Da tifosa ai tifosi: “Uniti dall’amore rosanero, sosteniamo la squadra”
Pubblicato il da Delia Romano - aggiornato il - News, Opinioni
È bastata una sconfitta casalinga dopo 13 risultati utili per ricreare un generale disorientamento fra i tifosi e un’ulteriore preoccupante e dannosa divisione. Stavolta alla solita diffidenza nei confronti della società, in verità favorita dalla poca chiarezza delle complesse vicende che stanno determinando il passaggio ai nuovi proprietari, si è aggiunta una generale sfiducia nei confronti dei giocatori e perfino nelle scelte dell’allenatore.
Da un’analisi obiettiva e pacata della partita con la Salernitana si possono trarre tanti spunti di riflessione ma penso che le due principali cause della sconfitta risiedano nella insufficienza dell’organico a disposizione di Stellone e, paradossalmente, nella sua nota spregiudicatezza che nel caso specifico ha avuto un risvolto negativo. Si tratta di problemi che possono trovare una pronta soluzione nel mercato in corso, che si chiuderà fra pochi giorni dato che è abbastanza evidente che occorrono un centrale d’esperienza, un centrocampista e un attaccante.
Insomma, si tratta di questioni prevalentemente tecniche vissute da quasi tutte le squadre di calcio del mondo e che non dipendono dal “peso” del tifo, come purtroppo si tende a considerare, specie nel mondo dei social ove in questi giorni sembra essere riemersa una disarmonia fra tutti i tifosi rosanero.
Io penso che il momento che stiamo attraversando sia molto delicato e che è giunta l’ora, per noi tifosi, di mettere da parte ogni diversa opinione sulla società, su Zamparini e sugli “inglesi”, cercando di concentrarci solo ed esclusivamente sulla squadra e sul calcio giocato. Con la Salernitana, nonostante i comunicati più o meno rassicuranti della società sull’avvenuto closing, c’erano pochi tifosi ma c’era anche freddo e la partita veniva trasmessa in chiaro dalla Rai. Non abbiamo perso certamente per questa ragione.
Basta prendersela con i tifosi! Basta tifosi contro tifosi! Sono fiduciosa e credo in un risveglio del vero tifo palermitano. Ero presente allo stadio e quello che mi ha colpito, al fischio d’inizio, è stato il gran numero di bandiere presenti in curva nord. Da tempo non si vedevano sventolare al Barbera tante bandiere rosanero e voglio interpretare questo evento come un atto di simbolico risorgimento del tifo rosanero che, naturalmente, va di pari passo, col rinnovamento societario. La strada è ancora lunga e i cori incomprensibilmente “sfasati” cantati al Barbera lo dimostrano, ma io voglio essere ottimista e voglio incitare tutti i tifosi con i quali condivido questa meravigliosa passione per i colori rosanero, a mettere ciascuno il proprio cuore a disposizione del nostro Palermo.
Accettiamo le divergenze di pensiero, se ci unisce questo amore, e sosteniamo la squadra che ha particolarmente bisogno, in questo momento, del nostro calore e del nostro entusiasmo. Andiamo allo stadio, alziamo le sciarpe e sventoliamo le bandiere al vento e, in attesa dell’inno ufficiale che è auspicabile che venga adottato dai nuovi proprietari, cantiamo i vecchi cori all’unisono. È questa la strada per la serie A e per la nostra felicità.
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