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Athletic Palermo, la stagione finisce al “Granillo”: la Reggina vince 1 – 0

Si chiude al “Granillo” la stagione dell’Athletic Palermo. La formazione di Emanuele Ferraro cade 1 – 0 contro la Reggina nella semifinale playoff di Serie D, eliminata da un discusso calcio di rigore trasformato da Di Grazia al 76′, che vale agli amaranto il pass per la finale.

Una gara equilibrata, decisa dagli episodi

Il match si sviluppa su ritmi contenuti, con poche occasioni da una parte e dall’altra. Nel primo tempo è l’Athletic a rendersi pericoloso per primo: al 5′ Mazzotta trasforma in gol il cross di Zalazar, ma il direttore di gara annulla per fuorigioco. La Reggina risponde con il colpo di testa di Domenico Girasole, che sfiora la traversa. L’occasione più nitida del tempo è amaranto: Mungo riceve sul dischetto e calcia di prima intenzione, trovando però un’ottima risposta con i piedi di Martinez.

Nella ripresa la partita rimane bloccata. L’Athletic si affaccia in avanti con Zalazar e Bonfiglio senza impensierire Lagonigro, mentre la Reggina colpisce ancora la traversa con Girasole. Il momento chiave arriva al 68′: Micoli, già ammonito, tocca il pallone con un braccio. Secondo giallo ed espulsione, Palermo in dieci.



Il rigore che fa discutere

Cinque minuti dopo arriva l’episodio decisivo. Palumbo entra in area, Martinez esce e l’attaccante della Reggina va a terra: per l’arbitro Saffioti è rigore. Le proteste dei nerorosa sono veementi, il contatto appare quanto meno dubbio. Dal dischetto Di Grazia non sbaglia: Martinez intuisce ma non trattiene. È 1 – 0.

Nel finale anche Lores Varela viene espulso per proteste, lasciando l’Athletic in nove. Nonostante l’inferiorità numerica, i palermitani cercano fino all’ultimo il pareggio senza trovarlo.

Un’annata da ricordare

Termina così la prima stagione in Serie D dell’Athletic Palermo. Una sconfitta amara, ma i numeri raccontano un campionato straordinario: 60 punti nella regular season, quarto posto in classifica e secondo miglior attacco del girone con 59 gol. Una base solida su cui costruire il futuro.

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