Il Palermo “truppichìa” ma non si arrende. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie C
Ci avviciniamo al derby più pazzo della storia rosanero con due certezze: Boscaglia ha già la sufficienza in tasca perché non può sbagliare formazione e noi non avremo problemi a segnare le sostituzioni e quindi lavoriamo meno.
Il Palermo parte bene, con il calcio champagne di Boscaglia. Ci farebbe comodo anche l’arbitro che è pure più grosso di Saraniti ma che invece, alla fine, sarà il valore aggiunto del Catania. Il Palermo sblocca al 15’ su calcio d’angolo: fagiolata in area, il portiere para e poi arriva Kanoute e spacca tutto e mette dentro.
I rosa continuano a fare la partita e al 20’ Saraniti si trova tutto solo davanti al portiere. Ma come minchia l’hai potuta sbagliare? Chiudiamo il primo tempo sull’1 a 0. Ma francamente potevano meritatamente stare almeno 2 a 0 perché Valente, su un passaggio bomba di Martin a pochi minuti dalla fine del primo tempo, non trova la porta su deviazione.
Rientriamo negli spogliatoi e speriamo nella classica bomba di Fantozzi durante la coppa Cobram, perché abbiamo visto già qualcuno con il fiato corto e il bisogno della bombola. Il Catania va all’arrembaggio subito e noi ci sentiamo catapultati negli anni ’50, in una di quelle partite senza sostituzioni in cui si finiva con due sciancati, tre infartuati e due amputati alla Enrico Toti. Tra gli sciancati ci sembra di annoverare già Valente che “truppichia” e si trascina come un’anima del Purgatorio e si va a mettere al posto di Saraniti per correre meno.
Al 14’ il Catania comincia la girandola dei cambi. La sensazione è che non gli servano nemmeno ma lo fanno per farci spregio che noi non possiamo. Al 30’ qualche giocatore del Palermo comincia anche a vedere i santi che lo invitano e Boscaglia si gira a guardare la panchina. Poi si ricorda che è vuota e apre anche lui una bottiglia di whisky come i vostri cronitifosi.
Anche l’arbitro ci mette del suo e invece di espellere un giocatore del Catania per darci aiuto, butta fuori uno della panchina che non fa operazioni. Al 35’ senza una ragione specifica e con un sospetto fallo di mano il Catania pareggia. Non capiamo neanche perché ma di certo è immeritato. I catanesi festeggiano come se avessero vinto la Champions. È giusto così perché la loro dimensione è questa: uno stadio vuoto e triste. Il Palermo pareggia una partita che avrebbe potuto vincere ma che avrebbe anche potuto perdere per mancanza del numero legale. Forza Palermo!
Pelagotti 5,5 – La sensazione è che sul gol sia dove non deve stare. Spostato.
Almici 7 – Nettamente di altra categoria rispetto a tutti quelli in campo. Alexander Arnold.
Palazzi 7 – Ormai difensore. Non giocherà mai più a centrocampo. Riciclato.
Marconi 7 – Forse è lui a fare la minchiata sul gol. Non ce lo ricordiamo perché anche noi eravamo in debito di ossigeno. Abbattuto.
Corrado 7 – Fa il suo dovere. Terzino.
Odjer 9 – È ovunque. Un mastino che azzanna le caviglie degli avversari. Se lo sogneranno la notte. Virrina.
Martin 6,5 – La velocità è quella di un pensionato in fila per la mesata ma dà ordine e nel primo tempo detta i tempi mettendo anche Valente solo davanti al portiere. Equilibrista.
Kanoute 7 – Corre a tutto campo anche approfittando del fatto che si confonde con Odjer. Però segna. Gemello diverso.
Rauti 6,5 – Potrebbe saltare più spesso l’uomo e si allunga sempre il pallone più di quanto noi ci allunghiamo il whisky. Irretito.
Valente 10 – Corre finché può e alla fine lascia sul campo: milza, fegato, polmoni, tricipite e quadricipite. Ci chiediamo solo quando si riprenderà. Enrico Toti.
Saraniti 7 – Nonostante il gol divorato ignobilmente si batte, abbatte e sbatte senza sosta. Hrubesch dei poveri.
Boscaglia s.v. – Praticamente non fa una minchia e visto come abbiamo giocato forse pure meglio così. Reddito di cittadinanza.
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