Inzaghi: “Sono triste, ma porterò il Palermo in A. Andare via? Qua è il mio Real Madrid”

Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Inzaghi: “Sono triste, ma porterò il Palermo in A. Andare via? Qua è il mio Real Madrid”

Il Palermo ci ha provato, ma non è riuscito a ribaltare il 3-0 dell’andata. Delusione tra i rosanero, anche nelle parole di Pippo Inzaghi, intervenuto dopo il match su DAZN. “Le lacrime? Sono molto orgoglioso di questa squadra e di questi tifosi. Oggi abbiamo dato una lezione a tutti, perché in Italia se non raggiungi l’obiettivo non va così, invece uscire così è una lezione di vita”.
“Un popolo straordinario. I ragazzi hanno dato l’anima, meritavano di andare più avanti e forse anche di fare più di tre gol. Ma a me rimane questa stagione e l’aver ricostruito il rapporto con questo pubblico straordinario. A volte mi  andata bene in un anno, qua per la promozione ce ne vorranno due. Palermo è straordinaria da tutti i punti di vista”.

“Tutti mi hanno dato fiducia incondizionata e sono molto triste per questo ma se mi metto in testa una cosa la porto a termine, volevo regalarla al primo anno ma non è andata così. Abbiamo costruito qualcosa di bello e unico in Italia e io ho un debito di riconoscenza verso tutti, li porterò dove meritano”.
“Oggi dobbiamo accettare il verdetto del campo facendo i complimenti al Catanzaro, ma io torno a casa a testa alta. Con quello che abbiamo creato arriveremo in fondo un altro anno e saremo ancora più pronti”.

Le parole ai giornalisti:

“La squadra è stata fantastica. Questa è una delle giornate di sport che porterò per sempre nel cuore, è una situazione da stadio inglese che in Italia non si verifica mai. La squadra ha fatto una partita encomiabile, ha un animo e ha riconquistato la propria gente”.
“I 72 punti di campionato non sono bastati, non è bastata neanche la partita di stasera che è stata memorabile. La gente non ti regala quell’ovazione sennò. Probabilmente quest’anno non eravamo ancora pronti per fare il salto. Adesso ho le idee un po’ più chiare rispetto a quando sono arrivato. Al primo giorno di ritiro ho detto ‘se usciremo dopo una sconfitta con gli applausi vuol dire che la strada è giusta’. In 41 partite ne abbiamo sbagliate 5/6, di solito così si va in Serie A, ma ripartiamo dalle altre 35”.

“Farò di tutto per completare l’opera, il prossimo anno cercherò di ripagare l’affetto. “I rumors? Il Palermo vale il Real Madrid, se mi chiamano non ci vado. La mia famiglia è contenta qua, la società non mi fa mancare niente, ho l’affetto dei tifosi e tutti credono in me. Finché non si stufano di me io resto qui. Purtroppo quest’anno il margine d’errore è stato minimo. Quest’anno sono cresciuto come allenatore e ho un’idea della squadra, cercheremo di migliorare dove siamo mancati. Non nascondiamo la testa sotto la sabbia, ma la strada è spianata”.
“Se l’anno prossimo miglioreremo i 72 punti, speriamo che ne siamo sufficienti. A Pisa ho perso 8 partite, quest’anno 5. In alcuni frangenti avevo in mente di cambiare sistema, è quello che probabilmente useremo il prossimo anno. Mentre stavamo cambiando si è fatto male Johnsen, poi il nostro capitano. Se arriveremo dove vorremo ci arriveremo più pronti e magari per restarci a lungo”.

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