Mirri: “Dobbiamo andare avanti, non ci possiamo fermare adesso”
“Dobbiamo andare avanti, non ci possiamo fermare adesso“. Lo ha detto Dario Mirri, presidente del Palermo, intervenuto a margine della sessantacinquesima edizione dei Premi dell’anno dell’Ussi ai Cantieri culturali della Zisa.
“L’augurio è di raggiungere tutti gli obiettivi sportivi – prosegue il numero uno di viale del Fante –. So bene, dal primo giorno, che un buon presidente è quello che vince, quindi non mi posso cullare. Dalla D siamo arrivati alla B, ora continuare a vincere diventa parecchio difficile: le aspettative sono alte e ci sono anche gli avversari. Prima di concentrarci su qualcosa nello specifico bisogna raggiungerlo, sia playoff sia qualcosa in più. Non si possono, però, iniziare le prossime partite pensando a un piano B: siamo pronti ad affrontare tutto e tutti senza timori”.
Poi, il futuro del club e le infrastrutture. “Il Palermo è parte di un grande gruppo internazionale che ha mantenuto lo stesso spirito di sette anni fa. Lavori allo stadio? Dipende dall’UEFA, il grande sogno è quello di far rientrare il Palermo come quinta città italiana per rappresentare il Sud Italia. I lavori dovrebbero iniziare entro il primo trimestre del 2027″.

E la gara di pubblica evidenza per l’affidamento dei lavori quando verrà bandita?
Non si capisce cosa Mirri intenda dire quando asserisce che i lavori allo stadio “dipendono dall’UEFA”. I lavori al Barbera non dipendono “dall’UEFA”. Non si capisce nemmeno quali sono i lavori che “dovrebbero” partire entro il primo trimestre del 2027, visto che il procedimento burocratico-amministrativo che renderebbe possibili questi lavori è ancora solo agli albori, e non è affatto detto che vada a buon fine.
Parliamoci chiaro: rispetto a questa vicenda del “restyling” la comunicazione deve essere chiara e senza ambiguità, per evitare di generare aspettative irrealistiche ed illusioni. Bisognerebbe far capire al tifoso medio – nei limiti in cui è possibile – che le tappe da percorrere per arrivare alla ristrutturazione (“alla ruspe”) è ancora lunga.
Altro che parlare di “Euro 2032” e di data di inizio dei lavori. Allo stato dell’arte, cioè QUI ED ORA, fare questo vuol dire solo vendere fumo, e questo non è disfattismo, è realismo.
Queste dichiarazioni ambigue di Mirri sono quindi inopportune
Che tempismo, Corrado. Mentre tu , cittadino semplice, ponevi l’ingenua domanda la procura di Milano indaga sulla vendita di San Siro e , come previsto, paralizza tutto . Andiamo avanti. Credo che ne vedremo delle belle. Intanto in Turchia si lavora e soprattutto si parla zero. Fatti non parola diceva una vecchia pubblicità caro amico.
A proposito, un tuo parere . Come ti spieghi la disputa di una partita di spareggio per la qualificazione ai mondiali in un campetto , quello Bosniaco, messo peggio del nostro amato Cantiere Navale ormai abbandonato mentre al Barbera pare che non si possano più giocare gare internazionali? Come funziona?