’economia mondiale ma soprattutto europea.
    Basta con l’ipocrisia sportiva e le politiche basate solo sugli interessi economici.

  5. Anche se a noi cuori rosanero poco importa della nazionale, a cui comunque abbiamo contribuito con Grosso e Toni per l’ultima vera impresa, a cui seguirà un declino inarrestabile, vorrei segnalare che ancora oggi ci unisce una cosa, il modulo di gioco dei perdenti.
    Basta con questa storia dei braccetti, dei difensori che fanno le ali, del centrocampo ridotto ad una parvenza di terreno di gioco, dei goal di fortuna, ieri come nell’ultima partita del Palermo.
    La difesa a 4 ha sempre vinto, la difesa a 3 perde sempre in tutte le competizioni.
    Pertanto a quando per il nostro Palermo un modulo che restituisca valore alle indubbie qualità della nostra rosa, è finalmente partite decorose, senza dovere aspettare un colpo di testa o un rimpallo fortunoso in area oltre il novantesimo?

    1. Bravissimo Nino, applauso virtuale. 532, con i terzini spacciati per ali incapaci di dribblare, crossare e servire le punte in modo decente. Ma perché? Da anni assistiamo a questo tic toc continuo tra braccetti e gambette e piedini di marmo . Locatelli? Piedi di marmo , incapace di un assist decente , di un lancio mancante. Schierato centrale davanti alla difesa con quei piedi . Come qui Gomes per capirci, come fece quello scienziato di Colantuono con Guana e i poveri Amauri e Miccoli disperati e isolati in avanti. Ma perché mi chiedo ? Baldini con 4 ragazzi ha già varato la sua tipica squadra senza braccetti e piedini. Donnarumma? Un palloncino gonfiato fino a scoppiare . Non ha idea di come calciare e combina guai ad ogni rinvio. E oggi , guardate il portiere della Bosnia , diventa decisivo con questa cavolo di gioco dal basso . Insomma, abbiamo perso di nuovo contro quattro ragazzi ben messi in campo e noi terrorizzati, incapaci di alzare la testa e arroccati in difesa . Punto. Alla prossima.

  6. Una buona partita? Va bene che ognuno può esprimere i propri giudizi ma mi chiedo che partita ha visto Parisi. In 11 contro 11, non siamo stati in grado di organizzare una parvenza di gioco e abbiamo segnato su loro errore. E poi, giocavamo con la Bosnia mica contro Francia o Germania e si parla di buona partita? Semplicemente fantozziani.

    1. Vero. Anche io questa volta non mi trovo d’accordo con il bravo Parisi . Capita, ognuno vede il calcio a modo proprio. Per me Donnarumma è stato decisivo nella sconfitta con i continui sciagurati rinvii e un atteggiamento sopra le righe da vero pallone gonfiato in perenne lotta contro i fantasmi. Le parate ? Normalissime, tiri alla figura tranne uno nel secondo temo , tiro basso alla sua destra. Poi noccioline leggere calciate dei mediocri attaccanti bosniaci. Mio parere . Su Locatelli cito immediatamente il nostro Gomes piedi di marmo messo a fare il costruttore di gioco. E mi fermo.

  7. La colpa non la do ai giocatori perche’ loro sono scarsi per natura, la colpa è di chi ha permesso di tesserare 20 stranieri per squadra, senza fare crescere i talenti nostri, ora spero che prendano un provvedimento serio, la legge Bosman (non so se si scrive cosi’)si può aggirare stabilendo un massimo si stranieri per squadra come negli anni 60 quando non se ne potevano avere non più di 3 (il Palermo aveva solo Metin e Borjesson)

    1. Infatti, non lo ha prescritto il dottore di ingaggiare stranieri a “tignite'” ogni presidente decide quanti stranieri vuole. Se poi ci sono quelli che spendono 50 milioni di euro per un pincopallino che gioca in papuasia , alla faccia di chi non può mettere la pentola ogni giorno, è solo da biasimare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *