Palermo, Bani e Palumbo sono un rebus: Inzaghi valuta le alternative
L’assenza di Palumbo per la semifinale d’andata dei playoff è probabile, ma ci sono ancora spiragli. L’infortunio rimediato mercoledì è stata una brutta botta per il trequartista: nulla di serio, ma Inzaghi non lo dovrebbe rischiare dall’inizio a Catanzaro, anche perché tre giorni dopo si torna in campo per il match di ritorno al “Barbera”.
Potrebbe concretizzarsi il forfait di Bani, alle prese con problemi fisici da diversi giorni. Inzaghi studia le alternative: in pole c’è Peda al centro con Pierozzi braccetto e Rui Modesto sulla fascia. L’altra strada porta a Magnani titolare al centro, con Peda nel ruolo di braccetto e Pierozzi a destra.
Valutazioni ancora in corso. Di certo, le condizioni di Bani e Palumbo rappresentano due grattacapi tutt’altro che trascurabili. Sostituire il difensore è relativamente più gestibile: si tratta di una situazione già vissuta in campionato e Inzaghi ha avuto modo di trovare le soluzioni più adatte, anche in base all’avversario.
Eppure, senza Bani il Palermo perde moltissimo in termini di solidità difensiva e leadership. La situazione di Palumbo è un capitolo a parte.
Un’assenza pesantissima
Un vuoto difficile da colmare, certificato da numeri importanti: tre gol e dieci assist nella regular season. Nonostante un problemino al ginocchio che lo tartassa da qualche mese, il suo rendimento è andato in crescendo, fino a farne uno dei leader tecnici del Palermo.
Le sue caratteristiche gli permettono di essere decisivo tra le linee, efficace in fase di costruzione della manovra e contributivo anche quando la palla ce l’hanno gli avversari. Un tuttocampista, che ci ha messo un po’ a carburare ma che, una volta entrato in forma, è stato insostituibile per Inzaghi. Anche se dovesse recuperare per la panchina, comunque non sarebbe al 100% a Catanzaro.
Il Palermo un altro giocatore così in organico non ce l’ha e forse non c’è in tutta la Serie B. Per il peso specifico all’interno della squadra, la sua assenza si può paragonare a quella di Lautaro Martinez per l’Inter o di Modric per il Milan, con le dovute proporzioni. Trovare un’alternativa all’altezza è un bel rebus, con Inzaghi che sta valutando con attenzione, scontrandosi anche col solito problema di gestione della rosa.
L’allenatore ha scelto la strada della continuità da Chiavari in avanti e questa strategia lo ha premiato con risultati importanti, ma con 12/13 titolarissimi tutti allo stesso livello di rendimento e gli altri un passo indietro. Ora che uno di quei titolarissimi, tra l’altro uno dei più decisivi, potrebbe mancare, i nodi vengono al pettine. Ma sarebbe così a prescindere, perché sostituire uno come Palumbo è dura per tutti.
Le opzioni sul tavolo
Il candidato principale a raccogliere l’eredità del numero 5 è Gyasi. Un’indicazione che arriva anche dai numeri: Palumbo ha saltato tre partite in tutto il campionato e il ghanese lo ha sostituito in due di queste, contro Empoli e Catanzaro al “Barbera”. In entrambi i casi, risultato identico: 3 – 2 per il Palermo.
Gyasi conosce bene quella zona di campo, dove era titolare a inizio stagione prima che Palumbo si prendesse la scena. La interpreta con caratteristiche diverse – fisicità, corsa e intelligenza tattica – doti tutt’altro che secondarie contro un Catanzaro aggressivo, che fa del possesso palla la sua arma principale. In particolare, il ghanese potrebbe essere importante nel pressing ultra offensivo, uno dei marchi di fabbrica del Palermo di Inzaghi.
Restano però dei dubbi. Da quando ha recuperato dall’infortunio, Gyasi non è riuscito a incidere con continuità, apparendo spesso fuori dallo spartito tattico rosanero: pochi guizzi, tanto nervosismo, una stagione complessivamente al di sotto delle aspettative.
