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Pohjanpalo e il gol che manca: il bomber del Palermo ha “cambiato mestiere”

Due gol e tre assist in dieci partite di campionato. Solo una volta, da quando è in Italia, Pohjanpalo aveva segnato meno alla decima giornata: nella stagione 2022/23, quando aveva trovato la rete una sola volta. L’anno dopo era arrivato a tre gol; col Venezia, in Serie A, nel 2024/25 a quattro dopo dieci gare. Lo stesso bottino col Palermo la scorsa stagione. Partenze più o meno lente per un calciatore che ha bisogno di tempo per trovare la condizione ottimale. Ma ci sono altri numeri che spiegano meglio il momento del finlandese, autore comunque di tre gol e un assist in due partite di Coppa Italia.

In Serie B Pohjanpalo ha sempre avuto una media gol tra 0.5 e 0.7 a partita: quest’anno è 0.2. In cadetteria ha sempre chiuso la stagione tra i primi cinque per tiri totali e in porta; dopo dieci giornate è fuori dalla top dieci in entrambe le classifiche, dove comandano due suoi compagni, Johnsen e Vavassori. È l’unico del Palermo a essere stato sostituito in tutte le partite di campionato, pur essendo il secondo per minuti giocati dietro ad Augello. Un mezzo disastro? La risposta è un secco no, i dati vanno analizzati e contestualizzati e basta guardare i movimenti di Pohjanpalo in campo per capire perché il rendimento realizzativo del miglior attaccante della Serie B sia al di sotto delle sue possibilità.

Lo scorso anno Pohjanpalo era il vertice e il finalizzatore di una squadra che giocava per lui. Gli esterni a tutta fascia mettevano cross su cross. Le Douaron faceva il lavoro sporco in giro per il campo. Il primo sguardo di Palumbo era sempre per il finlandese, che stazionava stabilmente in area quando il Palermo attaccava. Era il catalizzatore di tutti i palloni offensivi, tanto che i rosanero soffrivano di una certa “Pohjadipendenza” sotto porta: appena tredici marcatori diversi in tutta la stagione (quest’anno sono già undici). Il cambio di paradigma operato da Inzaghi – col passaggio al 4-2-3-1 e principi nuovi – fin dal primo giorno ha stravolto il modo di giocare e di attaccare la porta avversaria.

Oggi Pohjanpalo svolge un lavoro diverso. Manca un trequartista “da battaglia” come Le Douaron e così è la punta a dover uscire per aiutare la squadra nella costruzione della manovra. Il movimento “a venire incontro” libera spazio alle sue spalle, anche perché sempre più squadre lo marcano a uomo, costringendo i difensori avversari a lasciare le proprie zone. La posizione centrale di Vavassori, inoltre, gli permette di non fare per forza il punto di riferimento e di svariare di più. Le heatmap (la mappa che mostra in quali zone del campo un giocatore è stato più presente durante la partita) confermano che Pohjanpalo è più mobile rispetto all’anno scorso e staziona meno in area di rigore.

Il suo contributo, del resto, non si misura soltanto con i numeri. Il colpo di testa che apre l’azione del gol di Vavassori è decisivo, così come il movimento che porta fuori posizione il difensore del Vicenza, ma nelle statistiche non figura tra gli assist, che pure sono già tre. Lo stesso vale per il passaggio a Vavassori in occasione del gol di Johnsen: un movimento a uscire che Pohjanpalo può permettersi proprio perché c’è un giocatore come Vavassori che attacca l’area. Le prestazioni del finlandese non possono essere slegate da quelle dei compagni di reparto, che quest’anno non lavorano più per un solo finalizzatore.

Il Palermo ne ha beneficiato: è il miglior attacco del campionato e ha moltiplicato le bocche di fuoco. Pohjanpalo, che già a inizio stagione fa i conti con una condizione non al top, soffre solo dal punto di vista del numero dei gol. La squadra di Inzaghi vince e tutto va bene, ma è chiaro che un attaccante prolifico come l’ex Venezia patisca un po’ la situazione. Si è sempre dimostrato disponibile a fare questo lavoro, ma un bomber ha bisogno dei gol come dell’ossigeno.

L’impressione è che, con una squadra così, i suoi numeri siano destinati a crescere e che, quando si sbloccherà, le reti arriveranno a grappoli, come al solito. Ma è giusto sottolineare il grande lavoro di un giocatore che sta mettendo la squadra e l’obiettivo finale davanti a se stesso. E qualche smorfia ogni tanto, in una mimica sempre ermetica, è un segno positivo: Pohjanpalo vuole tutto, vincere e fare gol. I grandi giocatori sono così. Per ora, deve accontentarsi dei complimenti per il lavoro sporco.

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