Inzaghi batte anche… Inzaghi: il Palermo marcia a suon di record
Il Palermo aggiunge un’altra tessera al mosaico e l’immagine somiglia sempre più alla Serie A. I rosanero escono imbattuti anche da Ascoli, la principale missione di Inzaghi: un quarto d’ora ad alto ritmo nella ripresa è bastato per pareggiare una partita che si era complicata. Ora la sosta servirà a recuperare energie fisiche e mentali e un paio di infortunati, come Barba e Palumbo. Anche questo ciclo è alle spalle e il Palermo resta imbattuto, con una marcia che sa di record.
Undici giornate, nessuna sconfitta. Il Palermo ha vinto otto partite e ne ha pareggiate tre: 27 punti, 2,45 a gara. In casa non ha ancora lasciato nulla, cinque gare e cinque vittorie. In trasferta ha vinto tre volte e pareggiato altre tre, e così va letto anche il pari di Ascoli: un punto in un campo difficile, contro una squadra ben allenata e con idee chiarissime. Questi 27 punti valgono un primato che con il caso ha poco a che fare: nelle ultime 14 stagioni nessuna squadra di Serie B aveva fatto tanto nelle prime undici giornate. Siamo tornati indietro fino alla stagione 2013/14, l’anno del Palermo di Iachini, subentrato a Gattuso. Dopo undici turni il Lanciano comandava con 25 punti e i rosanero ne avevano 18. Quella squadra recuperò, vinse il campionato e chiuse a 86 punti, ma in un torneo a 22 squadre. Oggi il Palermo parte da una posizione che quel Palermo non aveva.
Inzaghi, intanto, batte anche se stesso. Ha ottenuto la promozione con il Pisa nel 2024/25 e con il Benevento nel 2019/20, e dopo undici giornate entrambe le sue squadre erano a 24 punti. Il Palermo ne ha tre in più. Con questi numeri i record diventano un obiettivo concreto. Mantenendo la media attuale, i rosanero chiuderebbero intorno a quota 93, ben oltre gli 86 del Benevento e molto sopra gli 82 con cui hanno vinto le ultime due edizioni, Sassuolo e Venezia. Ma il ritmo di oggi non è necessario: per superare il Benevento bastano 60 punti nelle 27 gare che restano, cioè 2,22 a partita. È un margine che permette di sopportare qualche scivolone, perché arriverà.
Lo stesso vale per le vittorie. Il tetto è 26, condiviso da Ascoli 1977/78 e Benevento 2019/20: un Palermo che continui a vincere sette partite su dieci lo supererebbe di poco. Anche l’attacco può entrare nella storia. Il Sassuolo 2024/25 segnò 78 gol, il massimo di sempre nella Serie B a venti squadre. Il Palermo ne ha fatti 25 e viaggia a 2,27 a partita: a questo ritmo arriverebbe intorno a 86 e per scavalcare il Sassuolo gli bastano due reti a gara da qui alla fine.
Fattibile anche il record di vittorie in casa. Il limite è 17, raggiunto quattro volte, l’ultima dal Venezia nel 2025/26. Il Palermo ne ha già cinque su cinque e al “Barbera” restano 14 partite. Per eguagliare il primato ne servono 12, quindi può permettersi due mancate vittorie. Il rendimento tra le mura amiche è impressionante da un anno e mezzo. Impossibile, invece, il record difensivo: il Genoa 1988/89 incassò appena 13 gol in un intero campionato e il Palermo ne ha già subiti 13.
Poi c’è il primato che farebbe più rumore. Nessuna squadra ha mai concluso una stagione di Serie B senza perdere. Il Perugia 1984/85 si fermò a una sola sconfitta in 38 partite. Il Palermo è a undici gare senza ko, ma ne mancano 27, e sarebbe ingenuo aspettarsi un cammino perfetto. Le sconfitte arriveranno, come i momenti difficili, e la media punti scenderà. Succede a tutti, anche a chi poi vince il campionato.
Conta allora capire come il Palermo può reggere nel tempo e la risposta sta nella rosa. Nelle ultime due gare Inzaghi ha dovuto fare a meno di sei giocatori. La squadra ne ha risentito, ma ha portato a casa quattro punti su sei, con una vittoria e un pareggio. È il segnale che l’organico è profondo non solo dal punto di vista numerico: chi subentra non abbassa il livello e Inzaghi può permettersi diverse rotazioni. In un campionato lungo e logorante, con infortuni inevitabili, è la differenza tra chi parte forte e chi arriva forte. Ad Ascoli non è arrivata la vittoria, bensì l’ennesima conferma: è l’anno giusto.