Miccoli tra “last match” e nuova vita: “Un ruolo al Palermo? Ne parlerò con la società”
Parla Fabrizio Miccoli. L’ex calciatore e capitano del Palermo ha rilasciato una lunga intervista per Noi Siamo Aquile, programma di Trm condotto da Alessandro Amato nella quale parla di vari argomenti. Miccoli si sta preparando per l’evento che si terrà al Renzo Barbera a lui dedicato: sabato 26 settembre si giocherà infatti una partita tra la squadra dell’ex 10 composta da tutti i suoi compagni storici rosanero e non, contro la Nazionale Artisti Italiani, con volti dello spettacolo, della televisione e dell’intrattenimento.
“Questa partita è venuta fuori dall’idea di due miei amici, l’ho colta subito perché l’avrei voluta fare una volta lasciata Palermo – afferma Miccoli -. Non l’ho potuta fare per motivi che non sto qui a ripetere, sono contento di poterla fare e di poter contribuire con la fondazione Falcone per la creazione di un campetto alla Kalsa. Voglio mettere un punto al calcio giocato e aprire un nuovo percorso, l’obiettivo è togliere tanti bambini dalla strada per farli giocare gratuitamente in un campo polivalente”.
Miccoli apre alla possibilità di vestire un giorno un ruolo nel club, tenendoci a sottolineare che dipende tutto dalla società che al momento ritiene molto organizzata: “Un ruolo nel Palermo? Se c’è bisogno di giocare io due minuti di autonomia ce li ho (ride, ndr). Scherzi a parte, se c’è la possibilità ne parlerò con la società. Non voglio dire nemmeno cosa potrei fare, mi piacerebbe“.
C’è spazio anche al calcio giocato: “Tante volte giochi benissimo ma non vinci e ti rimproverano di non aver portato punti, altre volte vinci giocando meno bene e ti rimproverano sul gioco. Questo non succede solo al Palermo ma da tutte le parti, la cosa migliore sarebbe giocare bene e vincere ma ci sono gli avversari. Anche quando non giochi benissimo e vinci… quest’anno bisogna andare in Serie A. La spunta che ti dà il Barbera non si trova in altri stadi. Questa squadra rispetto all’anno scorso ha capito che dipende da se stessa. Questa mentalità è stata data da Inzaghi che ha fatto e sta facendo un grande lavoro. “.
E sul record di gol: “Brunori via? Non ho mai sperato che qualcuno non mi raggiungesse, anzi. Spero che Pohjanpalo ne faccia altrettanti per portarli in Serie A – afferma – . Ovviamente sono situazioni diverse, farli tutti contro Maldini, Nesta e Cannavaro… Ma io non ho mai vissuto per il gol, bensì per fare la giocata o l’assist. Quel Palermo era un gruppo unito, quello faceva la differenza. Infatti per questa partita d’addio tanti miei compagni mi hanno detto subito di sì”.
