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Palermo, la rivoluzione parte da dietro: come cambia la difesa col modulo a 4

L’idea è chiara e porta la firma di Inzaghi. Il Palermo della prossima stagione sarà più offensivo, più aggressivo nella ricerca del gioco e delle occasioni da gol. Un’indicazione che lo stesso tecnico ha praticamente anticipato nella conferenza stampa successiva all’ultima gara contro il Catanzaro, lasciando intendere come il passaggio al 4-2-3-1 (o 4-3-3) rappresenti la direzione tattica su cui costruire il nuovo corso rosanero. Tuttavia, se il Palermo guadagnerà qualcosa in termini di imprevedibilità e spinta offensiva, dovrà inevitabilmente trovare nuovi equilibri nella fase difensiva.

Proprio da lì partirà la vera rivoluzione. Perché, pur mantenendo gran parte degli interpreti già presenti in rosa, il reparto arretrato sarà chiamato a cambiare profondamente modo di giocare e interpretare gli spazi. Una certezza, in questo senso, è rappresentata da Bani. Il difensore sarà il punto di riferimento della nuova retroguardia dopo aver dimostrato tutta la propria affidabilità nella difesa a tre. Il passaggio alla linea a quattro, però, non rappresenta certo una novità per lui: nel corso della sua carriera, infatti, ha ricoperto più volte il ruolo di centrale sia con il Bologna che con il Genoa, accumulando esperienza e solidità in quel sistema.

Accanto a lui agirà con ogni probabilità Ceccaroni, chiamato forse alla trasformazione più significativa. L’adattamento di Ceccaroni rappresenterà uno degli aspetti più interessanti da monitorare durante la preparazione estiva. Dopo aver interpretato con grande efficacia il ruolo di braccetto sinistro, prima con Dionisi e successivamente proprio con Inzaghi, il numero 32 potrebbe essere chiamato a diventare uno dei due centrali della difesa a quattro.
Una sfida diversa sotto il profilo tattico e delle responsabilità, considerando che da centrale puro dovrà gestire spazi differenti e situazioni più frequenti di uno contro uno. Alle spalle della coppia titolare scalpita Peda, che dopo la crescita mostrata nell’ultima stagione punta a ritagliarsi uno spazio sempre più importante. E c’è anche Magnani che può ricoprire più ruoli. Per completare il reparto, però, il Palermo dovrà con ogni probabilità intervenire sul mercato con almeno un ulteriore innesto.



A rendere ancora più delicato il lavoro difensivo sarà il ruolo dei terzini. Con il nuovo sistema, infatti, Pierozzi e Augello dovranno abbandonare i panni dei quinti di centrocampo per tornare a essere terzini a tutti gli effetti. Un cambiamento che richiederà adattamenti soprattutto nella gestione delle distanze e delle coperture preventive. Se per Pierozzi si tratterà di prendere confidenza con una posizione mediamente più arretrata e con compiti difensivi più marcati, Augello parte da una base differente. Il numero 3, infatti, ha già maturato una significativa esperienza come terzino in una linea a quattro sia con la Sampdoria che con il Cagliari, elemento che potrebbe agevolarne l’inserimento nel nuovo assetto tattico disegnato da Inzaghi.
E Rui Modesto? Il Palermo continua a lavorare con l’Udinese per riportare in Sicilia l’esterno angolano dopo il mancato riscatto. Qualora la trattativa dovesse andare a buon fine, il suo impiego difficilmente sarebbe legato a un ruolo difensivo. Anzi, proprio il 4-2-3-1 potrebbe esaltare le sue caratteristiche offensive, consentendogli di agire da esterno alto o da elemento del tridente alle spalle della punta. Una soluzione che si sposerebbe perfettamente con l’idea di un Palermo più verticale e offensivo.

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2 thoughts on “Palermo, la rivoluzione parte da dietro: come cambia la difesa col modulo a 4

  1. Bisogna prendere un centrale dello spessore di Bani poichè il Magnani visto quest’anno non offre nessuna garanzia, inoltre Ceccaroni e Peda sono un grande punto interrogativo con la linea a 4.

  2. In questo momento metterei da parte nomi e possibili nuovi arrivi . Ne leggeremo a iosa . Parlerei volentieri di concetti generali. Ad esempio ad un difensore stagionato , forte ma fisicamente logorato come Bani affiancherei un giovane veloce e ben strutturato fisicamente. Con Ceccaroni magari valida alternativa e il recuperato Magnani . Stesso discorso a centrocampo. Non prescinderei mai dai tre classici centrocampisti: un mediano settepolmoni, una mezzala d’inserimento e un costruttore di gioco dinamico. Splendido ad esempio il centrocampo del Catanzaro o della Juve Stabia. In avanti i stessi concetti . Una punta forte fisicamente, Pohjianpalo, affiancato da un giocatore agile con almeno una decina di gol nelle gambe e un rifinitore trequartista , il miglior Palumbo, in grado di creare ma anche difendere . Il resto poi dipenderà dal modulo scelto da Inzaghi. Per gli uomini attuali non vedo, parere mio, il 433. Ma i concetti generali a mio parere devono essere questi. Mai più terzini a centrocampo, difese piatte con 5 uomini centrocampisti improvvisati nel ruolo e Pohjianpalo abbandonato a se stesso in avanti e senza un compagno con cui dialogare.
    A Inzaghi e Osti la parola naturalmente.

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