Palermo, che strazio: non ci resta che piangere. Le pagelle ironiche di A&F

Diciamolo chiaramente: andare allo stadio per ora è davvero complicato. La squadra non gioca a calcio, i punti non arrivano, manca solo Crisantemo in panchina per vedere la Longobarda di Oronzo Canà ma senza neanche la speranza che qualcosa possa cambiare con l’ingresso in campo di Aristoteles. Eppure c’è ancora tanta gente che affolla gli spalti e merita certamente più di un applauso.

Il Palermo ha più sciancati della Grand Armèe napoleonica durante la campagna di Russia e così Corini compone una formazione con Buttaro insieme a Mateju, Segre di nuovo in campo e lo stesso tridente di Terni. Sarà 3-5-2, 4-3-3, 3-4-3, 5-5-5? Non lo sappiamo ma vogliamo solo vincere!

I rosanero partono forte, con un pressing asfissiante che ci fa rivedere i fasti dell’inizio campionato. Qualche decisione discutibile dell’arbitro spegne presto l’ardore dei nostri e la prima occasione è del Catanzaro, con Pigliacelli che fa muro come può e la mette sopra la traversa. Il ritmo cala e il Palermo fatica a trovare i varchi e fare girare la palla ma sembra imbrigliare bene il Catanzaro che non riesce quasi mai a fare gioco.

Sta per finire il primo tempo e, proprio quando sembra che si debba andare negli spogliatoi sul pari, arriva il gol del Catanzaro su un brutto errore di Gomes in disimpegno e una gestione difensiva da dilettanti. Segna il solito Iemmello e andiamo negli spogliatoi sotto di un gol e notevolmente depressi e poco fiduciosi.

Il Palermo rientra con Henderson in campo e i primi minuti non ci sembrano diversi dal finale. Purtroppo non ci sbagliamo perché, sul primo contropiede, il Catanzaro raddoppia. Ed è notte fonda. Dopo il gol i rosa sono groggy e rischiano più volte il definitivo k.o. Arriva la girandola dei cambi e non ci capiamo più nulla. All’improvviso, nello sconforto generale, arriva il gol di Stulac a dieci minuti dalla fine e si riaccende una flebile speranza che ci fa buttare tutti in avanti.

Il gol del pari però resta solo un miraggio e, al termine della gara, arriva la meritata pioggia di fischi da parte di un pubblico che ha incitato per 90 minuti e che non merita certamente uno spettacolo che definire tale è un eufemismo. Il supplizio continua e ormai si fa sentire anche in classifica. Noi possiamo solo sperare, prima o poi, di tornare a riveder le stelle.

Pigliacelli 5 – Un miracolo nel primo tempo, due gol sul groppone su cui non può far nulla, un palo che gli evita il tracollo. Certo, sta cosa che tutto sommato il portiere gioca bene ma noi continuiamo a prendere gol è diventata stucchevole e quindi nel dubbio si becca pure lui l’insufficienza. Penalizzato.

Mateju 3,5 – Non gli riesce praticamente nulla ed arranca come un disperato su ogni palla e su ogni giocatore che passa dalle sue parti. Twd.

Lucioni 4 – E’ un lontano parente del giocatore autorevole ed autoritario di inizio stagione. Zio d’America.

Marconi 4 – Noi gli vogliamo bene come abbiamo più volte ribadito ma, nostro malgrado e nonostante un indiscutibile impegno, conferma tutti i limiti che già avevamo annotato nella scorsa stagione e che lo avevano condotto ad accomodarsi in panchina. Rincalzo.

(dal 14′ s.t. Valente) 6 – Almeno ci prova a saltare l’uomo e ad inventare qualcosa e, non a caso, il gol nasce dall’unica occasione in cui per congiunzione astrale si verificano entrambi gli eventi. Astrologo.

Buttaro 4 – Già ci sorprende che venga schierato titolare, rimaniamo esterrefatti dalla posizione in cui viene messo in campo, la sua prestazione conferma, purtroppo, le nostre cattive sensazioni. Gufi (noi).

Gomes 2 – Innesca il gol del vantaggio ospite con un errore inaccettabile anche per il calcetto del martedì. Per il resto corre per inseguire palloni ed avversari senza mai, ribadiamo mai, provare una giocata degna di questo nome. Ammutta fumo ca stanga.

(dal 34′ s.t. Stulac) 6,5 – Con il suo ingresso in campo il Palermo, oltre ad accorciare lo svantaggio con un bel gol purtroppo inutile, si rende pericoloso in almeno altre due occasioni come non aveva fatto nei precedenti ottanta minuti. Ci sarà una ragione che non conosciamo così come ci sarà una ragione per cui non abbia giocato dall’inizio quantomeno per rendere più ragionata la linea mediana. Pretermesso.

Segre 6 – E’ l’unico nella formazione titolare che, in un modo o nell’altro, salva la sufficienza con una partita comunque volenterosa e volitiva, soprattutto nel vuoto cosmico che si trova attorno. Instancabile.

Lund 2 – Difende male, filtra peggio, spinge malissimo. Bocciato.

(dal 14′ s.t. Aurelio) 5 – Non si vede praticamente mai se non allo scadere quando si avvita male su una palla che poteva essere sfruttata meglio per raggiungere un pareggio ormai insperato. Non è sempre Sudtirol.

Di Mariano 4 – Non salta mai l’uomo, non cerca di movimentare il gioco, non gli riesce un cross neanche per sbaglio, non si avvicina neanche all’idea di rendersi pericoloso. Non.

(dal 1′ s.t. Henderson) 5,5 – Ha l’occasione buona per riaprire la gara ma trova una grande risposta del portiere ospite. Poi corre, corre, corre ma non si capisce dove va. Inconsistente.

Brunori 4 – Tutto vero, lo sappiamo, lo abbiamo detto più volte: non gli arriva neanche un quarto di pallone che potrebbe trasformarsi, ipoteticamente, in una mezza occasione da gol. Ma è anche vero che neanche lui ci crede più di tanto. Vacuo.

Mancuso 3,5 – Insegue tanti palloni ma non ne becca neanche uno e raramente vince un duello con i difensori avversari. Spuntato.

(dal 14′ s.t. Di Francesco) 5 – Avrà pure l’attenuante che rientra dopo l’infortunio, ma è possibile che in 40 minuti non riesca a giocare un pallone che sia uno? Imbelle.

Corini 2 – Mette in campo una formazione cervellotica che, invece di sorprendere il Catanzaro , sorprende prima di tutto noi, il pubblico e i suoi stessi giocatori. Anche i cambi sembrano frutto più della disperazione che di una precisa idea su come cambiare il corso di una gara segnata e di un campionato che si sta trasformando, per lui e per noi, in un vero e proprio incubo. Va a prendersi di persona la meritata dose di fischi sotto gli spalti ma sembra davvero troppo poco per colmare il divario ormai incolmabile con il popolo rosanero. Traballante.

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