Palermo, più piedi e meno testa: la casa del gol ha cambiato… indirizzo
Il dato è di quelli che, a prima vista, possono sorprendere: zero gol di testa in sette giornate, nonostante un attacco capace di segnare 16 reti e trascinare il Palermo in vetta alla classifica. La squadra di Inzaghi ha dimostrato di avere diverse soluzioni per colpire gli avversari, ma finora non è mai riuscita a esultare con un colpo aereo. Una particolarità che racconta soprattutto l’evoluzione del gioco rosanero rispetto alla scorsa stagione, quando i gol di testa erano stati ben dieci e già dalle prime giornate il Palermo aveva dimostrato di essere pericolosissimo sui calci piazzati e sui calci d’angolo che erano una delle principali fonti per andare a rete.
Non si tratta, però, di un limite che sta frenando la squadra. Il Palermo vanta il miglior attacco della Serie B e sta costruendo i propri risultati attraverso una manovra più fluida, basata sulle combinazioni palla a terra, sulla ricerca degli spazi tra le linee e sul coinvolgimento dei giocatori offensivi. L’obiettivo non è necessariamente arrivare sul fondo per mettere il pallone in mezzo, ma creare le condizioni per attaccare la porta attraverso gli inserimenti e le conclusioni ravvicinate. Il gioco aereo resta una risorsa, ma non rappresenta – almeno finora – una strada privilegiata per arrivare al gol.
I numeri confermano la varietà delle soluzioni offensive a disposizione di Inzaghi. Dopo sette giornate, i rosanero hanno prodotto 15 expected goals, cioè i gol attesi in base alla qualità delle occasioni create, con una media di 2,14 a partita. Le 16 reti realizzate raccontano una squadra capace di trovare con continuità la via del gol, senza dipendere da un unico interprete: il Palermo condivide infatti con il Pisa il primato per numero di marcatori diversi, ben dieci (Segre ed Hernani, goleador a Mantova per la prima volta in stagione, sono gli ultimi della lista). Un dato che sottolinea la partecipazione dell’intero gruppo alla fase offensiva e la capacità di trovare soluzioni anche al di fuori del proprio centravanti.
Il cross, comunque, non è scomparso dal repertorio rosanero. Le statistiche delle prime sette giornate registrano 30 cross per Augello, 25 per Ranocchia, 18 per Palumbo e 11 a testa per Johnsen e Cassandro. Numeri che dimostrano come il pallone proveniente dalle corsie esterne continui a essere una risorsa, anche se non sempre viene utilizzato per cercare direttamente il colpo di testa. La differenza sta soprattutto nelle scelte compiute negli ultimi metri e nella capacità di alternare le giocate.
Un esempio è Pohjanpalo, che nella scorsa stagione aveva realizzato sei gol di testa e rappresentava un riferimento importante per il gioco aereo. Il finlandese resta centrale nel sistema offensivo di Inzaghi, ma oggi il Palermo cerca di valorizzarlo anche attraverso combinazioni più rapide e palloni giocati a terra, anche se partito un po’ a rilento (solo due reti). Per ora, dunque, la casella dei gol di testa resta vuota, ma non sembra rappresentare un problema per una squadra che ha già trovato altre strade per essere incisiva sotto porta.
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