Vavassori non si nasconde: “15 gol? Io ci credo. Essere il 9 di Inzaghi è incredibile”
Tre gol e due assist in questo avvio di stagione, ma soprattutto la sensazione di essersi già ritagliato un ruolo importante nel Palermo di Pippo Inzaghi. Dominic Vavassori si sta prendendo la scena con la maglia rosanero e, dopo la doppietta al Padova, ha raccontato a Cronache di Spogliatoio le sensazioni dei suoi primi mesi in Sicilia.
Il classe 2005 è arrivato in prestito dall’Atalanta e ha trovato subito la fiducia di Inzaghi. “A Palermo mi sto trovando molto bene. I compagni e lo staff sono fantastici, mi stanno insegnando molto sia a livello calcistico che umano”, ha raccontato. A convincerlo è stato anche il progetto: “La piazza è calda, ha ambizioni importanti e guarda molto in alto. Mi stimola a dare tutto me stesso”. E sul City Football Group aggiunge: “Ho scelto Palermo per la forza della società. Grazie al City Football Group il Palermo tornerà presto dove merita”.
Essere allenato da Inzaghi, per Vavassori, rappresenta un’occasione speciale. “Essere il 9 di Inzaghi è una sensazione incredibile“, ha spiegato l’attaccante, che non si tira indietro quando gli viene ricordato l’obiettivo dei 15 gol indicato dal tecnico: “Speriamo, io ci credo. Ma la mia priorità è l’obiettivo di squadra”. Prima dell’esordio, Inzaghi gli aveva dato un consiglio preciso: “Mi ha detto di chiudere la porta e sfruttare ogni occasione… infatti ho segnato”.
Vavassori ha poi descritto il proprio modo di interpretare il ruolo: uno contro uno, ricerca della superiorità numerica e voglia di divertirsi in campo. Può agire da esterno, ma anche alle spalle della punta quando le partite diventano più bloccate. Una formazione costruita anche nell’Atalanta Under 23, dove nella scorsa stagione ha segnato 9 gol e servito 5 assist in Serie C, confrontandosi anche con la prima squadra. A Bergamo ha avuto la possibilità di lavorare con allenatori come Gasperini, Palladino e Modesto e di confrontarsi con diversi giocatori di alto livello. Tra i compagni che lo hanno aiutato cita Scamacca, Zalewski e Raspadori, mentre sul giocatore al quale sente di assomigliare maggiormente indica Lookman, naturalmente “con le dovute proporzioni”.
Infine, le origini familiari raccontano una storia particolare: padre brasiliano, madre polacca e crescita a Bergamo. Vavassori sente soprattutto l’influenza brasiliana nel proprio modo di giocare, ma non dimentica i grandi campioni italiani. Da bambino aveva due idoli su tutti: Messi e Neymar. Oggi, invece, ha davanti a sé un’altra occasione per costruire la propria storia: Palermo, Inzaghi e un obiettivo di squadra da raggiungere, con la voglia di continuare a sorprendere.
