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Palermo, non è la notte dei miracoli: maledetta la gara d’andata. Le pagelle ironiche di A&F

È la notte dei folli. Solo la follia ti può portare a credere che sia possibile rimontare tre gol in 90 minuti. Solo la follia può farti uscire di casa con la testa piena di sogni e il cuore gonfio di emozioni. Solo la follia può farti sentire parte di un popolo che ha conosciuto solo delusioni ma continua a sperare che dopo la notte arriverà la luce. Solo la follia può portarti a dire che, comunque vada, tu ci sarai ancora, a tifare e sognare finché la vita ti regalerà il tempo per farlo.
È la notte dei folli, amici, e noi siamo qui per viverla fino alla fine, con gli amici di sempre, con i figli accanto, con chi c’è sempre stato e sappiamo che ci sarà sempre. La formazione è tutta “allazzata” all’attacco e ci sta. Manca ancora Bani e si gioca con la difesa a 4 con Ceccaroni e Peda centrali. Sulle fasce Augello e Pierozzi. Centrocampo confermato con Johnsen e le Douaron a supporto di Joel “e fallo sto miracolo” Pojhanpalo.

Prima del fischio d’inizio cominciamo la ridda di ipotesi, situazioni, calcolo di probabilità e minchiate che spaziano da rigore ed espulsione al primo minuto a vittoria a tavolino per inferiorità numerica complessiva al 90’. Fortunatamente si comincia e la finiamo con le minchiate. E il primo gol incredibilmente arriva subito!! Di testa, in area, Pojhanpalo è una sentenza! Il Palermo è scatenato e il Barbera è una bolgia. Ci dobbiamo credere!
La partita è intensa e cattiva e a farne le spese subito è Peda che si fa male e viene sostituito da Magnani. I minuti cominciano a scorrere inesorabili e la partita è dura perché il Catanzaro palleggia bene, non si chiude e ci dà filo da torcere. L’occasionissima arriva ma Pohjanpalo viene superato dalla palla e non riesce a metterla dentro di testa.
Il cronometro gira, il Catanzaro fa melina, l’arbitro consente indecenti sceneggiate napoletane e noi facciamo bile. Arriva il fischio del primo tempo e siamo solo uno a zero. Non siamo riusciti a segnare il secondo subito ma siamo vivi e c’è ancora tempo per sperare.

Si rientra con Vasic al posto di Le Douaron: non capiamo ma ci basta fare due gol e non se ne parla più. Nel frattempo si fa male anche Segre e Palumbo prende un palo in mezza rovesciata! Incredibile. Non possiamo dire di essere fortunati! Entra Rui Modesto, siamo tutti avanti e va bene così. Arriva anche la paratona di Pigliacelli. C’è aria di assedio maledetto. Il Palermo pressa e i calabresi sembrano sulle gambe: arriva un’altra grande occasione per Johnsen ma Pigliacelli fa un mezzo miracolo.
Il Palermo nei primi venti minuti ha prodotto il massimo sforzo ma non è riuscito a fare il secondo e ora si va avanti con la forza della disperazione. Escono Johnsen e Ceccaroni ed entrano Gyasi e Corona. All in. Il cronometro corre ma siamo stanchi anche noi e serve un miracolo di Joronen per restare aggrappati per un filo alla partita.
A due minuti dalla fine arriva il due a zero di Rui Modesto che ci regala un finale da sogno. Ci sono sei minuti di recupero che l’arbitro fa trascorrere senza di fatto giocare ed in cui riesce a espellere Pierozzi e Augello e poi fischiare la fine in anticipo.



Nulla da fare! Il Palermo non riesce nell’impresa anche perché gli manca quel po’ di fortuna che nei primi quindici minuti del secondo tempo avrebbe potuto consentirgli il secondo gol e un forcing finale con maggiori possibilità. Il Catanzaro ha fatto il suo, aiutato anche da un arbitro che gli ha consentito di fare quello che voleva in maniera provocatoria.
Purtroppo l’abbiamo persa all’andata e stasera c’è davvero poco da rimproverare alla squadra che ci ha provato fino alla fine. Ci tocca ancora un’altra stagione in serie B. Ci sarà tempo per i processi e per le analisi. Stasera lasciateci solo un po di tempo per i maledetti rimpianti. Forza Palermo!