Anche nell’ultima partita da titolare, proprio contro il Catanzaro, non è sembrato in forma: ha sbagliato un gol facile e rimediato un’ammonizione che, da diffidato, gli è costata la trasferta di Venezia. Insomma, le premesse ci sarebbero, ma le certezze no.
Gli under
In quella zona di campo ha agito anche Vasic, ma difficilmente Inzaghi lo proporrà dall’inizio in una partita così delicata. Il numero 14 può essere un’opzione a gara in corso, ma non dà ancora le garanzie necessarie per una semifinale playoff. Un eterno incompiuto a Palermo, gli è sempre mancato il salto di qualità: la partita di Venezia, con un’altra prestazione in chiaroscuro, ne è l’emblema più recente.
C’è poi la carta Giovane, legata all’eventuale cambio di sistema di gioco. Con il 3-5-2, Pohjanpalo e Le Douaron agirebbero in coppia davanti, senza trequartista, con un centrocampo più folto a contenere la qualità dei giallorossi.
In questo scenario, Giovane sarebbe il candidato naturale a trovare spazio: nelle ultime settimane ha scalato le gerarchie diventando la prima alternativa in mezzo al campo e, a differenza di Vasic, sembra più pronto mentalmente e tatticamente. Contro il Catanzaro, nella gara di campionato al “Barbera”, ha ben figurato, anche se si trattava di una partita dal tasso agonistico non elevatissimo.
E Johnsen?
Perché non Johnsen? In teoria, il norvegese sarebbe perfetto per ricoprire il ruolo lasciato libero da Palumbo. Sulla carta, appunto, perché poi c’è il campo, e il campo dice altro. Gli equilibri tattici costruiti da Inzaghi in questi mesi con Pohjanpalo e Le Douaron richiedono in quella zona un calciatore con caratteristiche diverse. Per dirla senza giri di parole: meno tacco e punta, più fisicità e sostanza.
Difficilmente si vedrà dall’inizio la coppia Johnsen-Le Douaron alle spalle di Pohjanpalo, soprattutto in trasferta e soprattutto a Catanzaro. L’ex Cremonese resta un’opzione da sfruttare a gara in corso, ma non sembra la soluzione ideale per partire dall’inizio. Altrettanto complicato appare l’avanzamento di Rui Modesto in quella zona di campo.
Le opzioni credibili, dunque, si riducono a due: Gyasi o Giovane.

Io farei giocare Johnsen e Le Douaron dietro la punta. Qualunque altra mossa, darebbe la sensazione di paura e rafforzerebbe il Catanzaro anche e soprattutto a livello mentale. Del resto, a livello difensivo, non mi sembra che ci sia tutta questa differenza fra Palumbo e Johnsen. Almeno ce la giocheremmo.
Tanto per dire. Io opterei per il centrocampo folto con l’inserimento di Giovane . Dopo aver visto all’opera il magnifico, dominante centrocampo del Catanzaro . Ma completerei la squadra con in avanti la coppia Pohjianpalo Johnsen . Me la giocherei così. In realtà credo che Inzaghi voglia inserire Giasy e il simpatico Le Duaron . Con la speranza che abbia migliorato la sua condizione e che soprattutto non vaghi per il campo alla ricerca di una posizione credibile, utile alla squadra . Per la sostituzione di Bani , Peda o Magnani. Con quest’ultimo in piena forma non avrei dubbi ma …in che condizioni si trova oggi Magnani? Vedremo.
Per favore, niente Gyasi e Blin, ormai 2 ex giocatori!!!! Sempre forza Palermo!!!🩷🖤
Inutile dirlo, le assenze di Bani e Palumbo sono pesantissime. Se a questo aggiungiamo lo straordinario momento di forma del Catanzaro unito all’entusiasmo della tifoseria calabrese le sensazioni non sono proprio positive. Ovviamente spero di sbagliami.
Sono stati fatti troppi errori in sede di mercato e lo stiamo vedendo nel momento cruciale della stagione, con un organico ridotto ai minimi termini e senza degni sostituti dei titolari.
Piu’ pesante dell’assenza di Palumbo sarebbe la presenza di Gyasi.