Giammarva: “La Cassazione può incidere sul ricorso. La De Angeli? Zamparini…”

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Giammarva: “La Cassazione può incidere sul ricorso. La De Angeli? Zamparini…”

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“La Cassazione può incidere sul ricorso”. Questa la convinzione di Giovanni Giammarva, intervistato da Fabrizio Vitale per la Gazzetta dello Sport edizione Sicilia in merito agli scenari e al possibile esito dell’udienza d’appello che riguarda il Palermo alla luce delle motivazioni pubblicate dalla Cassazione.

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L’ex presidente sottolinea come il suo caso possa dare un apporto positivo alla causa del club: “Dopo che ho lavorato tantissimo per il bene del Palermo, ottenendo anche degli ottimi risultati, forse, riusciamo a dare un’ulteriore spinta positiva alla società, speriamo. La sentenza della Cassazione ribalta il pezzo fondamentale della richiesta di fallimento del club, ovvero la relazione di Colaci, il perito della Procura, da cui era scaturita, insieme ad altre indagini, l’istanza fallimentare che si fondava principalmente sull’operazione Alyssa- Mepal. Quando lessi per la prima volta la relazione dissi che era inconsistente e superficiale. I periti del Tribunale confermarono inoltre che Colaci aveva anche sbagliato le somme”.

Sul processo sportivo invece afferma: “Da quello che ho capito io, la Procura Federale non ha fatto delle indagini, ma ha fatto sue quelle della Procura ordinaria che gliele ha trasmesse. L’unico atto diverso è un interrogatorio fatto a me il 15 aprile. Le motivazioni della Cassazione sul rigetto della Procura di Caltanissetta sono fondamentali e di questo me ne prendo la paternità. Ci sono stati pagamenti già dei pagamenti, perché ho preteso che Zamparini li facesse. Tenerne conto? Dovrebbero. Bisogna tenere conto che il processo ordinario sulle ipotesi della Procura non è nemmeno iniziato. Ricordiamoci che c’è una richiesta di fallimento che partiva dagli stessi presupposti ed è stata respinta”.

E sulla società vecchia e nuova dice: “Quando sono andato via avevo messo i conti in sicurezza: avevamo risolto i problemi con l’Agenzia delle Entrate, ridotto i debiti, incassato un grosso pezzo del credito Alyssa e lì avevo preteso un accantonamento di 5 milioni, a protezione di questo credito, che poi è stato tolto. Sono andato via per diversità di vedute con la De Angeli, che ritengo non facesse gli interessi dalla società. Lei si sentiva molto legata a Zamparini che preferì tenere lei, piuttosto che fare rientrare me”.

“Nell’ipotesi di operazioni non opportune con me non si sarebbero portate avanti. Non potevo immaginare di affrontare anche un procedimento dalla Procura di Caltanissetta per il quale si chiedeva, addirittura la mia custodia cautelare in carcere. La nuova società? Non li conosco, mi sembrano persone serie, ben organizzate e ben strutturate, mi auguro che si avvalgano di bravi diri- genti e che, grazie a loro, il Palermo si rialzi. Conosco invece, Albanese e so già che svolgerà un compito eccezionale”.

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