Cesena – Palermo 2 – 1 LE PAGELLE / Tutti bocciati, compreso Dionisi: squadra allo sbando

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Cesena – Palermo 2 – 1 LE PAGELLE / Tutti bocciati, compreso Dionisi: squadra allo sbando

Se siete riusciti a vedere tutta la partita, senza addormentarvi o senza spaccare il televisore, non fatevi il fegato marcio. Questa squadra è allo sbando, incapace di dare segnali di vita in tutto il secondo tempo, dopo aver subito il 2 a 1. Incapace di cambiare la partita in corsa con le sostituzioni. Ma la cosa grottesca è che anche stavolta il Palermo è riuscito a subire il gol decisivo dopo 30 secondi della ripresa: una malattia che nessuno è riuscito a curare. Un allenatore, di fronte a tutto ciò, di solito offrirebbe le proprie dimissioni.

I playoff sono di nuovo a rischio (Cesena e Bari hanno vinto, il Catanzaro ha pareggiato) ma credo che interessi poco, in queste condizioni non ci sarebbe nessuna speranza di andare avanti. Tranne che in società non ci sia un rigurgito di buon senso e si ipotizzi il cambio della guida tecnica, provando il tutto per tutto per cercare di dare una scossa. Solo così forse si potrebbe ridare un senso al finale, togliendo anche alibi ai giocatori.

Una partita brutta, giocata a ritmi da dopolavoro tra due squadre ampiamente rimaneggiate per scelta tecnica e necessità, che ha prodotto poche emozioni e ha dato ‘certezze’ ai tifosi rosanero: non c’è uno straccio di gioco, non c’è stato nemmeno uno straccio di reazione caratteriale, se si escludono i dieci minuti finali (recupero compreso).

La formazione iniziale è stata ovviamente ‘sperimentale’, senza Blin, Baniya, Ceccaroni, Segre e Brunori. Ci poteva stare considerate le troppe partite, quello che non ci può stare è l’arrendevolezza con cui il Palermo è andato incontro alla 14esima sconfitta stagionale contro un avversario che non vinceva da due mesi: si può pensare di andare in Serie A dopo che perdi tante volte?

CESENA: Klinsmann 6; Piacentini 6 (dal 16′ s.t. Ciofi 6), Prestia 6,5, Mangraviti 6,5 (dal 41′ s.t. Pieraccini s.v.); Ceesay 6,5 (dal 41′ s.t. Donnarumma s.v.), Calò 6,5, Berti 6 (dal 33′ Antonucci s.v.), Saric 6, Celia 5; Bastoni 5,5 (dal 33′ s.t. Mendicino s.v.); Shpendi 5,5.

PALERMO: Audero 6; Diakité 4,5 (dal 37′ s.t. Di Mariano s.v.), Magnani 5,5, Nikolaou 5; Pierozzi 6, Gomes 5, Ranocchia 5 (dal 30′ s.t. Insigne s.v.), Lund 5,5 (dal 13′ s.t. Di Francesco 5,5); Le Douaron 5,5 (dal 13′ s.t. Brunori 5,5), Verre 5 (dal 13′ s.t. Segre 5); Pohjanpalo 4,5.

Audero 6: I calci d’angolo sono diventati il suo terrore, come un terrore erano per i suoi predecessori. Il Palermo ancora non ha trovato le posizioni e gli uomini per evitare rischi e, sulla deviazione di Prestia, è Calò a deviare in porta da pochi passi senza alcuna chances di intervento. Il portiere  non può fare nulla nemmeno sul secondo gol, provocato da una deviazione decisiva di Magnani senza la quale avrebbe facilmente parato la conclusione di Saric. Guadagna la sufficienza con alcuni interventi buoni anche se non estremamente difficili.

Diakité 4,5: Ritrova una maglia da titolare dopo un bel po’ di tempo e pochissimi minuti da subentrato nelle ultime gare. Sarebbe anche vivace fisicamente, volenteroso e disponibile ad accompagnare l’azione, ma la sua imprecisione nella gestione della palla supera il livello di guardia: se il passaggio supera i cinque metri le possibilità di errore sono esponenziali. Un’anima in pena che vaga per il campo.

(dal 37′ s.t. Di Mariano) s.v.: Spazio bianco, non c’era nulla da scrivere.

