Palermo – Bari 2 – 0 LE PAGELLE / Le Douaron, che favola. Segre e Gomes, che forza!

Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Notizie, Serie B

Palermo – Bari 2 – 0 LE PAGELLE / Le Douaron, che favola. Segre e Gomes, che forza!

Il Palermo vince con tanta fatica e con tanto merito. Una vittoria che vale il primo posto in classifica solitario (almeno per 24 ore) e che spande ottimismo tra gli spalti gremiti. Una vittoria targata ancora Inzaghi, che ha indovinato i cambi e che continua a predicare un calcio solido ed essenziale.

Lo diciamo a scanso di equivoci: anche in caso di 0 a 0 il commento sarebbe stato positivo perché la squadra gioca sempre al massimo, non perdendo mai i collegamenti tra i reparti, avendo equilibrio e rischiando quasi niente. Il Frosinone, tanto per fare un esempio, sembrava aver vinto la sua gara pomeridiana ma si è fatto rimontare due gol dal Sudtirol nel quarto d’ora finale.

Nell’ultimo quarto d’ora, invece, il Palermo la gara l’ha vinta e lo ha fatto con due subentrati dalla panchina, senza Brunori e Palumbo, quasi a voler evidenziare le parole del tecnico che da sempre si affida molto ai cambi in corsa. E Inzaghi ha avuto ragione a voler sottolineare l’importanza di Le Douaron che magari non sarà bello a vedersi ma concreto. La firma decisiva è sua.

La gara ha vissuto momenti estremamente piacevoli, le occasioni da gol – ben distribuite tra gli attaccanti – non sono mancate e qualche minuto di pausa, tra una fiammata e l’altra, fa parte del gioco. La gente è andata via dallo stadio contenta, l’aria è certamente cambiata anche se ancora la strada è lunga.

PALERMO (3-4-2-1): Joronen 6; Pierozzi 6, Bani 6,5, Ceccaroni 6,5; Gyasi 6 (dal 27′ s.t. Diakitè 6), Segre 7 (dal 37′ s.t. Giovane s.v.), Ranocchia 6 (dal 37′ s.t. Blin s.v.), Augello 6; Palumbo 6 (dal 24′ s.t. Gomes 7), Brunori 6,5 (dal 27′ s.t. Le Douaron 7); Pohjanpalo 6,5. 

Bari (4-3-3): Cerofolini 7, Dickmann 6, Vicari 6,5, Nikolaou 6, Dorval 6 (dal 45′ s.t. Rao s.v.); Darboe 6 (dal 13′ s.t. Pagano 5,5), Verreth 5,5, Braunoder 5,5 (dal 37′ s.t. Cerri s.v.); Sibilli 5,5, Moncini 5,5 (dal 13′ s.t. Gytkjaer 5,5), Castrovilli 6 (dal 37′ s.t. Antonucci s.v.).

Joronen 6: Un po’ come a Bolzano: parate poche ma qualche brivido lo corre, in un paio di occasioni le conclusioni degli attaccanti pugliesi sfiorano il palo. Il voto è più di stima che di sostanza.

Pierozzi 6: In avvio di partita sembra un po’ soffrire il cambio di posizione, dopo aver preso il ritmo sulla fascia destra dovrebbe pensare alla fase difensiva con più continuità e va un po’ in affanno. Ma prende sicurezza con il passare dei minuti e si affaccia spesso nella metà campo avversaria. Cala nella parte finale della gara.

Bani 6,5: Nella prima metà del primo tempo deve tamponare la vivacità offensiva del Bari che ribatte colpo su colpo e non rinuncia ad attaccare. Il lavoro non gli manca e lo svolge bene, l’unico errore lo commette facendosi scavalcare da un cross su cui arriva Moncini con una conclusione pericolosa.

Ceccaroni 6,5: Autorevole, autoritario, fisicamente dominante. Difende e spesso imposta la prima parte dell’azione. In area avversaria, sui calci piazzati, è sempre un pericolo ma la partita la potrebbe sbloccare con una bella conclusione rasoterra da fuori area su cui Cerofolini deve compiere una parata complessa.

Gyasi 6: Dinamismo esagerato, corre a perdifiato in avanti e all’indietro, recupera palloni, dà una mano consistente a tutta la squadra. Lo trovi in tutte le parti del campo, perfino in attacco (un suo colpo di testa crea pericoli). Non sempre ha giocate di qualità ma si capisce perché Inzaghi in questo avvio di stagione gli sta facendo fare gli straordinari risparmiandogli solo i minuti finali.

