Disastro Italia, la proposta di DeLa: “Serie A a 16 squadre e Malagò presidente”
Aurelio De Laurentiis - foto ANSA - StadioNews.it
Il calcio italiano è di nuovo nel pieno della tempesta e Aurelio De Laurentiis non ci sta a stare in silenzio. Il presidente del Napoli, intervistato da Radio CRC, traccia una linea netta e avanza proposte destinate a far discutere.
Il punto di partenza è il calendario: “Si gioca troppo e questo distrugge i nostri giocatori”. Una critica diretta a un sistema che, secondo De Laurentiis, sacrifica la qualità sull’altare della quantità. La soluzione è radicale: tornare a una Serie A a sedici squadre. “In passato c’erano sedici squadre, oggi continuiamo a volerne venti. Se tornassimo a sedici risparmieremmo i giocatori e avremmo più tempo da dare alla Nazionale”. Meno partite, più freschezza, più spazio per lavorare con la selezione azzurra. “Dobbiamo dare due mesi alla Nazionale per allenarsi come si deve”, aggiunge.
Il j’accuse al sistema è senza sconti: “Il calcio italiano è dormiente da anni. Nulla si muove perché tutti vivacchiano”. E ancora: “Non servono capri espiatori, serve cambiare tutto“. Un attacco frontale a una classe dirigente che, a suo avviso, si è accontentata troppo a lungo dello status quo.
De Laurentiis ricorda anche chi paga il conto di certi fallimenti: “I calciatori sono un patrimonio pagato da noi, non da FIFA o UEFA”. Un richiamo alla responsabilità dei club, che investono cifre enormi e poi vedono i propri giocatori logorati da un calendario insostenibile.
Infine, la proposta più dirompente: “Se Malagò prendesse in mano il calcio, lo farebbe risalire velocemente. Va azzerato tutto da domattina”.

In Inghilterra il campionato è a 20 squadre, ci sono 2 coppe nazionali e si giocano molte più partite…eppure dominano in Europa e a livello nazionali sono sempre in finale…de lamentis ha perso un’altra occasione per stare zitto…
Hanno rose molto più ampie visto che gira molta più money. Sinceramente una riduzione del numero di squadre non la vedrei male.
La matematica non è un’opinione: qui non conta il numero di squadre, quanto piuttosto la qualità e quantità degli italiani. In Inghilterra, Spagna, Brasile i massimi campionati contano 20 squadre; in Francia e Germania 18; quindi, nessuno a 16. Facciamo qualche conto: portare la A a 16 squadre equivarrebbe a una decurtazione del 20% sull’organico complessivo e consentirebbe di ridurre anche la numerosità delle singole squadre. Considerando che le rose attuali del campionato di Serie A sono composte da 534 giocatori, i De La di turno dovrebbero pagarne complessivamente circa 400. Ma se gli stranieri restano il 69%, ci sarà un calo anche degli italiani convocabili. Fermo restando che le regole dell’Europa vietano discriminazioni per i Comunitari, perché non imporre un limite minimo di italiani in campo pur mantenendo libertà di tesseramento?