Palermo, è già ora di guardare al futuro. “Mi manda Monastra” alle 14 su Facebook
Il Palermo deve cominciare a pensare al futuro. La finale playoff la vive solo da spettatore, dopo l’eliminazione di mercoledì. E deve cominciare a pensare alle mosse per il prossimo anno.
Il primo passo sarà quello della conferma del management: Inzaghi ha un contratto anche per la prossima stagione, Osti deve ancora rinnovare (conferma probabile ma non ancora ufficiale). Poi bisognerà mettere mano all’organico, considerando anche la probabile modifica del modulo di partenza che – come anticipato da Inzaghi – dovrebbe prevedere la difesa a 4 e un assetto un po’ più offensivo.
Bisogna guardare ai contratti, stabilire da chi ripartire e capire cosa servirà sul mercato che deve essere massiccio anche in uscita, per alleggerire il monte ingaggi che rischia di essere esageratamente pesante.
Ne parleremo oggi alle 14.00 nel corso della trasmissione “Mi manda Monastra”: in studio con il direttore di Stadionews, Guido Monastra, ci sarà Roberto Parisi. La trasmissione andrà in onda dalle 14 alle 15 sui siti e sulle pagine Facebook di Stadionews, BlogSicilia e Radio Time. Come al solito sarà possibile intervenire da casa con commenti e domande.

Ieri ho letto un post su FB scritto da un tifoso frusinate, molto acuto e che faccio sostanzialmente mio. Lo pubblico qui come spunto di riflessione scusandomi per la lunghezza.
“Approfitto di questo spazio pubblico per una riflessione, al di là degli sfottò, che riguarda il Palermo.
Ieri i rosanero hanno vinto 2-0 la semifinale di ritorno contro il Catanzaro e provando a ribaltare, senza riuscirci, il risultato dell’andata. Già stamattina molti tifosi palermitani stanno addossando colpe alla proprietà e chiedono maggiori investimenti per ottenere la serie A il prossimo anno.
Ora, sono sicuro che prima o poi il Palermo salirà, ma ho l’impressione che in Sicilia l’arrivo del CFG abbia generato aspettative e speranze non in linea con i reali obiettivi degli arabi, facendo sorgere equivoci di fondo.
È vero che ha presenza del CFG mette al riparo il Palermo da problemi finanziari e fallimenti, per cui sotto questo aspetto, la stabilità è assicurata, ma si sta parlando di una holding il cui obiettivo vero e concreto è fare soldi e affari attraverso marketing e merchandising, facendo ruotare il tutto attorno alla casa madre, ossia il Manchester city. Il risultato sportivo rimane in secondo piano: se arriva bene, se non arriva bene uguale, l’importante sono i target, il business.
Per questo mi sembra che a Palermo abbiano fatto l’errore di confondere il CFG associandolo a vittoria sicura. Non è così, tenuto presente che prima o poi certi risultati positivi arriveranno comunque.
La “rete” creata dal CFG è funzionale al Manchester city e lo dimostrano vari aspetti:
– l’acquisizione di diverse realtà cui hanno cambiato nome (Torque in Uruguay è passato a chiamarsi Montevideo city), la scelta di cambiare i colori sociali di alcune (Melbourne city e Mumbai city), la creazione di nuove realtà (New York city) con i colori del Manchester city: tutti fanno riferimento al marchio della casa madre.
– Il fatto che non siano cambiati i programmi dopo aver ottenuto determinati risultati: il Girona due anni fa ha fatto un campionato straordinario, è arrivato terzo e in CL, l’anno scorso si è salvato a fatica e quest’anno è ancora pericolante.
– Ogni anno si destina una cifra X a tutte le società satelliti e non si va oltre, per cui l’obiettivo sportivo non è al primo posto. E lo dimostra il fatto che, fuori dall’Inghilterra, si è vinto molto poco.
– Il fatto che le altre squadre sono usate per fare crescere elementi che un giorno possono arrivare a Manchester, tipo Savinho.
– L’abbandono del Mumbai city quando si sono presentate le avvisaglie di rischi sulla tenuta della Super League indiana, con gli arabi che hanno puntato su aree meno incerte (gli affari sono affari…)
A Palermo il cambio dei colori sociali non è avvenuto (come non è successo in Spagna o in Francia) perché sono simboli dell’identità locale, ma se fosse stato possibile sarebbe accaduto anche lì.
Gli investimenti destinati alle squadre “satelliti” sono sempre gli stessi, in base al budget stabilito, e lì deve uscire il tutto, per cui anche in serie A il Palermo non sarebbe al riparo da altalene A-B-A-B.
Se in futuro dovesse venire fuori un giocatore che attirasse l’attenzione del Manchester city, neppure il tempo di parlarne che sarebbe già su un aereo per l’Inghilterra, non ci sarebbe possibilità di lasciarlo in Sicilia.
Il Palermo resta un “satellite” come il Troyes, il Girona, il Lommel, ne più né meno. La “diversità” della realtà palermitana è un discorso che non attecchisce a Manchester, dove si ragiona con la calcolatrice in mano e solo con quella. Tanti discorsi che sto leggendo a mio avviso non collimano con ciò che si fa in Inghilterra.
È un po’ come una gabbia dorata: bella e scintillante, per carità, ma sempre gabbia resta, dove chi comanda ti dà molti comfort ma ti dice in sostanza che si fa come dice lui.
Inoltre, e non è l’ultimo degli argomenti, a Palermo uno dei veri/grandi interessi è il nuovo stadio… E se non si farà, il CFG potrebbe valutare il disimpegno in Sicilia. Lì ci sono molte delle motivazioni reali del gruppo arabo, più che nei risultati odierni. E il raggiungimento della A è funzionale più a quel progetto che alla soddisfazione di ritornare nella massima serie.
Per cui, tutto ciò che a Palermo ritengono inspiegabile e inaccettabile, secondo me invece ha precise ragioni. Giuste o sbagliate che siano, è un valutazione su cui si potrebbe aprire un dibattito infinito, ma esula dal discorso che sto facendo.
Scusate per il post lunghissimo.”
Appunto: “guardate al futuro”, iniziate a raccontare la verità su City Group… magari potreste cominciare dal pessimo rapporto tra Mirri e Gardini, che non solo non si parlano ma litigano furiosamente…
E cominciate a smettere di illudere la gente, raccontando di fantasmagorici mercati, incredibili squadre che dovrebbero ammazzare il campionato, ecc. ecc.
E poi dite le cose come stanno sullo stadio nuovo: che non ci sono soldi sufficienti e che è tutta una operazione di grande business in cui la società di calcio c’entra poco e niente… e che questo è l’unico obiettivo di City Group, non certo i risultati sportivi della squadra (il Como in Champions con una città molto più piccola della nostra e con uno stadio da Serie C)…