Palermo, in Paradiso splende il… Soleri. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B
Inutile nascondersi. Ci sono partite che valgono una stagione. Se però ci mettete che i vostri cronitifosi ne individuano sempre almeno 6 o 7 a campionato capite che si tratta spesso di settimane impossibili che ognuno vive a modo suo. C’è il nostro amico Giorgio che non guarda la classifica da lunedì mattina. C’è Antonio che si è già lasciato andare e studia il calendario della serie A del prossimo anno. C’è Fabio che oscilla con pari convinzione tra una retrocessione certa e una trionfale promozione da record. C’è Giulio che, come sempre, prova a portare un po’ di equilibrio ma si vede che si sta cacando in mano. E poi, su tutto, echeggia la voce di Salvo che ci avrebbe dato dei cacasotto, ridendo e considerando i calabresi già spacciati.
Ci sediamo con la mente affollata di pensieri e il cuore gonfio di nostalgia a vivere come sempre due ore di grande passione. Corini non cambia nulla perché squadra che vince non si tocca e noi non possiamo che dargli ragione. La partita è contratta. C’è rispetto e anche un filo di ansia. La palla la tiene la Reggina ma il Palermo quando riparte sembra poter fare male.
Per un po’ i rosa aumentano il pressing e la Reggina perde qualche pallone in più e così i calabresi cominciano a picchiare come wrestlers ubriachi a fine carriera, ma l’arbitro lascia correre un po’ troppo. Poi, dopo un po’, tutto torna tranquillo e ci sembra che solo un episodio o un colpo di genio possano sbloccare il match. Ma non arriva né l’uno né l’altro e si chiude il primo tempo di una partita equilibrata e complicata con la Reggina che fa la partita e ci fa paura e il Palermo che chiude tutto aspettando momenti migliori.
Neanche il tempo di tornare seduti con il pensiero al calduccio del divano di casa che l’episodio arriva! Brunori si lancia nello spazio di centrocampo saltando due uomini, arriva in area e viene atterrato: calcio di rigore! Tutti si chiedono se lo tirerà lui ma il bomber non può sottrarsi e va deciso sul dischetto. Palla da un lato e portiere dall’altro e noi in paradiso!!!!
La Reggina prova a reagire ma il Palermo non perde mai la testa con un centrocampo rafforzato da Verre, entrato nell’intervallo, e Broh che viene messo dentro per portarsi a casa tibie, peroni e ginocchia di chiunque abbia intenzione di passare il centrocampo. La Reggina pressa e il Palermo parte in contropiede. Di Mariano conferma di non vedere la porta neanche con il cannocchiale e sbaglia un gol da distanza ravvicinata. E noi impazziamo perché sappiamo bene che il calcio ha poche regole ma una inesorabile che noi odiamo è “gol sbagliato, gol subito” e così la Reggina pareggia con una mezza svirgolata in area che spiazza l’incolpevole Pigliacelli.
Il Palermo non ci sta e dimostra che sta diventando una grande squadra. Entrano Tutino e Soleri e il motore rosanero sale di giri. Mateju ruba il tempo a un avversario, avanza e mette un cross da giocatore di calcio vero. Soleri la tocca di testa e la infila sotto il sette con un gol che ci lancia in orbita ebbri di felicità! Il Palermo non molla un centimetro e cresce, mettendo la Reggina all’angolo. I calabresi perdono la testa e restano in dieci. Arriva anche un Var check più lento di un treno Palermo – Catania che ci concede un secondo rigore. Ci prova Tutino che tira il rigore più “tascio” del mondo e regala la palla al portiere condannandoci a un finale ansiogeno come un film di Hitchcock.
L’arbitro concede venti minuti di recupero ma si potrebbe giocare in eterno e non cambierebbe nulla. Il Palermo vince una partita giocando in maniera quadrata, umile e da squadra consapevole dei propri mezzi. Solida in difesa, messa bene in campo e con un carattere che ha consentito di tornare in vantaggio nel momento più difficile. Un po’ per scaramanzia e un po’ per soddisfazione ancora una volta il nostro pensiero va ai detrattori di Eugenio Corini che oggi potrebbero pensare di darsi all’ippica oppure al Burraco (il mercoledì al circolo del golf; momento pubblicità). Noi preferiamo continuare a sognare. Forza Palermo!
