Palermo, tre punti d’oro. E “u tignusu è importante”. Le pagelle ironiche di A&F

Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B

Palermo, tre punti d’oro. E “u tignusu è importante”. Le pagelle ironiche di A&F

È solo la seconda partita ma siamo già in pieno psicodramma. Buona parte del tifo rosanero sembra ormai detestare Eugenio Corini. Il mister non ne può più e non le manda a dire parlando a suocera (la stampa) perché nuora (i tifosi) intenda. La dirigenza fa un mercato di grande livello prendendo molti giocatori che Corini ha già allenato e dà un segnale inequivocabile. E nel mezzo ci sono i vostri cronitifosi, convinti che Corini sia un buon allenatore, adeguato per portarci in A, con qualche limite e con numerosi pregi.

PALERMO, QUANDO “U TIGNUSU” ERA SERRA

Ma ormai la razionalità è andata a farsi benedire e c’è un clima da resa dei conti che non fa ben sperare per il proseguo del campionato. Ciò premesso, come dicono i legulei, siccome a noi ce ne fotte solo del Palermo, ci occupiamo della partita, ci sediamo belli carichi di fronte la tv e tiriamo innanzi.

Corini sa che servono i 3 punti per dare una risposta alle critiche e ci spiazza con una mossa a sorpresa: in panchina va Stulac e gioca Segre con Gomes in regia. Per il resto c’è Lund titolare e Ceccaroni torna al suo posto al centro della difesa, mentre in avanti il tridente è quello già visto a Bari. Per noi è tutto molto semplice: se vince ha ragione lui, altrimenti no.

I rosa cominciano forte e, dopo pochi minuti, su corner Lund arriva a rimorchio dentro l’area, tira una “castagna” e sulla ribattuta sulla linea di Pettinari piomba Lucioni che la butta dentro. Ma ci vuole il Var per dire che è gol perché il tiro di Lucioni ha colpito ancora Pettinari appena dentro la porta. Insomma, non si è capito più nulla. Ma è gol e lo segna il giocatore più cazzuto delle ultime stagioni rosanero!

La partita è bella perchè la Reggiana non si abbatte e si butta in avanti, impegnando Pigliacelli e facendoci prendere almeno un paio di mezzi infarti. Il Palermo non riesce a difendere a centrocampo e così i giocatori della Reggiana si presentano davanti alla nostra difesa con la stessa insistenza e l’accanimento di due testimoni di Geova appena assunti. Il Palermo sbaglia troppo individualmente e non si vedono mai due passaggi di fila: si soffre maledettamente in una partita confusa che di buono, per i rosanero, ha soltanto il parziale.

Quando meno ce lo aspettiamo Di Mariano pesca bene Segre che si inserisce e vola verso la porta. Viene atterrato fuori area ed è rosso: la Reggiana resta in dieci. Il Palermo va a riposo in vantaggio e in superiorità numerica ma noi restiamo vigili e non ci rilassiamo però siamo a dieta di fine estate e non tocchiamo alcol!

Al rientro il Palermo prova a gestire il palleggio cercando l’imbucata buona per raddoppiare. Noi continuiamo a non essere sereni. E purtroppo facciamo bene perché con i primi cambi della Reggiana arriva il gol del pareggio che punisce, giustamente, un Palermo troppo attendista e anche sprecone in un paio di occasioni. Stavolta però i rosa sembrano avere imparato la lezione e riprendono subito a giocare, senza perdere la testa e ritrovano il vantaggio con un grande inserimento di Segre a coronamento di una bella azione corale, con un velo geniale dello stesso Segre e cross perfetto di Di Mariano per il tocco vincente.

Arrivano i cambi e c’è l’esordio di Henderson ma il Palermo torna ad attendere cercando di far scorrere i minuti. Il tempo passa troppo lentamente e ogni incursione dei giocatori della Reggiana ci fa morire di paura anche perché a destra Mateju si produce in orrori degni di un film di Dario Argento. Ma quando la paura comincia a essere troppa ci pensa Soleri a entrare dalla panchina e farci esplodere di gioia con un gol di testa da vero bomber! Il Palermo non gioca benissimo ma vince e soprattutto comincia a mettere sul piatto la qualità dei suoi giocatori. Noi ci mettiamo la firma e siamo felici così. A chi si lamenta e pensa al bel gioco mandiamo un invito a disertare lo stadio, dimenticare Corini e andare al teatro, al cinema o da qualche altra parte… Noi ci teniamo i tre punti e gridiamo Forza Palermo!

Pigliacelli 6,5 – Non deve mai fare interventi decisivi ma ci dà una sensazione di sicurezza e tranquillità che a noi ansiosi cronitifosi piace. Incolpevole sul gol subito. Serenità.

Mateju 4 – Non vorremmo essere ripetitivi ma non ne azzecca una. Buco nero.

Lucioni 6,5 – Oltre al gol che sblocca la gara una prestazione autorevole e autoritaria esattamente come nei nostri auspici perché per noi il tignusu è importante. Roccia.

Ceccaroni 6 – Pur con qualche incertezza conferma che la difesa centrale è di altra qualità. Marmittone.

Lund 7 – Vuoi vedere che abbiamo finalmente trovato quel terzino sinistro che cerchiamo invano dai tempi di Balzaretti? Esplosivo.

(dal 27′ s.t. Aurelio) s.v.

Vasic 5 – Vaga per il campo cercando di inventarsi qualcosa ma con scarso esito. Meglio non caricarlo di troppe responsabilità. Pazienza.

(dal 27′ s.t. Henderson) 6,5 – Erano anni che sognavamo di avere in squadra un giocatore britannico vecchio stampo tutto corsa e randello. Anglofoni (noi)

Gomes 5 – Già non aveva giocato benissimo con i suoi soliti passaggi senza particolare costrutto, in più risulta decisivo, in negativo, nell’azione che costa il pareggio rimanendo inspiegabilmente sulla linea di fondo per tenere in gioco l’avversario. Dannoso.

Segre 8,5 – Corini gli dà fiducia e lui lo ripaga con una prestazione eccezionale coronata dal bellissimo gol che di fatto regala la vittoria al Palermo. Come dice il nostro amico Antonio deve giocare sempre. Insostituibile.

(dal 45′ s.t. Stulac) s.v.:

Insigne 5,5 – Nel primo tempo non si vede praticamente mai, migliora nella ripresa approfittando dei maggiori spazi lasciati dalla Reggiana ma si divora un goal da due passi con un erroraccio che poteva costarci carissimo. Rimandato a settembre.

Brunori 5,5 – Riceve pochi palloni ma non sembra comunque ispirato come in altre occasioni. Svagato.

(dal 45′ s.t. Soleri) 7 – Entra, corre come un dannato, si batte, combatte e segna con una zuccata da attaccante di razza. Che vogliamo di più?

Di Mariano 6,5 – Nel primo tempo è spesso costretto a ripiegare sui continui affondi dei giocatori in maglia amaranto. Nella ripresa è bravo ad approfittare degli spazi creati dalla superiorità numerica ed è protagonista di alcune giocate, tra cui l’assist decisivo che indirizza la gara verso la vittoria. Penetrante.

(dal 35′ s.t. Valente) 6 – Il cross perfetto per l’inzuccata vincente di Soleri gli vale la sufficienza abbondante. Rifinitore.

Corini 7 – Azzecca la formazione iniziale con la sorpresa Segre sulla linea mediana che risulterà decisiva per la vittoria. Gestisce perfettamente i cambi sia negli uomini che nella tempistica. Intuitivo.

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