Magnani 5,5: Nemmeno lui può essere esente da responsabilità sul gol del Cesena scaturito da calcio d’angolo: salta insieme a Prestia che riesce a ‘spizzare’ la palla. Ed è sua la deviazione, ovviamente sfortunata, che spiazza Audero sul tiro di Saric. Prima e dopo però offre una prestazione meno sicura del solito: oggi, oltretutto, la difesa era completamente rinnovata e nulla era scontato.

Nikolaou 5: A questi ritmi e con questa pochezza offensiva del Cesena la gara presenta un basso coefficiente di difficoltà. Eppure anche lui deve fare esame di coscienza per avere dato troppo spazio a Ceesay, che ad inizio ripresa mette in mezzo il cross del 2 a 1. Basta questo per non guadagnarsi una sufficienza che nel primo tempo poteva toccargli per manifesta indolenza degli attaccanti avversari.

Pierozzi 6: Segna il suo secondo gol in campionato facendo il giusto movimento da ‘quinto’, che taglia verso il centro, agevolato oggettivamente da una indecisione tra Klinsmann e Celia. La gara di semi riposo col Südtirol gli ha fatto evidentemente bene, è sempre bravo a spingere sulla sua fascia e creare grattacapi alla retroguardia avversaria. Ottimo un suo cross all’alba della partita. Cala anche lui nella ripresa.

Gomes 5: Nelle gambe ha poca energia, ma il ritmo della gara è talmente basso che lui può fare una discreta figura. Presidia il centrocampo, inventa poco, cerca pochi guizzi, fa insomma il compitino. Nella ripresa avrebbe dovuto fare qualcosa e non l’ha fatto, cadendo nella mediocrità assoluta.

Ranocchia 5: Fa l’assist per il gol del pareggio di Pierozzi e batte molto bene la punizione del potenziale 1 a 0 di Le Douaron, che viene annullato per fuorigioco. Pur con questa premessa, la sua prestazione globale è abbondantemente insufficiente, come se non sentisse più sua questa squadra. Per tutto il secondo tempo, quando bisognerebbe fare qualcosa di più per rimontare, si vede pochissimo.

(dal 30′ s.t. Insigne) s.v.: Nel settore di destra, ve lo diciamo perché forse non l’avete mai visto.

Lund 5,5: Anche lui deve amministrare con oculatezza le poche risorse fisiche rimaste nelle gambe. Anche lui deve limitarsi al compitino e non sempre basta. È tra i primi a uscire dal campo ed esce visibilmente arrabbiato.

(dal 13′ s.t. Di Francesco) 5,5: Rileva Lund anche nei compiti e ci mette buona volontà per produrre qualche guizzo utile. Nel finale prova a mettere in mezzo qualche palla. Potrebbe trovare il pareggio su rimpallo, ma non trova la porta.

Le Douaron 5,5: La cosa più bella, il gol al volo su punizione di Ranocchia, gli viene annullato per fuorigioco (che c’è). Ma il suo atteggiamento è piuttosto positivo per tutta la gara, va tante volte alla conclusione e in qualche caso potrebbe fare meglio. Ma nonostante tutto è stato l’uomo più pericoloso del Palermo.

(dal 13′ s.t. Brunori) 5,5: Dionisi lo butta dentro perché c’è da recuperare il risultato e lui, subito dopo l’ingresso in campo, confeziona un bel cross per Pohjanpalo. Ma poi non riesce a incidere più di tanto. Una sua conclusione nel recupero potrebbe portare al pareggio.

Verre 5: Nulla di nuovo. È l’unico che prova qualche giocata di qualità che però non produce nessun effetto e di contro è un giocatore che aiuta poco la squadra. Dionisi lo sostituisce per primo, quando c’è da rimontare: evidentemente nemmeno lui è molto contento.

(dal 13′ s.t. Segre) 5: Non un grande ingresso. Da difensore si fa scappare Sphendi davanti alla porta su calcio d’angolo (l’attaccante si mangia il gol), da centrocampista offensivo è impalpabile.

Pohjanpalo 4,5: Sbaglia il rigore del pareggio (ma non l’ha tirato male, è stato bravissimo il portiere) e deve ringraziare la squadra che pareggia nell’azione successiva, attutendo la rabbia dell’occasione sprecata. Certo è che il decimo gol rosanero sembra maledetto: l’altra volta gli è stato annullato per un fuorigioco millimetrico, stavolta glielo nega Klinsmann. Non è una grande gara per lui, lo conferma il colpo di testa sul 2 a 1 che termina alto: però si conferma sempre molto disponibile al dialogo con i compagni e ha una presenza carismatica in area che crea sempre problemi alla squadra avversaria.

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