CorSport – “Il Palermo fatica contro le grandi. Inzaghi già carico”
Il Palermo di Inzaghi ha mostrato solidità e continuità, ma i numeri dell’andata raccontano anche qualche limite strutturale. I rosanero, infatti, non hanno ancora battuto nessuna delle squadre attualmente in zona playoff: l’unica a essere stata realmente messa alle corde è stata l’Empoli, ricacciato indietro in classifica. Le sconfitte contro avversarie di vertice si limitano a Monza e Catanzaro, quest’ultima maturata però in una fase iniziale di quella che sarebbe poi diventata una clamorosa rimonta. In compenso, contro le squadre considerate alla portata il Palermo ha quasi sempre fatto valere il peso delle proprie individualità, collezionando nove successi.
Un dato che assume un peso specifico importante se letto in prospettiva calendario. Il girone di ritorno, specie a gennaio, può cambiare volto per effetto del mercato, ma resta il fatto che il Palermo dovrà affrontare in trasferta quasi tutti gli scontri diretti. Le prime due giornate del 2026 sembrano sulla carta favorevoli — trasferta a Mantova e poi Spezia al Barbera — ma l’asticella si alzerà progressivamente. L’unico big match ravvicinato sarà quello di Modena, il 24 gennaio, mentre le sfide esterne più impegnative contro Monza, Frosinone e Venezia sono concentrate nella parte primaverile della stagione. In qualunque momento arrivino, però, sarà fondamentale che il Palermo si presenti più maturo, consapevole dei limiti emersi all’andata e capace di correggerli.
L’attenzione, intanto, è tutta sulla prossima trasferta di Mantova, una partita che nasconde più insidie di quanto dica la classifica. I lombardi sono penultimi, ma hanno cambiato pelle e modo di giocare e soprattutto potranno contare su una nutrita presenza di ex, pronti a trasformare il “rosa” in un potente stimolo emotivo: Modesto in panchina, Mancuso in campo e Leandro Rinaudo, oggi direttore sportivo, al primo incrocio col Palermo dopo un addio non privo di tensioni con il City Group.
Sul piano tecnico restano alcune incognite. Pierozzi sembra aver superato i problemi accusati contro il Padova, mentre vanno monitorate le condizioni di Bereszynski, ancora alle prese con dolore persistente. Inzaghi dovrà inoltre decidere se insistere sul rilancio di Gyasi, dal quale si attende finalmente un salto di qualità. Lo riporta il Corriere dello Sport.

Quello che che mi fa impazzire è il discorso sul recupero degli infortunati. Ma porca miseria sono passati 3 mesi dall’infortunio, 40 giorni da quello di Pierozzi e 1 mese da quello di Beresinsky ed ancora stiamo a discutere se sono pronti? ma questo staffmedico cosa combina? e non mi dite che faccio il leone da tastiera. Vedo le cose come stanno e seguo anche altre società ma da noi ogni volta è sempre uno stillicidio questo recupero. Guido mi puoi dire la tua? non è per fare inutili polemiche.
non ho nulla da dire perchè purtroppo nel calcio moderno non si possono vedere gli allenamenti, la società diffonde “bollettini” di due righe e nel caso degli infortunati comunica a malapena la zona del corpo interessata. Non sapendo la diagnosi ufficiale non è facile nemmeno dire se i recuperi sono corretti o lunghi (gm)
I tre mesi dall’infortunio (nella prima settimana di ottobre) si riferivano a Giasy (avevo dimenticarlo di menzionarlo) e ancora si parla che non ha ancora l’intero minutaggio. Ma stiamo scherzando? Neanche se veniva fuori da frattura di tibia e perone.