Palermo – Cosenza 0 – 0 LE PAGELLE / Centrocampo bocciato in blocco

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B

Palermo – Cosenza 0 – 0 LE PAGELLE / Centrocampo bocciato in blocco
FOTO PEPE / PUGLIA
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Un brutto passo indietro. Lo 0 a 0 è la perfetta fotografia di una partita che il Palermo non ha mai avuto in mano e che il Cosenza non ha nemmeno provato ad accendere. E visti i successi di Parma e Reggina i playoff si allontanano di molto. Giusto così, se questa era la partita che doveva dare indicazioni importanti in chiave playoff la risposta è stata chiara: il Palermo non è ancora pronto.

Un primo tempo buttato tra un’orgia di passaggi orizzontali oppure all’indietro, una ripresa appena un po’ più vivace, qualche scintilla nel finale ma va detto che al 92esimo il Palermo ha anche rischiato di perdere: il gol di Delic però è stato giustamente annullato per fuorigioco.

Il Palermo ha avuto una supremazia territoriale e anche nel possesso palla che però non ha prodotto alcun effetto per colpa di una lentezza snervante in ogni giocata. Pochissimi tentativi di conclusione, le verticalizzazioni si contano sulle dita di una mano, i cambi di passo non si sono mai visti, gioco sulle fasce latitante. Impossibile, in queste condizioni, scardinare un Cosenza che si è accontentato e che ha difeso lo 0 a 0 senza nemmeno troppo affanno.

Il centrocampo del Palermo, con tutti i titolari, ha fallito la prova. La difesa non è stata molto sollecitata ma ha sofferto come spesso capita su ogni calcio piazzato; gli attaccanti hanno avuto pochissimi palloni accettabili. Se a Parma la sconfitta era sembrata beffarda, questo pareggio è invece il corretto esito di una partita modesta.

PALERMO: Pigliacelli 6,5; Mateju 5, Nedelcearu 5, Marconi 5 (dal 32′ s.t. Sala s.v.); Segre 5 (dal 32′ s.t. Tutino s.v.), Saric 5 (dal 22′ s.t. Damiani 5,5), Gomes 5, Verre 5 (dal 22′ s.t. Valente 5,5), Aurelio 5,5; Brunori 6 (dal 37′ s.t. Vido s.v.), Soleri 5,5. 

COSENZA: Micai 6; Rispoli 6, Vaisanen s.v. (dal 29′ p.t. Venturi 6), Meroni 6,5, Martino 6,5; Marras 6, Brescianini 5,5, Calò 6, Florenzi 5 (dal 22′ s.t. D’Urso 6); Finotto 5,5 (dal 44′ s.t. Zilli s.v.), Nasti 5 (dal 22′ s.t. Delic s.v.). 

Pigliacelli 6,5: Salva il risultato sul colpo di testa ravvicinato di Meroni su una delle tante palle alte che spiovono in area e su cui il Palermo fa fatica. Poi si fa apprezzare per un’apertura di piede di 50 metri. Nella ripresa spettatore non pagante fino al 90esimo quando vive un paio di brividi non da poco. Insomma, si fa perdonare la papera di Parma.

Mateju 5:  In affanno, decisamente un passo indietro rispetto alla ultime confortanti prestazioni. Dopo una partita da centrale sembra avere qualche problema nel trovare la giusta posizione. Il suo contributo in fase propositiva è modesto e confuso.

Nedelcearu 5: Non dà l’impressione di essere sereno e sicuro. Soffre sui traversoni in area di rigore, non sempre è ben allineato con Marconi; dopo alcune partite da “separati” i due devono ritrovare l’affiatamento. Per fortuna il Cosenza fa poco in avanti per cercare il gol. Inutilmente falloso anche in area di rigore avversaria, quando prova l’avventura offensiva.

Marconi 5: Rientra dopo tre gare e deve scrollarsi un po’ di ruggine. Il Cosenza è molto mobile in avanti e lui soffre quando è chiamato a intervenire in rapidità. Insieme a Nedelcearu dimostra di soffrire sui palloni alti che sono il tallone di Achille del Palermo. Gli riesce qualche anticipo ma è condizionato da una ammonizione a metà primo tempo per un fallo a centrocampo.

(dal 32′ s.t. Sala) s.v.: Rientra dopo una lunga assenza, un quarto d’ora senza gloria. Anche lui in difficoltà nella marcatura su calcio d’angolo avversario e si fa scappare Marras in area.

Segre 5: Piazzato sulla destra, un po’ a sorpresa rispetto alle previsioni della vigilia. Garantisce una discreta forza fisica in fase di spinta e di contenimento ma il suo gioco non è mai particolarmente vivace e si perde spesso tra le maglie avversarie.

(dal 32′ s.t. Tutino) s.v.: Entra bene in partita, cercando di ravvivare il gioco dalle parti dell’area avversaria. Ma parliamo solo di buona volontà.

Saric 5: Lento, poco creativo: non va quasi mai oltre il passaggetto a tre metri. E difatti, quando prova a giocare in verticale (poche volte) qualcosa di buono la combina. Ci si aspetterebbe di più, però, almeno sotto il profilo della quantità.

(dal 22′ s.t. Damiani) 5,5: Cerca di inventare qualcosa ma giocando a passo d’uomo è difficile inventare qualcosa.

Gomes 5: Se il centrocampo è lento, prevedibile e poco efficace è anche a causa sua; non ha più l’esuberanza e la libertà mentale di qualche settimana fa. Ha sempre un buon senso della posizione che gli permette di fare buon filtro e proteggere la difesa ma con la palla al piede è scolastico.

Verre 5: Balbettante, si accende a tratti ma trova pochi spunti e pochi spazi. Non è in giornata e probabilmente non è al meglio della forma, non lascia traccia sulla partita. Esce prima della fine.

(dal 22′ s.t. Valente) 5,5: Entra sulla fascia sinistra, poi si sposta a destra per l’ultimo quarto d’ora. Non dà la sensazione di essere in giornata di vena. Prova la giocata della vita al 90′ ma poi sbaglia la scelta finale.

Aurelio 5,5: Il duello è con Rispoli che notoriamente preferisce attaccare più che difendere. Lui non si fa trovare impreparato e rischia poco ma in una partita casalinga, contrassegnata da un grande predominio nel possesso palla, ci si aspetterebbe qualcosa in più al di là della metà campo. Finisce la gara sulla linea dei difensori, lasciando la fascia a Sala.

Brunori 6: L’unico che sembra ispirato dai primi minuti. Cerca di dare un senso ad ogni pallone “sporco” che arriva dalle sue parti. Conquista subito una punizione, cerca spazi sulla sinistra, prova la conclusione in porta ogni volta che può. Niente di che ma è almeno qualcosa, soprattutto visto che rientrava dopo due partite di stop.

(dal 37′ s.t. Vido) s.v.: Si spara tutte le cartucce in pochi minuti cercando di risolvere la gara, non c’è riuscito.

Soleri 5,5: Passo indietro perché non riesce a sprigionare la sua attuale esuberante forza fisica, anche perché non gli arrivano mai palloni interessanti. È rapido, a inizio di ripresa, a calciare in porta tra due avversari ma incide poco. Nel finale avrebbe la palla della vittoria ma il suo tiro viene rimpallato.

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