Pigliacelli 7 – Per batterlo ci vuole una sfortunata deviazione ravvicinata di un compagno perché altrimenti le prende tutte. Peraltro visto come gioca il pallone con i piedi lo proponiamo anche come rigorista. Manny Tuttofare.
Mateju 8 – Lo abbiamo criticato tante volte e quindi stavolta siamo assai generosi nel voto perché sfodera la prestazione migliore nella partita più importante, condendola con una azione ed un assist che vale metà del gol vittoria. Revenant.
Nedelcearu 7 – Comanda la linea difensiva con una autorità impressionante. E davanti aveva dei rognosi picchiatori non da poco. Mastino.
Marconi 7,5 – La sua crescita, tecnica e tattica, e la sua dedizione sono l’emblema del nuovo corso rosanero. Simbolo.
Valente 6 – Non è esplosivo come in altre occasioni ma di fronte ha una linea di difesa che sembra insuperabile e lui, comunque, non si tira mai indietro cercando anche qualche conclusione da fuori che potrebbe avere miglior fortuna. Contenuto.
(dal 39′ s.t. Graves) s.v.: Benvenuto.
Segre 6 – Soffre per tutto il primo tempo, inseguendo come un matto palloni sulla mediana che raramente riesce a giocare con lucidità. Criceto.
(dal 1’ s.t. Verre) 6 – L’approccio alla partita è da giocatore di categoria superiore ed anche da portafortuna perché il suo ingresso coincide con il gol quasi immediato e la vittoria finale. Certamente deve ancora integrarsi con i compagni. Attendista.
Damiani 6,5 – In un centrocampo che nel primo tempo viene continuamente messo in difficoltà dalla manovra dei calabresi è l’unico che cerca di proporre qualche giocata pericolosa. Esce perché stanco e perché c’è bisogno di muscoli per difendere il vantaggio. Sagace.
(dal 18’ s.t. Broh) 6 – Entra con un compito preciso: “visto che i calabresi picchiano come fabbri fai lo stesso pure tu”. Lui esegue ma poi è sfortunato nel gol del pareggio ospite con una improvvida deviazione. Operaio.
Saric 6 – Vale anche per lui quanto detto per i compagni di reparto. Il centrocampo ospite è forte e solido e c’è soprattutto da giocare in fase di contenimento a discapito della creatività. Uomo di fatica.
Sala 7 – Sulle fasce i calabresi sono pericolosissimi ma di riffa, di raffa ed a muzzicuni dove c’è lui non si passa. Attento.
Brunori 8 – Da centravanti purissimo, dopo una partita sostanzialmente anonima, appena ha mezzo pallone giocabile è decisivo. Il rigore stavolta lo calcia in maniera perfetta e oltre a fare volare il Palermo vola anche lui in vetta alla classifica cannonieri. Esce e a fine partita lo vediamo con la borsa del ghiaccio sul ginocchio. Preoccupati (noi).
(dal 32’ s.t. Soleri) 9 – In meno di venti minuti segna un gol semplicemente pazzesco che ci ricorda il cigno di Utrecht, si procura il rigore che ci avrebbe risparmiato il patema finale e, in pieno recupero, lo vediamo esibirsi in una prodigiosa rovesciata difensiva. Puo rivelarsi una delle armi in più del prosieguo del campionato. Olandese volante.
Di Mariano 5,5 – Per un attaccante continuare a non riuscire a calciare degnamente nello specchio della porta sta diventando insopportabile. Gli consigliamo anche di evitare queste continue cadute sui contatti con gli avversari visto che nell’80% dei casi gli arbitri non gli fischiano fallo a favore. Irritante.
(dal 32’ s.t. Tutino) 6 – Impatta bene la partita rendendosi continuamente pericoloso sulla sua fascia. Però calciare un rigore in questo modo è semplicemente inammissibile. Per sua fortuna risulta ininfluente ai fini del risultato. Jorginho dei poveri.
Corini 8,5 – Il Palermo cresce di partita in partita per solidità, applicazione tattica e convinzione nei propri mezzi. Il merito è soprattutto suo che ha continuato ad andare avanti sereno e consapevole anche quando quasi tutti ne chiedevano la testa e ha forgiato la squadra a sua immagine. Capitano mio Capitano.