Miccoli: “Chiedo ancora scusa ma indietro non posso tornare” / FOTO
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News
Parla Fabrizio Miccoli. La presenza dell’ex attaccante alla partita tra il Palermo e le Leggende Rosanero ha alzato un polverone e dopo il comunicato della società arrivano anche le parole del diretto interessato, pubblicate tramite il suo profilo Instagram.
Ecco le sue parole:
“Mi spiace aver creato una polemica sulla mia partecipazione alla gara delle vecchie glorie del Palermo.
È un evento sportivo al quale io partecipo/avrei partecipato come uomo di sport che – credo – ha in qualche modo contribuito, insieme agli altri presenti e non, ai risultati e successi del Palermo.
Riguardo i miei errori (per i quali sono pronto a pagare il conto che la giustizia, eventualmente, riterrà di dovermi presentare) mi auguro ci sia ancora spazio, tra di noi e nella nostra società, per il perdono.
Un perdono (e non una giustificazione, dunque) che ho chiesto e che chiedo ancora, nella speranza di poter essere riabilitato davanti agli occhi di tutti gli sportivi.
So bene che noi campioni siamo spesso presi da esempio da ragazzi e tifosi. Proprio per questo voglio essere chiaro nel dire loro che il rispetto della legge e la legalità sono valori da difendere sempre e comunque, come pure il lavoro di tutti gli uomini che nelle istituzioni e nella società civile si battono perché questi valori vengano sempre rispettati.
Tornare ogni volta a Palermo è il mio non sottrarmi al giudizio della gente.
Ogni volta è una consapevolezza ed il mio personale calvario…
e se qualcuno pensa diversamente… sbaglia !! Mi dispiace poi, per chi viene colpito per colpa mia.
Il mio è un continuo dolore…
Indietro non posso tornare.
Chiedo ancora scusa”.
Miccoli è già a Palermo, ma nel testo si allude alla possibilità di un’assenza alla partita di stasera.
Ecco il post:
Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Fabrizio Miccoli (@fabrizio_miccoli) in data: 26 Ago 2019 alle ore 6:55 PDT
LEGGI ANCHE
PALERMO, IL COMUNICATO SUL “CASO” MICCOLI