Viva il Palermo e viva anche… il parroco. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B

Viva il Palermo e viva anche… il parroco. Le pagelle ironiche di A&F

La doppia sconfitta consecutiva ha smorzato gli entusiasmi e riportato allo stadio solo ed esclusivamente i soliti, immarcescibili, fedelissimi tifosi che, non cedendo alle lusinghe televisive della Champions ed ai timori dei primi freddi e della pioggia, preferiscono infervorarsi per le maglie rosanero che colorano il prato verde della Favorita. E siccome le ultime prestazioni con lo stadio pieno e turbolento sembrano avere caricato gli avversari e reso tremebondi i nostri beniamini non ci disperiamo più di tanto. Del resto ci siamo abituati.

Da bravi cronitifosi studiamo attentamente le formazioni sperando di trovare traccia di quel 3-5-2 che, almeno nelle elucubrazioni di uno di noi, potrebbe essere una soluzione ai problemi di gioco del Palermo. Gli innesti di Coulibaly, Stulac e Valente in mediana e di Mancuso, affiancato sin dall’inizio a Brunori, sembrano darci ragione ma noi, come sempre, aspettiamo il responso del campo. L’unico che conta al di là dei commenti, delle chiacchiere social e delle teorie complottistiche.

L’inizio della gara non depone bene. Il Palermo sembra ancora il punching ball utilizzato da Mike Tyson in allenamento e per 15 minuti la palla è sempre e costantemente tra i piedi delle “rondinelle” (luogo comune che mancava da tempo!). L’unica cosa positiva ci sembra che l’arbitro estragga con una certa facilità i cartellini gialli in faccia ai bresciani. Al 20’ si fa male Ceccaroni e si rivede in campo Marconi. Noi gli vogliamo bene perché è uno degli indimenticati eroi della promozione e speriamo che almeno porti fortuna o serva a dare una scossa ad un Palermo fino a quel momento abulico.

I nostri desideri vengono immediatamente esauditi. Al 27’ Valente si libera sulla destra, mette a sedere il difensore e pennella un cross delizioso che Coulibaly insacca prepotentemente di testa. Siamo in vantaggio e non crediamo ai nostri occhi tant’è che, come il nostro amico Giulio, esultiamo a scoppio ritardato solo quando anche il check Var conferma. Il gol sembra fare bene ai rosa che si mostrano più propositivi anche se non pericolosi. Nel finale di tempo rischiamo prima di raddoppiare e poi di subire il pareggio su una palla sporca ma comunque andiamo al riposo sul 1-0.

Noi siamo gente umile e di bocca buona e ci accontentiamo e decidiamo di poterci addirittura permettere delle Pringles vendute al bar dello stadio ad un prezzo da ristorante gestito da Cannavacciuolo. Si ritorna in campo con le stesse formazioni e lo stesso leitmotiv. Il Brescia manovra ed i rosa cercano di colpire di rimessa, soprattutto grazie ad un Valente ispirato e voglioso di riscossa. I rosa hanno un paio di buone occasioni ma si avvitano in dribbling impossibili o conclusioni improbabili ed il risultato non cambia.

Gli innesti di Soleri e del redivivo Di Mariano spostano l’inerzia della partita a favore del Palermo, come sono soliti dire i cronisti veri. Noi, più prosaicamente, speriamo solo che la palla entri in rete in qualunque modo per dare un po’ di sollievo alle nostre martoriate coronarie. Invece continua soprattutto la girandola dei cambi e noi rinunciamo a seguire schemi e tattiche e ci concentriamo esclusivamente sul cronometro con lo sguardo stralunato come il protagonista di un film ispirato ad un romanzo di Stephen King.

Ma il tempo non passa mai! Come Sempre quando sei in vantaggio, a conferma della teoria della relatività. Finisce con l’arrembaggio del Brescia ed i rosa a difendere con le unghie e i denti, con il cuore ed i nervi una vittoria scaccia crisi. Proprio quello che ci voleva. Forza Palermo!

Pigliacelli 7 – Quando serve c’è. Sopratutto nelle uscite in mezzo a un’area affollata come un chiosco finto caraibico a San Leone in una notte di mezza estate. Reggaeton!

Mateju 6,5 – Non deve fare granché perché gli avversari sono modesti. Gli riesce bene e salva anche il risultato. Eroe per caso.

Lucioni 6,5 – A grinta non si discute e spazza via la palla con una classe da oratorio che non si vedeva da anni. Viva il parroco!

Ceccaroni s.v. – Si fa male praticamente subito e da solo. Ko tecnico.

(dal 22’ p.t. Marconi) 7,5 – È il simbolo della promozione e quando rientra rivediamo quella rovesciata sulla linea che per noi dovrebbe sostituire quella di Parola. Gioca una partita praticamente perfetta. Icona.

Lund 6,5 – Non è brillante come al solito ma nel finale salva in spaccata e si produce in una serie di interventi da difensore arcigno degno di Nereo Rocco. Catenaccio.

Coulibaly 8 – Dà quantità e non lo spostano manco con le bombe. Segna pure un gol straripante e spunta in ogni parte del campo come un volantino elettorale spinto dal vento. Tarantolato.

(dal 24′ s.t. Henderson) 6 – Corre appresso agli avversari. Mastino.

Stulac 6,5 – Non accende mai il gioco come vorremmo ma in copertura si spende anche più di un euro in condizione di bassa inflazione. Brutto ma buono.

Gomes 6 – Non gli difettano impegno, grinta e corsa. Con la palla tra i piedi però non azzecca quasi nulla. Maratoneta.

Valente 7,5 – Non è un grande giocatore, lo sappiamo. Ma è consapevole dei suoi mezzi e sai sempre quello che può dare: cross e corsa e qualche assist di quelli buoni. Usato sicuro.

(dal 24′ s.t. Buttaro) 6 – Pochi minuti a correre e tamponare. Q.B.

Brunori 6 – Provarci ci prova. Con la stessa pervicacia di un pensionato che prende il turno per primo alle Poste. Ma troppo spesso ne mostra anche la stessa lucidità. Annebbiato.

(dal 17’ s.t. Soleri) 6 – Solita partita di cuore e foga. Ma di segnare non se ne parla. A secco.

Mancuso 6 – Non brilla particolarmente ma quando ha la palla tra i piedi speri sempre possa succedere qualcosa. I sogni son desideri.

(dal 17’ s.t. Di Mariano) 6 – Sembra sempre prossimo a saltare l’uomo. Ma dopo poco lo trovi a terra. Però corre e impegna gli avversari come uno sparring partner a fine carriera. Esperienza.

Corini 6,5 – Azzecca la formazione iniziale scegliendo gli uomini decisivi. Non sbaglia i cambi. Non abbiamo visto gioco e neanche tanta intensità. Ma sono arrivati tre punti e a noi interessano solo quelli. Tanta roba.

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