Joronen 6,5 – Viene impegnato quasi sempre da fuori e risponde presente, soprattutto nel secondo tempo, con due interventi decisivi. Attento.
Pierozzi 6,5 – Spinge meno del solito, vista l’impostazione tattica del Palermo ma è sempre molto reattivo. Mezzo voto in più per l’espulsione ingiusta che conferma i nostri pensieri non riferibili sull’arbitraggio. Penalizzato.
Peda s.v.
(dal 16′ p.t. Magnani) 7 – Entra a freddo per l’infortunio di Peda e non è chiaramente lo stesso giocatore che era in campo a Catanzaro perché stavolta non sbaglia praticamente nulla ed anzi si prodiga in un paio di recuperi prodigiosi. Gemello diverso.
Ceccaroni 6 – Schierato come centrale di difesa non si vede nelle sue solite percussioni e rimane a presidiare la retroguardia. Arretrato.
(dal 30′ s.t. Gyasi) 5 – Conferma tutto quello di brutto che ha fatto per tutta la stagione, risultando ancora una volta irrilevante, se non dannoso. Bocciato.
Augello 5,5 – Meno esplosivo del solito e soprattutto sono mancati i suoi cross e le sue sovrapposizioni per creare superiorità. Stanco.

Segre 7 – Nella impostazione tattica più offensiva deve correre per tre a centrocampo per coprire tutti gli spazi e lui non si risparmia fino, probabilmente, a chiedere troppo al suo fisico ed è costretto ad uscire per un problema muscolare. Maratoneta.
(dal 5′ s.t. Rui Modesto) 7,5 – Abbiamo capito che lui rappresenta l’esatto opposto del noto aneddoto di Mazzone su Carboni. Deve attaccare e basta, senza preoccuparsi mai di difendere. Così facendo trova pure il gol al 89’ che riaccende una speranza, purtroppo rimasta vana. Offensivista.
Ranocchia 7,5 – Forse una delle sue migliori partite a Palermo per lucidità, intensità di gioco e sagacia tattica. Purtroppo gli è mancata la fortuna su una gran conclusione su cui l’ex portiere rosanero compie una parata come non gli abbiamo mai visto fare negli anni a Palermo. Autorevole.

Le Douaron 5,5 – Tanta corsa e grinta ma, come sempre, tanta troppa confusione. Impreciso.
(dal 1′ s.t. Vasic) 6 – Stavolta entra in campo con piglio deciso e riesce anche a rendersi pericoloso in un paio di giocate. Poi, però, pian piano ricade nei soliti errori di confusione e imprecisione. Eterna promessa.
Palumbo 7 – Ogni volta che il Palermo attacca il pallone è sempre sui suoi piedi. Confeziona l’assist che sblocca la gara e va vicinissima al raddoppio con una conclusione acrobatica che, purtroppo, si stampa sul palo confermando che la dea bendata ci vede benissimo quando ci sono maglie rosanero, voltandosi dall’altra parte. Onnipresente.
Johnsen 5,5 – Si capisce che ha mezzi tecnici però esagera e quando serve concretezza, dopo grandi giocate, fallisce l’opportunità. Tacco e punta.
(dal 30′ s.t. Corona) s.v.
Pohjanpalo 7 – È suo il gol immediato che illude il popolo rosanero con la solita travolgente potenza in area di rigore. Purtroppo, di altri palloni giocabili gliene arrivano pochi ed è anzi costretto spesso ad arretrare ed a battagliare anche centrocampo. Il grande rammarico è avere il capocannoniere del campionato ed essere rimasti in serie B. Implacabile.

Inzaghi 6 – Ci voleva un’impresa ed il Palermo c’è andato vicinissimo, anche grazie ad una formazione messa in campo in maniera spregiudicata. Purtroppo rimane il macigno dei numerosi ed inspiegabili errori della partita d’andata che condiziona qualunque giudizio. Delusi (noi).

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