Palermo, la vittoria più bella per squadra e tifosi. Le pagelle ironiche

Pubblicato il da Satyricus - aggiornato il - News, Serie B

Palermo, la vittoria più bella per squadra e tifosi. Le pagelle ironiche

I vostri cronitifosi vi hanno fatto il pacco, cosa che avviene almeno un paio di partite all’anno. Hanno inviato una mail per annunciare la loro astensione dal lavoro visto che ieri – giorno 1 – non avevano ancora ricevuto l’anticipo sul pagamento del mese di ottobre. Solo una scusa, sembra, perché qualcuno li ha visti in mondovisione giocare le fasi salienti della Ryder Cup di golf con la maglia dell’Europa.

Peggio per loro. Allo stadio i loro sediolini sono rimasti tristemente vuoti e una mano pietosa – non potendo recuperare sugli spalti un mazzo di fiori – ha poggiato pietosamente due bottigliette di Sportino Borghetti, la cosa più alcolica che sono riusciti a trovare allo stadio. Ben gli sta. Perché il Palermo per conquistare i tre punti ha seguito il copione più adrenalinico ed erotico per un “tifoso come Dio comanda”. Rimonta dopo lo 0 a 1 del primo tempo e gol partita proprio allo scoccare del 90esimo, al cospetto di uno stadio pieno e in delirio. Una goduria.

E hanno perso – i vostri cronitifosi – anche l’occasione per rilanciare a voce alta i loro peana nei confronti dell’amato Eugenio Corini che sembra ormai aver superato la salita più dura e, con i suoi modi tranquilli, sta scalando le classifiche di gradimento anche tra i suoi critici più accesi. Prendete il gol vittoria, ad esempio: cross di Henderson e gol pesante di Aurelio, due dei subentrati quando la partita era ancora in bilico e il Sudtirol faceva paura con le sue ripartenze.

Certo, nell’intervallo della gara anche noi avremmo voluto avere un mobile bar attrezzato per affogare nell’alcol – come fanno loro – la preoccupazione per una partita che stava sfuggendo di mano senza neanche sapere perché. Il solito tiro a giro sotto l’incrocio dei pali e la mente è subito andata allo 0 a 1 della gara dell’anno scorso, anche quella giocata l’1 ottobre. A quel pensiero, non avendo il mobile bar, ci siamo rifugiati nelle sempre valida grattatina di attributi per invocare il giro giusto della ruota della fortuna.

E così è stato, se è vero che il gol della speranza, subito dopo l’intervallo, lo ha segnato Ceccaroni, piede ruvido da terzino ma con una fede degna di un malato in visita a Lourdes, visto che si è avventurato spesso in area avversaria in compagnia del suo compagno di avventura Lucioni. Se segna Ceccaroni – avrà pensato Aurelio, ancora in panchina – posso fare gol anche io. E così è stato.

Ma la vittoria più bella è stata ritrovare sugli spalti il pubblico delle grandi occasioni che ha cantato dall’inizio alla fine, incitando la squadra nei momenti più difficili, capace di convincere Corini, a furia di cori, a far entrare in campo anche Soleri. Che, anche se non ha segnato, può essere considerato a tutti gli effetti il talismano della felicità. E adesso, dall’alto del secondo posto, è più bello scrutare l’orizzonte. P.S. I vostri cronitifosi mi hanno chiesto di concludere il pezzo con il loro Forza Palermo tradizionale. E così sia. Forza Palermo.

Pigliacelli 6 – Solo un suggerimento, quando gli avversari si avvicinano alla porta si piazzi direttamente sotto l’incrocio dei pali alla sua sinistra: tirano tutti là. Ripetitivo.

Mateju 6 – La regola di queste pagelle è: quando si vince nessuna insufficienza. Vale anche per lui, che non era nella migliore giornata. Ripescato.

Lucioni 7 – Spiegato il segreto della sua longevità: non deve correre verso la palla, è la palla che corre da lui. Calamita.

Ceccaroni 8 – Volevamo fargli i complimenti per la sua buona prestazione difensiva, invece ci tocca premiarlo come goleador. Alternativo.

Lund 7,5 – Forse sa che la sua partita dura al massimo un’ora, ma è un’ora in cui copre, spinge e strappa applausi. Coperta lunga.

(dal 13′ s.t. Aurelio) 7,5 – Il match winner, chi l’avrebbe mai detto? Il gol non è caso, lui era lì apposta. Bussola.

Vasic 6 – Nel gioco delle rotazioni stavolta tocca a lui che però ancora deve far crescere il pelo sullo stomaco. Gioca un’ora ma il tempo effettivo è molto di meno. Risparmioso.

(dal 13′ s.t. Coulibaly) 6,5 – Randella a destra e a manca, come si faceva sui campi di periferia negli anni ’70. Ma corre tanto e si rivela utile. Manganello.

Stulac 6,5 – È la copia a colori del giocatore ingrigito dello scorso campionato. Bravo anche se non è decisivo. Multicolor.

(dal 13′ s.t. Gomes) 6,5 – Forse ha ben compreso che quando si entra dalla panchina ci vuole lo stesso entusiasmo di quando si gioca titolare. E così contribuisce alla vittoria. Pentito.

Segre 6 – Paga la regola non scritta: sei ammonito? E allora ti cambio, prima che il giallo si tramuti in rosso. Itterizia.

(dal 1′ s.t. Henderson) 6,5 – Questa è la qualità: un solo cross, in una gara così così, vale mezzo gol. Essenziale.

Mancuso 7 – Un assist, un tiro pericoloso, tanto movimento. Non si è mai risparmiato. Trottolino.

(dal 29′ s.t. Soleri) 8 – Pienamente coscienti che non ha quasi toccato palla. Ma volete mettere? Entra e il Palermo vince. Scoppia la rissa? E lui è lì a fare a botte con tutti. Anche senza gol riesce a dare sapore alla sua gara. Estratto.

Brunori 6 – Così va la vita, a volte ne segni tre e a volte nessuno. L’importante è restare sempre il punto di riferimento della squadra. Capitano.

Di Francesco 6 – Se le sue idee e le sue intenzioni si trasformassero in palle gol, almeno nella metà delle occasioni, si chiamerebbe Leao. Ma si apprezza il tentativo. Sognatore.

Corini 8 – Tutte le scelte si rivelano giuste. E l’esultanza a fine gara testimonia come tenesse a questa vittoria. Illuminato.

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