Palermo, la luce dei playoff dopo la Via Crucis (con contestazione). Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Notizie, Pagelle ironiche, Serie B
Due partite per terminare questo campionato. Due tappe di una Via Crucis sportiva che ci sta portando via la serenità, l’allegria e sopratutto il fegato. Sono due partite facili sulla carta ma, come ricordava Brian Clough, il mitologico manager del “Maledetto United” (e sopratutto del Nottingham Forest): “Abbiamo una squadra forte sulla carta. Purtroppo il calcio si gioca sull’erba”.
E così la paura che stasera invece di mandare in C l’odiato Frosinone gli regaleremo una serata di gloria è molto alta. Ma siccome siamo poco intelligenti e abbiamo questa malattia ci sediamo sconfortati sui nostri seggiolini sperando di vedere un film diverso. La difesa è inedita e da horror con Diakite, Banjia e Nikolau. C’è Di Francesco a sinistra fin dall’inizio, poi centrocampo di lotta e di governo con Gomes, Blin e Segre. In avanti il capitano Brunori e Joel “non fare scherzi” Pohjanpalo.
Si gioca in un clima di durissima contestazione – che forse sarebbe stata opportuna molto prima e non a stagione ormai finita e compromessa – e il Palermo si adegua dando ragione a chi protesta. Giochiamo male e non azzecchiamo un passaggio neanche per sbaglio mentre il Frosinone corre e si difende rendendosi anche pericoloso. Non c’è da stare allegri.
Poi, all’improvviso e senza una precisa ragione, Brunori prende una palla vicino all’area, ha un po’ di spazio e lancia un tracciante vicino al palo che non lascia speranze al portiere avversario! Siamo in vantaggio ma sappiamo già che un gol non basta manco per arrivare a fine primo tempo. Contrariamente ai nostri timori arriva almeno il fischio del primo parziale e restiamo in vantaggio.
Ovviamente sappiamo già che c’è la ripresa e che le speranze di portare fino alla fine la vittoria è ridotta al lumicino perché i nostri rientreranno con lo stesso atteggiamento grintoso di un cardiopatico appena dimesso dal reparto intensivo. E invece succede il miracolo: rientriamo e raddoppiamo con l’unica vera azione della intera partita. Di Francesco salta due uomini e lancia Gomes che mette un rasoterra dolce per il tiro di Brunori a botta sicura. Ci sediamo entusiasti e attendiamo solo la prima minchiata difensiva per tornare a un umore più mesto.
Il Frosinone prova ad accorciare ma trova sulla sua strada un Audero in formato Tiger Woods che non concede nulla. Arriva il primo cambio e non è Vasic ma addirittura un ragionevole Lund per Di Francesco. Il Frosinone prende pure un palo e segna ma fortunatamente è fuorigioco e lo conferma addirittura il Var. Cominciamo a sperare di portarla veramente a casa.
Entrano Ranocchia e Di Mariano e non Vasic: siamo ufficialmente preoccupati. Ma finalmente arriva anche il momento di Vasic, salutato dagli sfottò ingenerosi del pubblico nei suoi confronti e che non condividiamo, a meno che non fossero indirizzati a Dionisi ed allora ci trovano d’accordo. Arriva un altro gol annullato al Frosinone per un fallo sul portiere rosanero e, a questo punto, ci convinciamo che sono davvero arrivati i tre punti.
Il Palermo torna a vincere e conquista matematicamente i playoff. Per capire in che posizione bisognerà comunque aspettare martedì sera. Per capire che ci andiamo a fare ci vuole quantomeno un mago. E noi siamo solo due tifosi pazzi, disperati e sull’orlo di una crisi di nervi.
Audero 7 – Per 60 minuti rimane a guardare gli avversari che tirano sempre fuori anche da buona posizione. Poi, improvvisamente, gli si materializzano davanti in più occasioni i giocatori in maglia gialla lasciati inspiegabilmente soli ma lui para tutto e quando non ci arriva viene salvato dal palo o dal fuorigioco. Eagle.
Diakité 6,5 – Eravamo terrorizzati quando l’abbiamo visto schierato come terzo di difesa e, invece, ci smentisce con una prestazione gagliarda, tutta corsa e, incredibilmente, non commette neanche tante imprecisioni. Crazy horse.
(dal 32′ s.t. Di Mariano) s.v.
Baniya 5 – In assenza degli altri due difensori titolari dovrebbe essere lui a dettare i tempi alla difesa. Invece appare incerto e rischia di combinarla grossa quando si fa incredibilmente sfuggire l’attaccante avversario che si presenta tutto solo davanti al portiere rosanero che per fortuna ci mette una pezza. Svagato.
Nikolaou 5 – Noi saremo anche prevenuti, ma lui fa di tutto per confermare le nostre convinzioni arrivando spesso in ritardo sulla chiusura degli attaccanti avversari. Trenitalia.
Pierozzi 6,5 – Vista la situazione precaria della linea difensiva capisce che deve dare una mano soprattutto in copertura. E lo fa con attenzione, non disdegnando anche qualche puntata in avanti. Aziendalista.
Blin 6 – I ritmi blandi, per usare un eufemismo, della partita lo aiutano nell’eseguire attentamente le mansioni di contenimento che gli vengono demandate. Pitruniato.
Gomes 7 – È uno dei pochi che cerca sempre di accelerare l’azione o creare la superiorità e, non a caso, l’unica azione degna di nota del Palermo che porta al goal del due a zero lo vede protagonista con un assist perfetto. Ficcante.
(dal 45′ s.t. Vasic) s..v.
Di Francesco 6,5 – Almeno ci prova sempre a saltare l’uomo, anche se spesso non ci riesce. Mezzo punto in più perché innesca, spaccando la mediana degli avversari, l’azione che porta al definitivo due a zero. Contributivo.
(dal 25′ s.t. Lund) 6 – Entra per aiutare in fase di copertura e per cercare, almeno una volta, di tenere il risultato e ci riesce senza grandi affanni. Attento.
Segre 5 – Tanta corsa ma poca incisività. Non sappiamo se perché è schierato in un ruolo, dietro le punte, che non gli si addice o perché è in debito d’ossigeno. Bombola.
Brunori 9 – La situazione ambientale è difficilissima e lui, da capitano coraggioso, si prende la squadra sulle spalle e contribuisce alla vittoria con una doppietta bella statisticamente e una prestazione maiuscola. Si avvicina alla doppia cifra e considerato che ha giocato mezzo campionato – cosa che ci fa rischiare l’ictus ogni volta che ci pensiamo – ci appare un risultato eccellente. Rudyard Kipling.
(dal 45′ s.t. Le Douaron) s.v.
Pohjanpalo 5 – È vero che di palloni giocabili gliene arrivano pochissimi ed è costretto ad un lavoro di sponda per il compagno che cerca di inserirsi. Però è anche vero che, rispetto ai fuochi d’artificio iniziali, appare sottotono. Noi speriamo solo che si stia risparmiando per i play-off. Conservativo.
Dionisi s.v. – Viene contestato duramente, cosa che secondo noi merita abbondantemente non per questa partita, in cui il Palermo finalmente torna alla vittoria pur giocando male, ma per tutto quello che ha combinato nel corso dell’intero campionato. Poiché non riteniamo di attribuirgli particolari meriti per la vittoria e che, visto l’atteggiamento in campo dei giocatori nei suoi confronti, non siamo i soli, preferiamo sospendere il giudizio sperando che abbia culo quando iniziano i playoff. Salomonici (noi).