Baldini: “Se non cresci non vinci, pareggiato solo grazie al pubblico”
Pubblicato il da Andrea Zito - aggiornato il - News, Serie C
“E’ un paradosso ma dobbiamo essere contenti di questo punto. Ma questa prestazione non può bastare se vogliamo ambire a qualcosa di grande”. Così Silvio Baldini commenta l’1-1 del Palermo contro la Fidelis Andria (penultima in classifica) nel turno infrasettimanale nel girone C di Serie C.
Nel post gara, il tecnico rosanero afferma: “A noi è andata bene che abbiamo pareggiato. Il nostro pubblico ci ha sempre sostenuto e ci ha permesso di arrivare a questo punto. E senza il pubblico probabilmente non ne saremmo venuti a capo. Il rigore? Se Brunori ha fatto tirare Floriano è perché hanno ritenuto fosse giusto così. E’ una questione di lana caprina”.
“Vi ridico quello che ho detto a Brunori. Dopo 20 minuti avrei dovuto sostituirlo e mettere Soleri, ma poteva sembrare un’offesa al ragazzo (e io non voglio cadere nel protagonismo). Non riuscivamo a dare palla sulla profondità. Senza idee e senza geometrie non vai da nessuna parte. Se si va in area di rigore prima o poi il calcio ti premia. E invece abbiamo preso gol su una palla in uscita. E’ stato un concatenarsi di piccoli episodi. E a me non interessa se gioca Messina o Sorrentino nella squadra avversaria. A me interessa cosa facciamo noi: se non cresciamo noi, non si vince mai. Perché poi succede quello che è successo oggi; perdi le misure e vai in difficoltà. Se aiutiamo il Palermo tutti insieme andiamo avanti, ma senza sinergia raccoglieremo quello che capita. Se pigliamo questo punto come un’occasione persa, non abbiamo capito niente”.
Sul turnover: “L’unico a cui ho potuto dare il turno di riposo è Lancini. E Somma meritava una chance di giocare. Ma non è tanto questo. I ragazzi ci hanno messo tanto cuore, ma poche idee. Senza pubblico potevamo giocare anche per tre giorni di seguito ma non avremmo fatto gol. Siccome oggi la giornata era questo, ripeto: abbiamo guadagnato un punto e di questo dobbiamo ringraziare il pubblico. I terzini? Sia Buttaro che Giron ad Avellino mi erano piaciuti meno e oggi ho voluto cambiare. Ma il nostro problema è stato in attacco: non abbiamo trovato le soluzioni che ci hanno permesso di far gol. E su Brunori aggiungo: non c’entra niente con questa categoria; ora che ha capito cosa fare per far gol lo deve fare sempre. Tutti devono sapere che devono giocare affamati. Anzi: penso che se avessimo perso ad Avellino, oggi la partita l’avremmo vinta, di rabbia. Ma noi dobbiamo crescere sul piano del gioco”.
“Arrabbiato? Più che altro mi dispiace per i tifosi; oggi c’era tanto gente a fare il tifo per noi. Anche chi gioca per lo scudetto perde contro squadre che lottano per salvarsi. Certamente i ragazzi di oggi sono cambiati, si fidanzano ragazzini, sono coccolati, è cambiata la comunicazione… Ma il mondo è questo, non possiamo cambiarlo. Dobbiamo fare capire ai giovani che al di là dei soldi e della fama devono trovare prima di tutto la gratificazione di sé. Ribadisco: questo punto senza il pubblico non sarebbe mai arrivato; io oggi vedo il bicchiere mezzo pieno. Magari stiamo entrando in una situazione che ci gira bene…”