Palermo, l’atteggiamento giusto: così si può puntare alla serie A
Pubblicato il da Roberto Parisi - aggiornato il - News, Serie B
Ci sono partite che fanno capire quando una squadra è sulla strada giusta, quando tutto l’organico ‘rema’ dalla stessa parte, quando l’ambiente si compatta, ci crede e spinge fino alla fine. La vittoria col Südtirol è il manifesto che rappresenta al meglio il Palermo di oggi: una squadra in crescita, non sempre incisiva o autoritaria ma con un grande spirito e un solo obiettivo in testa.
Statistiche chiare: il Palermo ha dominato
Il Südtirol è la squadra più rognosa e ‘antipatica’ della Serie B, ci vuole qualcosa in più per batterla. E anche le statistiche sono emblematiche in tal senso: il Palermo ha giocato una buona partita – dati alla mano – ma fino al minuto 89 il risultato era di 1 – 1 e alla fine del primo tempo i rosa erano sotto nel punteggio.
Il Palermo ha controllato il possesso palla (60% contro 40% degli avversari); ha tirato 24 volte verso la porta e sei nello specchio (il Südtirol due); ha calciato 13 corner contro uno e l’indice xG (gol previsti) è stato di 1.90 per i rosa e 0.17 per gli uomini di Bisoli. Statistiche chiare che fotografano l’andamento della partita ma, senza quel quid in più, Brunori e compagni non avrebbero centrato la vittoria in rimonta.
Con questo spirito si va in Serie A
Si può tornare ad analizzare la ‘forza’ della panchina (il gol decisivo è stato confezionato da due subentrati) o la qualità generale dell’organico (domenica erano indisponibili due titolari in attacco e Mateju è stato recuperato all’ultimo) ma è servito più della tecnica o della tattica per conquistare la vittoria. Il Palermo, per battere il Südtirol, ha dovuto sfoderare quello spirito battagliero che raramente si è visto nella scorsa stagione.
Il Palermo ha messo in campo quella voglia di vincere tipica della grande squadra, che sente la responsabilità di dover fare risultato sempre e contro ogni avversario. L’assedio finale, col decisivo apporto di un “Barbera” spettacolare e rumorosissimo, è la prova di quanto i rosa volessero conquistare il bottino pieno per continuare a inseguire l’obiettivo. Piccoli e grandi segnali che fanno capire che la strada è giusta, così si può andare in Serie A.
Eugenio Corini trascina tutti
E nel contesto di un “rinascimento rosanero” va inserito Eugenio Corini. L’impressione è che anche l’allenatore sia nel mezzo del ‘percorso’ e anche lui stia crescendo insieme alla squadra. È un Corini diverso, lo si percepisce dal linguaggio del corpo durante le partite, dalle esultanze postume (simpaticissimo il video pubblicato sui social del Palermo) e anche dalla comunicazione, più sciolta e meno ‘impostata’.
Corini sta diventando quel trascinatore che era dal calciatore, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe. Il campionato è ancora agli inizi, il Palermo non ha fatto niente, ma il ‘percorso’ tanto citato dall’allenatore sta finalmente portando qualche frutto.
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