Palermo, dal piano “B” al piano “A”: tra dubbi e certezze si aspetta un segnale

Pubblicato il da Alessandro Geraci - aggiornato il - News, Serie B

Palermo, dal piano “B” al piano “A”: tra dubbi e certezze si aspetta un segnale

Termina il primo atto del Palermo targato City Group e il futuro è ancora tutto da decifrare. I rosanero hanno perso l’occasione per partecipare ai playoff ma, nonostante tutto, il traguardo imposto dalla società ad Eugenio Corini è stato raggiunto: Serie B salva e il consolidamento… in atto.

Adesso è tempo di guardare alla prossima stagione e alla meta successiva. La stessa proprietà dovrà dare un segnale e tracciare il percorso da seguire per affrontare l’anno calcistico che verrà. L’obiettivo definito “ambizioso” e sottolineato dall’amministratore delegato Ferran Soriano, appena acquisito il club, era di “riportare la squadra dove merita, in Serie A” dopo una tranquilla stagione in cadetteria.

Impossibile nascondersi dietro a un dito. Il momento è arrivato, ma con quali certezze? La stagione appena trascorsa ha fornito indicazioni assolutamente chiare e, se da una parte il percorso intrapreso dal “Genio” è stato assolutamente valido in termini di coesione, dall’altra rimangono ancora dubbi di natura tattica e di mentalità che si sono manifestati tutto l’anno, culminati nell’ultimo incontro col Brescia con il doppio vantaggio annullato dalle rondinelle in due minuti.

Il Palermo deve ancora imparare a vincere con costanza: ha ottenuto i tre punti soltanto 11 volte durante il torneo. Per intenderci, il Frosinone “mattatore”, di vittorie ne ha ottenute 24; il Benevento ultimo 7, solo 4 in meno dei rosa. Inoltre, anche a livello di organico serviranno cambiamenti profondi e di qualità per la massima serie, come confermato dallo stesso tecnico (“Per la prossima stagione c’è bisogno di spessore”). Una sorta di bocciatura silente, per alcuni.

Non hanno inciso quanto sperato soprattutto gli acquisti big: Saric non ha trovato il suo ruolo fisso in squadra ed è stato protagonista di prestazioni altalenanti. Stulac, invece, a causa del grave infortunio subito, è rimasto fermo ai box, a parte le prime uscite che non avevano convinto del tutto. A Bettella, partito con i migliori propositi e anche lui vittima di acciacchi, alla fine è stato preferito il buon “vecchio” Marconi. Verre ha dimostrato di avere qualità fuori dal comune ma l’incostanza fisica degli ultimi due mesi crea degli interrogativi che non possono essere spiegati soltanto con il suo arrivo “a gennaio inoltrato” (sempre Corini in conferenza).

A questi dilemmi, si aggiungono quelli sui tanti giocatori in prestito: tra questi spicca Tutino (di proprietà del Parma) che non è riuscito a mettere la quarta al fianco di Brunori. Ma ci sono anche Sala, Masciangelo, Vido ed Elia, con quest’ultimo che doveva essere punto cardine in avanti ma ha subito la rottura e la conseguente ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro che lo ha fermato nel momento migliore: per riconfermarlo dovrà essere riscattato dall’Atalanta.

L’unica certezza assoluta rimane Matteo Brunori, che comunque era già stata acquisita lo scorso anno, per il resto modulo, interpreti e ambizioni sono capitoli tutti da scrivere. E i tifosi si aspettano che venga alzata di molto l’asticella delle ambizioni con una squadra che faccia fare il salto di qualità: dal piano “B” di quest’anno al nuovo piano “A”. C’è ancora tanto lavoro da fare e Corini – la cui conferma appare praticamente certa – dice di avere una visione chiara sui prossimi step. Bisognerà attendere qualche giorno per avere risposte dalla società.

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