Palermo, in tanti sotto la sufficienza a centrocampo. IL PAGELLONE / 2
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Serie B
Come da tradizione, a fine stagione pubblichiamo il ‘pagellone’ dei rosanero, analizzando giocatore per giocatore il rendimento durante l’intero campionato. Tocca al centrocampo. –> QUI L’ANALISI SULLA DIFESA
Il centrocampo è stato il reparto dove ci sono state più difficoltà a trovare la formula giusta che potesse garantire equilibrio e qualità. In principio dovevano esserci le tre ‘S’ (Segre, Stulac, Saric) ma l’esperimento è durato poco e Corini ha scelto una versione più ‘muscolare’ con Gomes e Broh. La mossa si è rivelata vincente e il Palermo si è tirato fuori dalle zone calde della classifica.
Gli infortuni e l’arrivo di Verre nel mercato invernale hanno cambiato ancora le carte in tavola. Corini ha alzato l’asticella ma i giocatori hanno avuto difficoltà a fare il salto di qualità, soprattutto nel reparto nevralgico del campo. Se il Palermo ha incassato così tanti gol è anche a causa di un centrocampo che nella seconda parte di campionato ha fatto poco filtro (emblematica la statistica che vede i rosa ultimi in B per contrasti vinti), proteggendo male la difesa (solo quattro squadre contano meno intercetti degli uomini di Corini) e non riuscendo nemmeno a essere troppo efficace (tranne qualche eccezione) in fase di possesso palla.
IL ‘PAGELLONE’ DELL’ANNO – CENTROCAMPO
Gomes 6: una bella sorpresa. È arrivato come primo ‘scambio’ nella galassia del City e dopo Terni si è preso il centrocampo, dimostrandosi decisivo per dare equilibrio alla squadra nella fase più difficile. Nel momento di alzare l’asticella, però, si è un po’ ‘appiattito’, è calato dal punto di vista fisico e non è riuscito a essere quel regista in grado di dettare i tempi di gioco. Nella prossima stagione ci si aspetta il definitivo salto di qualità.
Segre 6: ha sempre “sudato la maglia” e il suo agonismo lo ha portato a superare i limiti tecnici. È stato prezioso in fase di non possesso e abile negli inserimenti: sono stati quattro i gol, non aveva mai segnato così tanto in una stagione. Quando Corini ha dovuto inserire Verre, però, è stato lui il ‘sacrificato’ ed è tornato tra i titolari – con un buon rendimento – solo nel finale di stagione (anche da esterno a tutta fascia).
Broh 5.5: è partito fortissimo, sulla falsa riga dell’ottima stagione disputata col Südtirol, ed è stato molto utile quando Corini ha scelto di riequilibrare il centrocampo, fornendo dinamismo e sacrificio. Da dicembre in avanti, però, il suo contributo è stato modesto, senza infamia e senza lode, anche perché ha giocato poco: sono state solo 12 le partite disputate da titolare.
Stulac 5.5: difficile giudicare un giocatore dalle qualità e palmares indiscutibili che però ha giocato e inciso pochissimo. È stato schierato titolare nel momento peggiore della squadra e non è riuscito a prendere in mano il centrocampo, tant’è che Corini dopo Terni lo ha ‘accantonato’. Qualche segnale di risveglio a dicembre e poi è arrivato l’infortunio che ha praticamente terminato lì la sua stagione.
Damiani 5.5: è stato spesso in ‘seconda linea’ e ha giocato poco. Corini, nel momento decisivo della stagione, ha scelto Gomes come perno centrale del centrocampo e non ci ha più rinunciato, così per Damiani è stata dura trovare spazio. Sono state solo undici le gare iniziate dal primo minuto (concentrate soprattutto quando Gomes è stato infortunato) ma lo score è stato positivo: sei vittorie, tre pareggi e due sconfitte.
Verre 5: è stato preso a gennaio per alzare l’asticella ma ha mostrato il suo grande talento solo a sprazzi. Le due pesanti sindromi influenzali – come più volte sottolineato da Corini – non gli hanno permesso di entrare in forma, quindi spesso le sue partite sono durate 45 minuti, nei migliori dei casi un’ora. Negli occhi rimane il gol capolavoro da centrocampo contro il Frosinone però nel complesso ha deluso, un giocatore come lui doveva fare la differenza e trascinare il Palermo, anche per questo il voto è così severo.
Saric 5: una delusione. Il Palermo ha investito tanto su di lui, dopo una lunga trattativa, ma l’ex Ascoli non è mai riuscito a entrare nei meccanismi rosanero. Un paio di infortuni ne hanno frenato la crescita e l’impressione è che non sia stato quasi mai al 100% della forma fisica. Doveva e poteva fare di più, anche dal punto di vista dei numeri: quest’anno ha messo a referto un solo assist (a Cittadella) mentre nella scorsa stagione erano stati tre i gol e quattro gli assist.
Valente 6.5: dopo tanta gavetta ha giocato la sua prima stagione in Serie B e ha dimostrato di esserne all’altezza. È stato bravo a farsi trovare pronto (prima dopo l’infortunio di Elia, poi in seguito a quello di Di Mariano) e ha chiuso il campionato con tre gol e sei assist, numeri discreti per un esterno che ha percorso tutta la fascia destra. Qualche difficoltà in fase difensiva (tant’è che nell’ultimo scorcio Corini gli ha preferito Buttaro) ma i suoi cross sono stati spesso determinanti.
Elia 6: ha giocato le prime dieci partite (tutte da titolare), poi si è infortunato gravemente al ginocchio terminando il campionato in largo anticipo. Nel primo scorcio di stagione, quando la squadra era in grosse difficoltà, ha comunque dimostrato di essere un calciatore duttile (il più completo sulla fascia destra) e bravo in entrambe le fasi di gioco. Sarebbe stato imprescindibile per Corini, un peccato.
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