Lucchesi: “Palermo l’esperienza più amara. Ero solo un dipendente”
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - News, Serie C
Fabrizio Lucchesi, attuale direttore generale del Monterosi, torna a parlare del suo periodo trascorso al Palermo, conclusosi con la mancata iscrizione del club in Serie B e poi il fallimento.
“Rimpianti a Palermo? È l’esperienza più amara della mia carriera – afferma il dg ai microfoni di Radio Time -. Non avevo capito nulla in quella storia e ciò mi angoscia. Io ero un dipendente chiamato per gestire un’azienda. Mi ero calato nello spirito, ma seguivo quello che faceva la dirigenza. Che colpa posso avere, se non quella di non capire che cosa facevano quelli attorno a me. La Procura fallimentare sta valutando se c’è stato un accordo su un fallimento programmato Zamparini – Tuttolomondo, ma io non ne sapevo niente”.
“Sono una persona per bene, perciò sono amareggiato quanto i tifosi del Palermo. Ci sono state indagini della Procura, nessuno mi aveva accusato di nulla. La mia colpa è essere stato scelto da Zamparini per un mese di naufragio: che colpa ne posso avere personalmente? Il problema è che non sono stato prudente quando ho scelto Palermo, perché l’ho fatto per amore per la città: forse mi ha messo il prosciutto negli occhi. Quando ho scelto Palermo ho detto no a una squadra che è arrivata fra le prime otto in Serie A”.
E sulla Serie C e il suo attuale club: “Il Monterosi è un piccolo club, ma dietro c’è un grande entusiasmo. Dobbiamo pagare questo scotto, ma siamo convinti che piano piano troveremo la nostra dimensione. Il Palermo è una buona squadra, non quello stellare che ricordiamo noi. Uscire dalla Serie C è difficile. È attrezzata per fare bene, ma a dire la verità sarà il campo. Ci sono quattro squadre attrezzate per fare bene. I valori si vedranno fra un mese, quando ci saranno massimo sei squadre in corso per vincere”.