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CorSport – “Palermo, weekend di emozioni: tornano Pastore, Miccoli e Amauri”

La città si prepara a vivere un fine settimana all’insegna della nostalgia e dei sentimenti. Come riportato sul Corriere dello Sport, tre grandi protagonisti della storia rosanero faranno ritorno a Palermo, regalando ai tifosi momenti indimenticabili tra eventi pubblici e incontri speciali.

Si comincia venerdì mattina alle 11, quando nella suggestiva cornice di Villa Gattopardo sarà presente Javier Pastore. L’evento è organizzato da Betsson.Sport, match sponsor della sfida contro il Cesena. Il trequartista argentino è rimasto nel cuore dei tifosi palermitani grazie alle sue due stagioni straordinarie in rosanero, un legame rafforzato anche dai suoi legami affettivi con la città, dove vive tuttora la sua famiglia.

Nel pomeriggio, spazio a un ritorno dal forte valore simbolico. Alla Biblioteca Blu del Museo del Presente dedicato a Falcone e Borsellino, Fabrizio Miccoli presenterà il libro scritto su di lui da Lorenzo Avola e Carolina Orlandi, intitolato «Gloria e peccato di un campione». Un appuntamento che rappresenta anche un tentativo di riavvicinamento alla città e alla famiglia Falcone, dopo le vicende che segnarono la fine della sua carriera. L’evento verrà replicato sabato mattina alla Libreria Feltrinelli.



Al fianco di Miccoli ci sarà anche Amauri, l’ex attaccante brasiliano che con lui ha condiviso i momenti migliori in campo e che non lo ha mai abbandonato nemmeno nei periodi più difficili.

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3 thoughts on “CorSport – “Palermo, weekend di emozioni: tornano Pastore, Miccoli e Amauri”

  1. Miccoli quando arrivò a Palermo era un calciatore ricco ed affermato, che aveva giocato in club di prestigio internazionale come Benfica e Juventus .

    Non c’era ragione al mondo per cui dovesse stringere rapporti con personaggi dell’ universo mafioso palermitano, ma lo fece.

    A prescindere dalla vicenda per la quale è stato condannato , era uno che frequentava Guttadauro, il nipote di Messina Denaro, sapendo BENISSIMO chi fosse, come testimoniato, tra le altre , dalla famosa intercettazione in cui lo invitava a non venire al campo di allenamento perché c’erano “sbirri” nuovi.

    Tutta roba ufficiale ed accertata eh, risultante da indagini ed intercettazioni fatte al tempo dal ROS e finita su tanti giornali . Ci sarebbero tante altre vicende , accettate dagli inquirenti, da ricordare, ma lasciamo stare.

    La simpatia per certi ambienti, e la consapevolezza della natura di questi ambienti, è testimoniata inequivocabilmente dalla vicenda che gli è valsa la condanna.

    Se vuoi aiutare un amico a recuperare un credito, tu calciatore ricco ed affermato gli paghi un avvocato di grido, non ti rivolgi al figlio del boss mafioso della Kalsa.

    Se ti rivolgi al sig. Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa, è perché sai che lui, come mafioso, può e sa fare certe cose, e perché preferisci che ste cose le faccia lui anziché un avvocato.

    Sottolineo che la ingiustificabilitá di questi comportamenti è legata anche allo status che Miccoli aveva quando arrivò a Palermo.

    Io posso capire un derelitto di un quartiere povero di Palermo, senza possibilità e mezzi di sorta per fuggire dal suo ambiente, in sostanza condannato alla miseria, che per ottenere qualcosa nella vita si rivolge al mammasantissima del Rione.

    Non lo giustifico ma lo capisco. Ma Miccoli? Un calciatore ricco e di statura internazionale? Quale necessità poteva spingerlo a fraternizzare con certa gente?

    Nessuna necessità. Solo connivenza morale, intesa come identificazione con una certa mentalità.

    Poi il signor Miccoli venne beccato e pianse…pianse perché pentito o perché dispiaciuto di essere stato beccato? Io propendo per la seconda.

    Poi il signor Miccoli va in carcere perché riconosciuto colpevole di un ireato di stampo mafioso,ed uscito dal carcere si dice “redento” e scrive (o meglio fa scrivere) libri.

    Lo sarà veramente, redento?

    Mi spiace ma non credo nella buona fede e nella morale di certe persone, e non credo che possano cambiare. punto e basta.

    Se fossi la prof.ssa Falcone mi guarderei bene dal “riavvicinarmi” a Miccoli.

    1. Il suo commento mi sembra esageratamente severo e lo dico da direttore di un giornale che è stato molto critico con Miccoli all’epoca dei fatti. I reati contestati restano e la condanna da parte della giustizia pure: ma Miccoli ha pagato e ha riconosciuto i suoi errori, bisogna anche credere nel “pentimento” e credo che questo libro sia un altro passo “convinto” verso questa direzione. Cosa che Maria Falcone – giustamente indignata all’epoca dei fatti – ha riconosciuto, incontrando e “perdonando” il giocatore nel novembre del 2024. Fino a prova contraria, la maturazione di una persona che sa apprendere dai propri errori è una cosa possibile e umana (gm)

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