(dal 27′ s.t. Diakitè) 6: Gioca nonostante i tanti guai di salute degli ultimi giorni. La sufficienza la merita solo solo per questo, per la sua straordinaria dedizione alla causa. Inzaghi decide di dargli la fascia destra confidando nel suo dinamismo e lui svolge il compito con diligenza. Nel finale conquista due calci d’angolo che fanno respirare la squadra.

Segre 7: Fra i più positivi della partita. A centrocampo è quello che ha più peso specifico e non solo perché tampona con intelligenza ma anche perché spesso spinge l’azione e trova il tempo anche per qualche avventura dalle parti dell’area di rigore avversaria. Coniuga quantità e qualità, tiene il ritmo per 90 minuti ed è il classico giocatore che accende la folla. Applausi quando esce.

(dal 37′ s.t. Giovane) s.v.: Entra nei minuti finali, dimostra personalità. Inzaghi gli dà fiducia in un momento caldo della partita.

Ranocchia 6: Partenza lenta, il gioco non passa quasi mai dai suoi piedi. Ma è sempre nel vivo della partita, a conferma che rispetto alla passata stagione è più continuo. Una sua bella palla in diagonale innesca Brunori in area di rigore. Quando perde una palla nella trequarti avversaria rincorre l’avversario fino all’altra parte del campo.

(dal 37′ s.t. Blin) s.v.: Davanti alla difesa, come da copione. La squadra è già in vantaggio e ci vuole prudenza.

Augello 6: Il gioco si sviluppa prevalentemente sulla fascia destra e lui resta spesso a guardare la partita col binocolo. Impreciso all’inizio ma in crescita con il passare dei minuti entra in partita e dalla sua zona scodella qualche buon pallone in area avversaria, soprattutto nel secondo tempo, quando la squadra comincia a utilizzare la fascia sinistra con più frequenza.

Palumbo 6: Fiammate di gran calcio. Nel primo tempo in almeno due occasioni sfiora il gol e ha grande qualità per servire un gran pallone per Pohjanpalo. È suo anche il geniale assist per il gol (annullato) di Brunori. Ha però anche delle pause in cui scompare dalla partita e non sempre segue i compagni in pressing. Gioca quasi 70 minuti, poi va in riserva e Inzaghi gli dà il cambio.

(dal 24′ s.t. Gomes) 7: Con lui in campo il Palermo passa al 3-5-2 e come già avvenuto a Bolzano il suo compito è quello di equilibrare il centrocampo nel momento in cui un po’ tutta la squadra sta tirando il fiato. Riesce a dare un buon contributo, anche perché è più fresco degli altri e chiude la partita con un gol bellissimo, un tiro sotto l’incrocio che sorprende il portiere e un po’ anche lui..

Brunori 6,5: Rientra da titolare con i soliti compiti da trequartista con licenza di inserirsi in area. Da attaccante va vicinissimo al gol con un bel tuffo di testa su cui Cerofolini compie una strepitosa parata e potrebbe segnare in apertura di ripresa: la prima volta non controlla bene un bell’assist di Pohjanpalo e si defila, la seconda volta tira fortissimo su invitante palla di Ranocchia ma colpisce in pieno Vicari. Quando il gol lo segna – ed è un bellissimo gol di rapina – il guardalinee lo annulla per un fuorigioco che c’è. Agisce sul centrosinistra ed è bravo ad aprire spazi anche per i compagni che si inseriscono.

(dal 27′ s.t. Le Douaron) 7: Il calcio regala spesso favole ed è bello per questo. Le Douaron entra e alla prima palla giocata trova il gol che sblocca la partita, un diagonale di destro da sinistra verso il secondo palo che sorprende Cerofolini (fino a quel momento perfetto), probabilmente coperto dai compagni. Il Bari evidentemente gli porta bene, già lo scorso anno aveva deciso lui la partita contro i pugliesi. E non è un caso che al suo gol Inzaghi si sia fatto una corsa di cinquanta metri per andare ad abbracciare il giocatore.

Pohjanpalo 6,5: Potrebbe sbloccare la gara dopo un minuto ma la sua conclusione non è sufficientemente angolata. È comunque sempre pericoloso all’interno dell’area di rigore, la sua condizione atletica lo supporta ed è anche abbastanza attento a dettare il pressing. Cala un po’ verso la fine ma è sempre nel vivo.

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LA CRONACA DEL MATCH 

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