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Palermo, Pohjanpalo non è più “solo”: com’è cambiato l’attacco rosanero

Il Palermo si gode la sosta con la vetta solitaria della classifica di Serie B e lo fa con nuove certezze, quasi inaspettate: chi si sarebbe mai aspettato che gli uomini di Inzaghi sarebbero stati primi dopo cinque giornate con sole due reti di Pohjanpalo all’attivo? Un numero che si alza se si considerano le partite di Coppa Italia (doppietta contro il Mantova) ma che non cambia il concetto di fondo: l’attacco rosanero non è più Pohja-centrico.

Più gol dagli esterni

A prendersi la scena in questa primissima fase della stagione sono stati gli esterni offensivi del Palermo, su tutti Johnsen, autore di 4 gol e 6 assist in queste prime 7 partite stagionali. Ma ci sono anche Vavassori (3 gol e un assist) e Strefezza (2 gol) ad aver “rubato” la scena al finlandese. Sono lontani i periodi nei quali i rosa affidavano la loro prolificità offensiva a Pohjanpalo, ma non per forza questa è da considerare una svolta negativa per l’attacco, anzi.

Pohjanpalo sta approcciando il ruolo in maniera diversa: dall’inizio della stagione e in maniera particolare contro il Padova, lo abbiamo visto scendere parecchie volte a centrocampo, a volte per smistare palloni con una buona qualità, altre per creare lo spazio ai propri compagni. Ce lo ricordavamo diversamente, un animale d’area di rigore che si poteva permettere di disinteressarsi di tutta la manovra per poi farsi trovare pronto negli ultimi 16 metri. È un’interpretazione più moderna del ruolo che Pohjanpalo sta dimostrando di poter fare, anche a costo di perdere qualche gioia personale: sono già due gli assist sfornati in stagione, entrambi a Johnsen, con il quale c’è un grandissimo rapporto sia in campo che fuori (i due sono grandi amici).



Ciò non significa che il numero 20 rosa smetterà di far gol: sarà magari più difficile (ma non impossibile) sfondare il muro delle 20 reti come ampiamente fatto la passata stagione. Quando si alza il livello dei compagni di reparto è del tutto normale che ognuno voglia la sua fetta ed è anche probabile che gli esterni rosa stiano sfruttando il fatto che tutti i difensori abbiano gli occhi puntati su di lui, memori delle 24 reti del campionato 2025/26.

Non più 90′ per Pohja

Sarà una condizione fisica non ancora ottimale, sarà anche che adesso il Palermo ha più varietà in panchina, ma Pohjanpalo non ha ancora giocato una partita intera. E non si tratta solamente di cambi negli ultimissimi minuti di partita per dare il “contentino” ai sostituti come succedeva nei mesi scorsi: Pohjanpalo esce anche con il risultato in bilico o addirittura ancora non acquisito. Con il Padova il gol è arrivato (casualmente) un minuto dopo la sua uscita dal campo, con l’Avellino Inzaghi lo ha sostituito al 77′ sull’1 – 1, e con l’Arezzo all’82’ sul 2 – 2, non l’avrebbe mai fatto la passata stagione.

Da queste indicazioni si evince anche che Inzaghi non è convinto della “doppia punta” di peso anche in situazioni disperate: il tecnico crede in Gabrielloni sul quale punta nei minuti finali e in questo inizio di campionato non ci ha pensato due volte a inserirlo al posto del finlandese, non curandosi del risultato.

Un Palermo più imprevedibile

Il dato più interessante, però, è proprio questo: il Palermo sembra aver trovato più soluzioni per arrivare al gol. Se nella passata stagione gran parte della produzione offensiva passava dai piedi e dalla presenza in area di Pohjanpalo, oggi Inzaghi può contare su più giocatori capaci di incidere negli ultimi trenta metri. Gli esterni possono attaccare la profondità, puntare l’uomo e arrivare alla conclusione, mentre il finlandese può anche allontanarsi dall’area per favorire gli inserimenti dei compagni. Una varietà che rende il Palermo meno leggibile per le difese avversarie e che potrebbe aiutare lo stesso Pohjanpalo: meno responsabilità sulle sue spalle, più spazi da attaccare e la possibilità di tornare protagonista quando sarà il momento giusto.

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