Palermo – Cittadella 0 – 0, PAGELLE: più grigi che rosa, fischi giustificati
Pubblicato il da Guido Monastra - aggiornato il - News, Serie B
FOTO VINCENZO PEPE
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È finita 0 a 0 tra i fischi più che giustificati dei quasi 20.000 spettatori. Con quale altro punteggio poteva finire? Sarebbe stato 0 a 0 anche giocando fino a venerdì prossimo. E siccome dietro si sono mosse quasi tutte la classifica è ulteriormente peggiorata, come del resto il morale di tutto l’ambiente. Colpa di Corini? Anche, ma da questa squadra ci si aspetterebbe qualcosa di più, anche in tema di aggressività e di capacità agonistica. Invece non si è visto nulla, neanche da parte del Cittadella che aveva cinque assenze e la fatica della Coppa Italia di martedì.
La partita è stata di una bruttezza imbarazzante, giocata male da due squadre preoccupate che devono sforzarsi per ricordarsi quando è arrivata l’ultima vittoria. Continue spezzettature del gioco, poche idee, molti falli, decisamente poca serenità. Corini ha praticamente giocato con un 3-5-2 elastico, anche molto visto che a seconda delle sostituzioni si sono cambiati schemi senza che però la squadra sia riuscita mai a raccapezzarsi.
PALERMO: Pigliacelli 6; Buttaro 6, Nedelcearu 6, Marconi 5,5 (dal 1′ s.t. Devetak 6), Mateju 4,5; Segre 5 (dal 30′ s.t. Vido 5,5), Gomes 5 (dal 39′ s.t. Floriano s.v.), Broh 5; Elia 4,5 (dal 15′ s.t. Valente 6), Brunori 6, Di Mariano 4,5 (dal 39′ s.t. Saric s.v.).
CITTADELLA: Kastrati 6,5; Vita 6, Perticone 6, Visentin 6, Cassandro 5,5; Carriero 5,5 (dal 28′ s.t. Mattioli s.v.), Pavan 5,5; Embalo 6 (dal 36′ s.t. Beretta s.v.), Lores Varela 6 (dal 22′ s.t. Mastrantonio s.v.), Antonucci 5,5; Tounkara 5,5 (dal 28′ s.t. Magrassi s.v.).
Pigliacelli 6: Primo tempo con le mani in tasca, solo un tiro centralissimo che non lo impensierisce. I brividi (pochi) arrivano nella ripresa ma non ci sono veri e propri tiri in porta. Se non altro non prende gol, non accadeva dalla gara con il Genoa.
Buttaro 6: Gioca da terzo difensore, soffrendo poco in fase difensiva (nonostante un avversario ‘vivo’ come Antonucci) e provando anche qualcosa in fase di impostazione. Suo, ad esempio, un lungo lancio verticale per Brunori che era appena in fuorigioco. Buono anche un suo affondo nel finale della gara, con passaggio filtrante per Valente.
Nedelcearu 6: I pericoli più grossi arrivano nel secondo tempo, quando il Cittadella è un po’ meno evanescente negli ultimi 20 metri. Non è una giornata complicata ma resta l’impressione che il Palermo soffra più del lecito sui palloni alti: e quello dovrebbe essere sopratutto un compito suo.
Marconi 5,5: L’unica sbavatura di una partita tranquilla è una “svirgolata” in area di rigore a cui rimedia Pigliacelli. Per il resto, insieme a Nedelcearu, tiene a bada senza sudare i tentativi di Tounkara. Esce all’intervallo e non sappiamo perché, probabilmente per un problema fisico visto che non era nemmeno ammonito.
(dal 1′ s.t. Devetak) 6: Debutto assoluto in campionato. Prende il ruolo di laterale sinistro, a tutta fascia. È un sinistro naturale e questo depone a suo favore, non è che faccia cose particolari ma almeno sembra più a suo agio. In fondo era pur sempre un debutto, con tutte le incognite del caso.
Mateju 4,5: Qualcuno dice che per errore gli hanno dato le scarpe di Aleesami… Fatto sta che gli riesce solo un cross nel primo tempo, tocca molti palloni in fase di impostazione ma solo pochi arrivano a destinazioni e sono piuttosto “telefonati”. Nel secondo tempo cambia ruolo, va a fare il “braccetto” di sinistra della difesa a tre e fatica a trovare la posizione.
Segre 5: Vorrebbe provare qualche inserimento offensivo ma in realtà nel primo tempo non tocca mai la palla. Viene giustamente applaudito proprio in apertura di ripresa quando sfiora la traversa con un tiro dalla distanza. E in effetti qualcosa deve essere successa nello spogliatoio, Segre – come tutto il Palermo – ha un po’ di “cazzimma” in più. Ma troppa poca sostanza per aspirare alla sufficienza.
(dal 30′ s.t. Vido) 5,5: Va a rafforzare la prima linea, i compagni lo cercano, lui si fa trovare ma è un po’ meno reattivo del solito.
Gomes 5: Confermato tra i titolari dopo la buona prestazione con il Pisa. Ma non c’è il bis, gioca una partita grigia con qualche buon recupero di palla ma senza mai riuscire a fare qualcosa di utile in fase di impostazione. Ammonito per un fallo tattico, gioca la ripresa con il problema di “gestire” il cartellino gallo.
(dal 39′ s.t. Floriano) s.v.: Gioca largo a sinistra, non può cambiare la gara in sei minuti.
Broh 5: È l’unico tra i centrocampisti che prova ogni tanto a cambiare ritmo, con qualche “strappo” in verticale che però i compagni non seguono in modo adeguato. Nel secondo tempo si vede un po’ meno, anche perché sale un po’ di tono il resto della squadra.
Elia 4,5: Partita estremamente confusa, come sempre giocata a cento all’ora. Non incide, tranne che come sempre provoca la ammonizione del suo avversario (Cassandro). Ma stavolta è più nervoso del solito, l’ammonizione la becca pure lui e rischia anche l’espulsione, ed è per questo che gioca il primo quarto d’ora della ripresa con il freno a mano tirato. Poi esce anche perché sembra riacutizzarsi qualche problema muscolare.
(dal 15′ s.t. Valente 6): Appena entrato si trova sul piede una palla gol su assist di Di Mariano che ha cambiato fascia con un cross a tagliare l’area: non è una occasione facile, il portiere gli esce a valanga e respinge. Guarda la porta più di Elia e meriterebbe il gol su una splendida parabola su punizione che si stampa sull’incrocio dei pali dopo una leggera deviazione della barriera.
Brunori 6: Cerca di “pulire” i palloni sporchissimi che gli arrivano. Gli unici due tiri in porta del primo tempo sono suoi, niente di particolarmente rilevante ma almeno l’unico segnale di vita del Palermo in attacco.
Di Mariano 4,5: Nervosissimo, la catena di sinistra non funziona e certamente Mateju nel primo tempo non lo aiuta. Lui si avvita un po’ troppo su se stesso, non trova mai lo spunto, gioca sempre troppo largo nonostante sarebbe forse più utile a minore distanza da Brunori. Più vivace nel secondo tempo, regala a Valente un bell’assist, cerca qualcosa a livello personale ma senza fortuna.
(dal 39′ s.t. Saric) s.v.: Con il suo ingresso, agli sgoccioli della partita, la squadra cambia completamente fisionomia ma non cambia il corso della partita.