Il Palermo smarrito e l’allenatore nel pallone. Le pagelle ironiche di A&F

Tra estimatori del calcio spettacolo, fieri difensori della sacralità del tifo, esperti di finanza e assetti societari, preparatori atletici della domenica e dotti conoscitori dei segreti dello spogliatoio, le due settimane rosanero dal disastro interno con il Cittadella sono trascorse con la stessa serenità e sangue freddo che si respira in un carcere di massima sicurezza messicano nel corso di una rivolta dei detenuti. Se ci aggiungete pure la tromba d’aria che ha sradicato le strutture del centro sportivo (per fortuna solo quelle provvisorie) vi rendete conto che il clima che si respira in casa rosanero è da tregenda.

Noi, ormai provati da troppi anni di speranze, patemi e delusioni, volevamo vivere una stagione più normale, fiduciosi che investimenti e risultati ci facessero trascorrere il fine settimana serenamente e con meno ansia. Invece, dovremmo aver capito ormai da tempo che stare a Palermo e tifare per i rosanero è tutto, salvo che normale. Come sempre, a questa come alle altre partite, non chiediamo bel gioco e neanche emozioni ma solo 3 sporchi, maledetti e preziosissimi punti. Pensavamo che la sosta ci servisse per recuperare qualche calciatore e invece abbiamo perso numerosi pezzi ma siccome la rosa è ampia e competitiva (così ci dicono quelli bravi e ci fidiamo) ci sediamo sul divano come se nulla fosse.

Il nemico numero uno del popolo rosanero schiera una formazione praticamente obbligata, causa assenze, con un 4-3-3 con esterni Di Mariano e Mancuso e Brunori al centro, pronto a trasformarsi in un 4-2-1-3 per la posizione più avanzata di Coulibaly, coperto da Gomes e Stulac in mediana. In difesa l’amuleto Marconi prende il posto dell’infortunato Ceccaronj e, per il resto, tutto come previsto.

Pronti via e la Ternana dopo 20 secondi va vicina al gol con un tiro forte e angolato dell’ex Falletti ma Pigliacelli è immediatamente reattivo. Noi cominciamo ad agitarci senza neanche esserci seduti. I padroni di casa continuano a fare la partita e vanno vicini al gol con una penetrazione da destra, tant’è che la nostra agitazione diventa sofferenza, e siamo solo al 2’ minuto. Pian piano il Palermo si accorge che la partita è cominciata, conquista campo e si rende pericoloso con Mancuso da fuori e su qualche mischia su azione di calcio d’angolo, come direbbe Fantozzi.

La partita va avanti a fiammate perché i neroverdi non sembrano meritare la posizione in classifica che occupano e sfiorano nuovamente il gol, infilandosi sugli spazi, lasciati dai rosa, larghi e vuoti come gli scaffali dei negozi dopo il passaggio dei gonzi appassionati del Black Friday. Il pericolo scuote il Palermo che torna a pressare con più convinzione e passa su corner, in cui si era già visto che la Ternana era incerta, con una perfetta incornata di Lucioni. Per una volta la legge dell’ex è a nostro favore e andiamo in vantaggio!

Gli umbri accusano la botta e i rosa hanno almeno due occasioni per il colpo del ko, di cui una clamorosa, da due passi con il capitano, che la stampa incredibilmente sulla traversa. Anche la Ternana ha una palla gol che ci paralizza sul divano ma il nostro portierone la estirpa dalla porta con un riflesso degno di uno dei vostri cronitifosi quando deve agguantare una pinta in un affollato pub britannico quando è già suonata la campanella. Si va al riposo in vantaggio e noi ci accontentiamo riuscendo così a contenere il consumo di alcol.

