Palermo, che peccato! 15′ di blackout costano caro. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B
Sballottati in giro per lo Stivale e incaricati dal Direttore di eseguire importanti pagelle per eventi di natura culturale, i vostri cronitifosi arrivano a questi anticipo di lusso con il fiato corto e la testa piena di strane sensazioni. Ma se quella della settimana scorsa è stata la partita della svolta questa che può essere? Lasciamo in sospeso la domanda come un Marzullo qualunque e ci accomodiamo per seguire questo Genoa – Palermo che profuma di serie maggiori e ci inebria senza ritegno!
Corini schiera Verre al posto di Segre e conferma tutti gli altri. A noi sembra già una squadra che può fare risultato ovunque e così ci sediamo belli soddisfatti per un Friday Night degno di una notte “open mic” al Golden Cross di Coventry. Il Palermo comincia bene: non si chiude, copre tutti gli spazi e quando ha la palla prova sempre a giocarla come se fosse una squadra che punta alla promozione diretta e senza passare dal via. Piano piano il Genoa cresce e prende campo, facendoci venire un mezzo infarto (l’altra metà dell’infarto l’ha evitata un salvataggio di Sala a porta vuota quando eravamo già accasciati sul divano).
Il pressing del Genoa diventa asfissiante e non tocchiamo più palla. E così arriva, non troppo inatteso, il gol dei rossoblu che vanno meritatamente in vantaggio anche se dopo un mezzo rimpallo e un tiraccio sporcato che passa tra le gambe di un difensore. La differenza tra noi e loro sembra davvero tanta ma la partita è lunga e non si può sapere mai, sempre che sopravviviamo al primo tempo. Il Palermo esce dal guscio, comincia a farsi vedere in avanti e invochiamo anche un rigore per un tuffo da tonno spiaggiato di un difensore del Genoa. Chiudiamo il primo tempo convinti di potercela ancora giocare.
Si ricomincia con Gomes al posto di un impalpabile Damiani ma pigliamo subito gol. Fortunatamente il Var ci grazia per un fuorigioco millimetrico e torniamo a respirare. Il Palermo gioca con personalità e continua a darci speranza perché il Genoa dietro sembra organizzato come un ente locale in dissesto finanziario. Entrano anche Tutino, Broh, Soleri e Segre e ci prepariamo a un finale d’assalto delle truppe rosanero. La partita diventa incandescente con Soleri che sbaglia un gol sparando da due passi sul portiere e il Genoa che prende pure una traversa. Ci spegniamo un po’ e i 7 minuti di recupero non sono sufficienti a rimettere in piedi la partita e così arriva anche il raddoppio del Genoa.
Non sempre si può vincere e bisogna saper perdere, lo sappiamo. Ma stasera paghiamo quindici minuti di blackout nel primo tempo per cui veniamo puniti un po’ oltre i nostri demeriti. Però a noi sembra davvero un’altra squadra, sia per gioco che per personalità e siamo certi che ci divertiremo. Forza Palermo!
Pigliacelli 6 – Prende due gol incolpevolmente e non è chiamato a nessun intervento decisivo, a dimostrazione che il Palermo aveva comunque tenuto. Ci delizia con precisi passaggi sia di destro che di sinistro. Giocoliere.
Mateju 5,5 – Quando i genoani partono in accelerazione c’è da tremare e lui deve pensare soprattutto a contenerli, non senza difficoltà. Per questo in avanti risulta pressoché non pervenuto. Arretrato.
Nedelcearu 6,5 – È una partita in cui bisogna metterci fisico e grinta, e lui dimostra di averne in abbondanza facendo a sportellate con tutto quello che gli capita a tiro. Autoscontro.
Marconi 5 – C’è il suo zampino in negativo in entrambi i goal genoani, per caso, per sfortuna o per colpa cambia poco. Rimane sempre uno dei nostri favoriti ma stavolta non possiamo proprio salvarlo. Maldestro.
Valente 5 – Per almeno mezz’ora ci dimentichiamo della sua presenza nella formazione titolare. Poi ci prova con qualche cross pericoloso ma è davvero troppo poco. Evanescente.
(dal 27′ s.t. Segre) 6 – Per quanto ha fatto vedere in meno di mezz’ora ci rimane il rimpianto che non sia stato schierato fin dall’inizio. Contumace incolpevole.
Verre 5,5 – Nella sua prima partita da titolare conferma tutto quello che già sapevamo. È un giocatore di categoria superiore ma ancora non ci pare perfettamente inserito negli schemi rosanero. Disadattato.
(dal 27′ s.t. Soleri) 5 – Benedetto figliolo, una palla così la devi mettere dentro senza se e senza ma. Peccato.
Damiani 5 – In un centrocampo leggero come quello rosanero del primo tempo sparisce letteralmente dal campo, surclassato dai marcantoni liguri. Non era la sua partita e noi lo avevamo capito subito. Predittivi (noi).
(dal 1′ s.t. Gomes) 6,5 – La sua presenza trasforma il timido centrocampo rosanero del primo tempo. Azzanna, arpiona, arraffa, corre, abbatte e si sbatte. Bentornato.
Saric 7 – A noi era sembrato il migliore tra il rosa e quando viene sostituito rimaniamo letteralmente esterrefatti. Confusi (noi).
(dal 20′ s.t. Broh) 6 – Entra con le stesse istruzioni date a Gomes: visto che loro picchiano fallo anche tu. E lui esegue ma senza esagerare. Rispettoso.
Sala 6 – Il suo salvataggio sulla linea è da antologia per lettura della chiusura sulla percussione dei liguri. Si propone spesso in fase offensiva ma con poca precisione. Difensore.
Brunori 5 – Palloni decenti gliene arrivano pochissimi ma anche lui non cerca di costruirsene di sua iniziativa, smarrendosi nelle maglie della difesa genoana. Incastrato.
Di Mariano 5 – Corre tantissimo ma combinando pochissimo. Forse un po’ di riposo non gli farebbe male, anche per rasserenarsi un po’. Nervoso.
(dal 20′ s.t. Tutino) 5,5 – Sembra che possa incidere sulla partita con qualche bella iniziativa subito dopo il suo ingresso in campo, però poi spreca malamente un paio di palloni che avrebbero meritato miglior sorte. Incompleto.
Corini 5 – Alla lettura della formazione iniziale ci lascia perplessi il centrocampo, molto tecnico e poco fisico e, purtroppo, abbiamo ragione. Cerca di correre ai ripari ridisegnando la formazione nella ripresa ma stavolta il miracolo non riesce ed anche qualche cambio continua a non convincerci. Passo falso.
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