“Ma è giusto che il “palermitano” di Vergiate resti cittadino onorario?”

Pubblicato il da Vitogol - aggiornato il - Editoriali, News

“Ma è giusto che il “palermitano” di Vergiate resti cittadino onorario?”

Sembrerà strano, ma una cosa accomuna in modo singolare le due ultime convulse crisi economiche della lunga e tormentata storia della squadra rosanero. Siamo passati dalla Prima alla Terza Repubblica assistendo ai crolli dei partiti storici cui sono legati la Resistenza, il miracolo economico e la stagione dei terrorismi. Oggi in Italia governano Lega e Cinque Stelle, sono scomparsi la DC, il PCI e il PSI, eppure lui, il nostro sempiterno Sindaco, è sempre lì.

Lo ricordo impegnato, insieme al Ministro Vizzini, a tentare di salvare la baracca rosanero ai tempi di Matta e Schillaci quando Matarrese e Carraro cancellarono il Palermo e i suoi poveri tifosi dalla carta geografica del calcio italiano. Lo ritrovo adesso a confermare (ipse dixit) “il massimo sostegno e la massima disponibilità da parte mia e della città di Palermo in piena sintonia e secondo le indicazioni dei vertici degli organismi sportivi”.

Eppure, al di là delle scontate e in verità un po’ tardive prese di posizione, c’è qualcosa di pratico che vorrei che il Sindaco facesse: il ritiro della Cittadinanza Onoraria a colui che ha mentito in modo continuativo, insolente e spudorato alla Città di Palermo e ai suoi “concittadini”. A colui che solo pochi mesi fa dichiarava che “i bilanci del Palermo sono sani”. A colui che, come “ultimo regalo alla città di Palermo” ha portato quattro figuranti che, avendo speso la bellezza di 10 Euro, pretendevano per togliere un “disturbo” di un mese e mezzo oltre un milione. A colui che sproloquiava su “clausole di riservatezza per non influenzare le quotazioni di Borsa”, come se l’ennesimo fallimento di una trattativa di cessione del Palermo con il Baccaglini o il Richardson di turno potesse provocare un crollo dei mercati simile a quello seguito agli attentati dell’11 settembre. A colui che solo al termine dello scorso campionato incassava, se i dati di stampa sono corretti, circa 18 milioni di Euro per le cessioni di La Gumina, Coronado e Gnahoré dopo averne incassato circa 15 l’anno precedente per le cessioni di Gonzalez, Goldaniga, Pezzella e Bruno Henrique. Per poi giungere alla drammatica attualità che registra le gravi inadempienze contrattuali verso tesserati e creditori vari che potrebbero comportare esiziali conseguenze per un risultato sportivo mai tanto fondamentale come adesso.

Zamparini non ha alcun torto a voler uscire dal Palermo, ma non può pretenderle di farlo (se davvero lo vuole) solo ed esclusivamente alle sue condizioni. Soprattutto dopo aver sbandierato ai quattro venti, come ha fatto per anni al mercato dei calciatori, la sua intenzione di vendere. Con i risultati economici che sono sotto gli occhi di tutti. Sorprende che, alla sua rispettabile età, un imprenditore come lui abbia disimparato le basi della legge della domanda e dell’offerta.

Tra i cittadini onorari di Palermo ci sono sovrani come Re Juan Carlos di Spagna, Premi Nobel come Dario Fo, autorità religiose come il Dalai Lama, eccellenze dell’arte come Andrea Camilleri, Claudio Abbado e Richard Gere, magistrati integerrimi come Giancarlo Caselli o il compianto Antonino Caponnetto. Palermo ha ricevuto tanto da Zamparini. Ma, pur nella politica da “cupio dissolvi” dell’estroso di Vergiate, ha anche dato tantissimo in termini d’affetto e di ritorni economici tollerando con meridionale fatalismo e sicula rassegnazione le ripetute menzogne e le mancanze di rispetto che altrove avrebbero provocato ben altre sollevazioni popolari.

Come ha scritto Italo Cucci, per anni Palermo è stata schiava della propria gratitudine. E’ il caso che il primo dei suoi Cittadini compia un atto simbolico che certifichi il definitivo distacco della città da colui che un giorno la fece piangere di gioia, ma che oggi potrebbe allungare l’ignominioso elenco dei suoi “senza”. Orlando era sindaco già nel settembre del 1986. Lui che “il Sindaco lo sa fare” dovrebbe ricordare cosa potrebbe significare per la nostra città ammainare, per la seconda volta in circa 30 anni, la bandiera rosanero.

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