Si ricomincia con gli stessi uomini in campo e la Ternana che pressa alla ricerca del pareggio. Noi speriamo sia uno sfogo di rabbia senza esito ma nel dubbio, in ricordo di recenti viaggi e visto il calo delle temperature, mettiamo a scaldare il Glühwein. Purtroppo la Ternana si piazza stabilmente nella nostra metà campo e si mangia letteralmente il pareggio al 57’. A questo punto è inevitabile la mescita e la degustazione di prodotti alcolici, caldi e non. Ed al 64’, come era nell’aria, la Ternana pareggia dopo l’illusione di un var check che ha esito a noi sfavorevole.

I rosanero sono nel pallone e noi appresso a loro. Al 75’ ci rianima un altro ex della gara, Corrado, che già ammonito si becca il secondo giallo per un fallo plateale su Di Mariano. La superiorità numerica dei rosanero, purtroppo, non si vede ed anzi la Ternana non rinuncia ad attaccare per cui noi non sappiamo se sperare che la partita continui, per provare a vincere, o che finisca, per evitare di perdere. Il fischio finale ci toglie dai dubbi e sancisce un pareggio giusto e che anzi, a voler essere onesti, sta stretto ai padroni di casa che hanno mostrato carattere, voglia e determinazione: tutte qualità che il Palermo ha totalmente smarrito. Così come smarriti e desolati sono i vostri cronitifosi. Forza Palermo!

Pigliacelli 7,5 – Se stiamo in partita e non la perdiamo è solo per lui e i suoi miracoli. Baluardo.

Mateju 4 – Noi ormai ci siamo affezionati ma per lui la palla al piede ha lo stesso effetto della kryptonite per Superman. Sciarriato.

(dal 25′ s.t. Buttaro) 6 – Chiude bene in difesa ma in avanti potrebbe gestire meglio. Sprecone.

Lucioni 6,5 – Sin dalle prime battute si aggira in area per cercare la zampata vincente. Trova il gol con una zuccata degna di una rissa nel peggior bar di Caracas. In difesa è attento ma soffre spesso gli uno contro uno e le accelerazioni. Bomber.

Marconi 5 – Gli avversari arrivano a frotte e lui fa quello che può ma non ci sembra bastare. Sbaglia sul fuorigioco del pareggio. Moviola.

Lund 6 – Finché ha fiato è tra i migliori. Salva il risultato su Falletti nel primo tempo e corre e salta avversari crossando anche decentemente. Poi va in debito d’ossigeno. Palombaro.

(dal 40′ s.t. Aurelio) s.v.

Coulibaly 5,5 – Giostra in mezzo al campo avversario e dietro le punte. Disturba gli avversari ma non trova mai il passaggio vincente e si spegne alla distanza. Grippato.

(dal 25′ s.t. Henderson) 5,5 – Sbaglia appoggi facili e vede traiettorie per i compagni che capisce solo lui. Visionario.

Stulac 4,5 – Noi ci speriamo sempre ma lui pare un pensionato intento a guardare i cantieri. Umarell.

(dal 25′ s.t. Segre) 6 – Entra, corre e prova a farci segnare. Esistenza in vita.

Gomes 5 – Per coprire copre ma non gli chiedete di impostare perché manco capisce di che state parlando. Senso unico.

Di Mariano 6 – Copre tutta la fascia e mette in difficoltà gli avversari tenendo palla con continuità. La sua caratteristica è farsi fare il fallo sempre e comunque, regalandoci la superiorità numerica. Abbandonato.

(dal 35’ s.t. Valente) s.v.

Brunori 5,5 – Comincia in versione assistman e continua giocando bene di sponda. Prende una traversa e continua a non segnare. Torna presto!

Mancuso 5 – La prima occasione è per lui e sembra in palla. Poi per lunghi tratti dimenticavamo anche fosse in campo. Chi l’ha visto?

Corini 4 – Ci aspettavamo una reazione ma purtroppo non abbiamo visto quasi nulla. Andare in vantaggio e non riuscire a portare a casa i tre punti contro una delle ultime è davvero difficile da digerire. Noi non sappiamo quali siano i problemi ma ci sembra che il mister abbia difficoltà a trovare le soluzioni. Flatline.

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