Uova e striscioni contro la FIGC: “Gravina dimettiti”. La protesta dei tifosi
La mattina del primo aprile, un gruppo di contestatori si è presentato davanti alla sede della Federcalcio a Roma, in via Allegri, per far sentire la propria voce dopo l’ennesima esclusione della Nazionale dai Mondiali.
La protesta non è passata inosservata: la facciata dell’edificio è stata presa di mira con un lancio di uova, mentre alcuni striscioni apparsi all’ingresso principale chiedevano a gran voce le dimissioni del presidente federale, Gabriele Gravina. Scene di tensione in un clima già incandescente dopo il k.o. ai rigori contro la Bosnia.
È la terza volta consecutiva che l’Italia manca la qualificazione al Mondiale, un fallimento senza precedenti nella storia del calcio azzurro che ha fatto esplodere la rabbia di una parte della tifoseria. La contestazione in strada è la risposta più diretta e viscerale a una gestione sportiva che, secondo i manifestanti, non può più essere tollerata.
Gravina, nel frattempo, ha rinviato ogni decisione sul proprio futuro al Consiglio federale della prossima settimana. Una scelta che evidentemente non ha placato gli animi. È stata convocata per giovedì una riunione delle componenti Serie A, Serie B, Serie C, LND, Asso Allenatori e Calciatori.
