Palermo ai playoff con la testa libera: mai come stavolta i rosanero ci credono davvero
Nel gergo delle serie televisive, una puntata filler è un episodio che non fa avanzare la trama: contenuto di riempimento, pensato per guadagnare tempo senza bruciare il materiale migliore. Ecco, le ultime due partite del Palermo – contro Catanzaro e Venezia – sono state questo. Dopo la trasferta di Reggio Emilia, con la promozione diretta ormai sfumata, Inzaghi ha gestito il finale di stagione regolare con la testa già ai playoff, operando un ampio turnover e facendo scendere in campo tutti i giocatori di movimento nei 180 minuti conclusivi, a eccezione di Corona.
Segnali contrastanti dalle seconde linee
Le due partite sono servite soprattutto a scaricare la testa dopo la lunga rincorsa dei rosanero, che non si è tradotta nel raggiungimento dei primi due posti. Chi aveva giocato di più ha tirato un po’ il fiato.
Dalle cosiddette seconde linee sono arrivati segnali contrastanti: il risveglio di Johnsen contro il Catanzaro, l’affermazione di Giovane come prima alternativa a centrocampo. Poco altro. Il Palermo conferma di essere una squadra forte nei 12-13 ‘titolarissimi’, meno nei 16. Ai playoff, con partite ogni quattro giorni, servirà il contributo di tutti: la speranza di Inzaghi è che queste due gare abbiano contribuito a migliorare la condizione atletica di chi aveva giocato meno.
L’atteggiamento non si discute
Nonostante il contesto, il Palermo non ha affrontato sottogamba gli ultimi impegni. E questo non è un dettaglio secondario. Il lavoro di Inzaghi, sin dal ritiro in Valle d’Aosta, è stato prima di tutto psicologico: costruire una mentalità vincente, partita dopo partita.
Contro il Venezia, l’approccio di Segre e compagni è stato perfetto. In un primo tempo giocato a ritmi bassi da entrambe le squadre, i rosanero hanno creato diverse occasioni per sbloccarla. Nella ripresa, complici le sostituzioni e la voglia dei lagunari di blindare il primo posto, si è vista un’altra partita, quasi dominata dalla squadra di Stroppa – quattro legni oltre ai due gol – ma le indicazioni sul piano dell’atteggiamento restano positive.
La carica del “Barbera” e la settimana dei playoff
L’ambiente è compatto, la mentalità è quella giusta. E lunedì, nell’allenamento a porte aperte al “Barbera”, la squadra potrà toccare con mano la carica dei tifosi in vista del debutto nella semifinale d’andata, in programma domenica in trasferta, a Catanzaro o ad Avellino.
Il Palermo arriva ai playoff con la mente fresca e l’entusiasmo giusto. Il Monza invece deve smaltire la delusione di una lunga e infruttuosa rincorsa alla promozione diretta, pur avendo un organico ampio e completo. L’inerzia tende leggermente dal lato rosanero, ma entrambe devono prima superare le semifinali.
Catanzaro, Modena, Juve Stabia e Avellino partono alla pari: negli ultimi dieci anni, per quattro volte la quinta in classifica è andata in Serie A vincendo i playoff. Nulla è scontato. Ma la squadra di Inzaghi ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo. E, nelle precedenti partecipazioni del Palermo targato City Group ai playoff, questa sensazione non c’era minimamente.

La squadra che più mi fa paura è il Catanzaro. Insieme al Frosinone ha mostrato il migliore gioco della serie B.
Parisi dice bene: i precedenti playoff li abbiamo affrontati come una scolaresca in gita premio . La differenza quest’anno a mio parere è la presenza di Inzaghi. Con i pregi e i difetti evidenziati durante il campionato anche dallo stesso mister. Pregi e difetti presenti chiaramente in tutti gli allenatori a maggior ragione in B . Il Palermo visto a Venezia, come detto, mi ha demolito, rintronato. Veder vagare per il campo i vari Veroli, Vasic , Gomes , Le Duaron, Ceccaroni, lo stesso Segre , francamente mi ha riportato improvvisamente alle edizioni precedenti, quelle amorfe di Corini e Dionisi e delle venti sconfitte casalinghe. Ma giustamente devo prendere per buona la versione di Parisi e di chi sostiene che Venezia è stata una mezza farsa . Mi adeguo, per convenienza di tifoso, e mi preparo alla sofferenza sportiva dei playoff. Sono sincero come sempre : solo per convenienza, le mie convinzioni sono ben altre . Forza Palermo quindi.
Rimango convinto che si possano vincere i playoff, in fondo consistenti in appena quattro partite, impiegando 12-14 uomini all’altezza al posto di 16-17 arrangiati. Per cui continuo a urlare a squatciagola:
FORZA PALERMO
DEI TITOLARISSIMI
Non è che li hanno affrontati come una gita, è che erano quelli, insufficienti per andare avanti e con una guida altrettanto insufficiente nel dargli loro una mentalità vincente. In pratica ciò che di era visto durante l’anno, è stato confermato nel finale di campionato
Speriamo vada in A il Palermo naturalmente, ma è stato deprimente vedere come nel secondo tempo ci ha surclassati il Venezia. Yeboah e Doumbia imprendibili.
Questo ci fa riflettere notevolmente sulla bontà dei direttori sportivi succedutisi, che han sperperato denaro in acquisti non certo all’altezza e soprattutto non han gettato le basi per un futuro stabile in A puntando, come fece Foschi, su giovani di talento.
Ritrovarsi in A con questa squadra e non retrocedere sarebbe un miracolo, ci vorrebbe Angelozzi per fare il miracolo di restare in A.
Con questa rosa e questa competenza e strategia di acquisti di mercato non la vedo bene.
L’unica cosa che non capisco è perchè è stato trattenuto Corona che non ha giocato quasi mai. Giocatore del tutto inutile alla causa del club ai Play off. Zampino del papà ?