Strefezza al Palermo, la rivincita di “Espeto”: undici anni dopo, ora è rosanero
Sorridente, carico, pronto a indossare la maglia rosanero: comincia l’avventura di Gabriel Strefezza al Palermo. Un’operazione che, oltre al valore tecnico, porta con sé una curiosa storia di mercato. Perché per Strefezza si tratta di una sorta di rivincita nei confronti proprio del Palermo. Undici anni fa il suo destino avrebbe potuto tingersi di rosanero: era il 2015 quando il giovane talento brasiliano arrivò in Italia accompagnato dall’agente Leonardo Cornacini, lo stesso procuratore che in quel periodo curava anche gli interessi di Matheus Cassini. Fu proprio in quei mesi che Strefezza venne valutato dal Palermo, ma la società siciliana decise di puntare solo su Cassini, allora considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio brasiliano dopo l’esperienza al Corinthians. Strefezza non convinse fino in fondo e non venne tesserato. Undici anni dopo, la storia si riscrive: quella maglia rosanero, sfuggita da ragazzo, arriva ora da protagonista affermato del calcio italiano.
Nato a San Paolo il 18 aprile 1997, Gabriel Tadeu Strefezza Rebelato possiede anche il passaporto italiano grazie ad alcuni bisnonni originari di Riesi, in provincia di Caltanissetta: un legame con la Sicilia che rende il suo arrivo in rosanero ancora più suggestivo. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Corinthians, dove ha trascorso otto anni fondamentali per la sua formazione, nel 2016 approda in Italia grazie alla SPAL, dopo essere stato scartato, oltre che dal Palermo, anche dalla Lazio. Con i biancazzurri completa la trafila giovanile ed esordisce tra i professionisti in Serie B il 31 marzo 2017 contro l’Avellino, firmando il primo contratto da professionista il 1° maggio successivo. Seguono le esperienze in prestito a Juve Stabia e Cremonese, dove nella stagione 2018-2019 colleziona 24 presenze e trova il suo unico gol stagionale, curiosamente proprio contro il Palermo. Rientrato a Ferrara, si guadagna un posto stabile in prima squadra: debutta in Serie A il 15 settembre 2019 contro la Lazio e sblocca il conto gol nel massimo campionato il 21 dicembre dello stesso anno, contro il Torino. Dopo la retrocessione resta legato al club estense anche in Serie B.
La vera consacrazione arriva a Lecce, dove si trasferisce il 12 agosto 2021. Nella prima stagione in giallorosso trascina la squadra alla promozione in Serie A da protagonista assoluto, con 14 reti che valgono la vittoria del campionato di Serie B 2021-2022. L’anno successivo si conferma su alti livelli anche nella massima serie, con 8 gol e un impatto tale da guadagnarsi la fascia di capitano nell’estate 2023. Tre anni intensi, in cui Strefezza diventa uno dei simboli della piazza salentina. Il 29 gennaio 2024 arriva un’altra chiamata verso la Serie A: il Como lo preleva in prestito con obbligo di riscatto. Debutta subito segnando all’esordio contro la Ternana e contribuisce in maniera decisiva alla promozione dei lariani nella massima serie, andando a segno anche una volta arrivato in Serie A. Un’annata che si chiude con numeri di rilievo – tre gol e due assist in appena 15 partite nel rush finale – e con l’affetto di una piazza che lo aveva ribattezzato, sui social, “Eroe del Como“. Dopo l’ottima parentesi lariana, la sua carriera lo porta anche fuori dai confini italiani: il 31 luglio 2025 viene ceduto a titolo definitivo all’Olympiacos per 8 milioni di euro. In Grecia colleziona 19 presenze e un gol in campionato, prima di fare ritorno in Italia il 2 febbraio 2026, quando si trasferisce in prestito al Parma. Ora, dopo questa nuova tappa, il suo percorso lo porta a Palermo, città che undici anni fa lo aveva scartato e che oggi lo accoglie da calciatore fatto e finito, pronto a inseguire un altro salto di categoria.
Sul piano tecnico, Strefezza è un’ala offensiva moderna, abile a giocare prevalentemente sulla corsia di destra nonostante sia destro di piede. È capace di disimpegnarsi bene anche a sinistra o sulla trequarti, ruolo in cui peraltro si è sempre trovato particolarmente a suo agio. Può giocare anche da seconda punta e, in casi particolari, da prima punta. Brevilineo e dotato di grande rapidità, uno dei suoi marchi di fabbrica è il dribbling nello stretto, unito a un baricentro basso che gli permette di mandare fuori tempo gli avversari nell’uno contro uno. È inoltre un ottimo rifinitore, abile nei cross e negli assist per i compagni, e cerca con continuità linee di passaggio che gli permettano di ricevere palla senza l’uomo addosso, mettendosi al servizio della manovra offensiva. Dotato di un tiro secco e preciso sia di destro sia di sinistro, rappresenta una minaccia costante dalla distanza e sui calci piazzati. A differenza di molti esterni offensivi principalmente estrosi, Strefezza garantisce anche generosità in fase di non possesso, partecipando con continuità al pressing e al ripiegamento difensivo: una dote che lo rende un profilo completo, utile tanto in fase di costruzione quanto di equilibrio.
Con il suo arrivo, il Palermo si assicura non solo qualità tecnica, ma anche un profilo dalla mentalità vincente, abituato a lasciare il segno nei campionati cadetti: sono due, con Lecce e Como, i salti di categoria vissuti da protagonista, un biglietto da visita niente male. Fuori dal campo, Strefezza è un uomo di famiglia: è sposato con Larissa da quasi 12 anni e la coppia ha due figlie, Manuela e Madalena, oltre a una cagnolina di razza volpino di nome Sofi. Il legame con il Brasile resta fortissimo: ascolta la samba, ama la cucina brasiliana – su tutte picanha e feijoada, anche se tra i piatti italiani ha una vera passione per la carbonara – e conserva un ricordo speciale del nonno Walter, scomparso qualche anno fa, che da bambino lo accompagnava agli allenamenti a San Paolo e che Strefezza è riuscito a portare in Italia prima della sua morte. Curiosità che i tifosi del Palermo impareranno presto a conoscere: Strefezza è soprannominato “Espeto”, che tradotto dal brasiliano vuol dire “sputo”. Ma non è dovuto alla sua minuta statura, bensì al fatto che sin da piccolo andasse agli allenamenti con i capelli gelatinati. Ha indossato con orgoglio il numero 7, che considera un numero speciale – tanto da aver pagato 300 euro in un’asta interna alla Cremonese pur di aggiudicarselo – in omaggio al suo idolo di sempre, Cristiano Ronaldo. Tra i suoi riferimenti calcistici cita anche Dybala, Insigne e Mertens, mentre tra i connazionali ammira Neymar e Vinicius Jr. Prima di ogni partita non manca mai un momento di raccoglimento: prega sempre per sé e per la squadra.


