Palermo, i complimenti non bastano. Servono altri rinforzi

Pubblicato il da Marco Sgroi - aggiornato il - News, Serie B

Palermo, i complimenti non bastano. Servono altri rinforzi

I complimenti sono stati tanti e sinceri. Il Palermo è stato eliminato dalla Coppa Italia solamente ai calci di rigore da un Cagliari tutt’altro che straripante ma ha retto 120 minuti contro una squadra di categoria superiore. Ma nonostante la gara ordinata e ben interpretata (qualità comunque da sottolineare perché già si vede la mano di Tedino), i rosanero non sembrano ancora attrezzati per vincere il campionato, devono rinforzarsi in ogni reparto anche per poter sopportare senza intoppi eventuali assenze dei giocatori più rappresentativi. Mancano due settimane alla fine del mercato estivo ed è questo il momento delle decisioni importanti, per capire dove e quanto investire per rinforzarsi, come e quanto sfoltire la rosa per evitare inutili problemi di malcontento.

Partiamo dalla difesa. Il terzetto messo in campo sabato sera da Tedino (Cionek, Struna e Bellusci) assicura una buona copertura e tanta fisicità in area. Pecca però di qualità, nessuno dei tre è in grado di poter iniziare l’azione a partire dalla linea difensiva. Un grosso problema, considerato il centrocampo più muscolare che tecnico: un difensore dai piedi buoni non sarebbe certamente sgradito. Tedino ha comunque a disposizione i due nuovi polacchi, ma preferisce dar loro il tempo necessario ad ambientarsi e inserirsi negli schemi di gioco.

Evidenti i problemi a centrocampo. Il Palermo ha tamponato bene tutti gli spazi ma raramente ha costruito azioni pericolose, almeno nella prima ora di gara. Manca come il pane un regista classico, i quattro centrali a disposizione di Tedino non hanno queste caratteristiche. Jajalo e Chochev assicurano un buon filtro ma sono abituati a giocare a ritmi troppo compassati, probabilmente inadatti alle battaglie della serie B. Qualche spiraglio di tecnica superiore lo ha lasciato intravedere Gnahorè (finora poco utilizzato), mentre Murawski è ancora tutto da scoprire. Un giocatore esperto capace di cucire gioco e regalare geometrie precise e senza sbavature è necessario – Petermann e Fiordilino sono ancora da testare -, così come un mediano bravo negli inserimenti. L’unico in rosa che vanta questa caratteristica è proprio Chochev, gli altri mediani rosanero non lo hanno propriamente nelle loro corde. Sulle fasce la situazione è al momento buona, in attesa di capire il futuro di Rispoli.

In attacco il Palermo deve rinforzarsi (anche numericamente) e differenziarsi. Complice anche un centrocampo troppo lento, contro il Cagliari gli attaccanti hanno ricevuto pochissimi palloni giocabili: sono stati fatti due soli tiri in porta (il gol di La Gumina e una conclusione di Jajalo) e un tiro-cross di Trajkovski, deviato, che stava per beffare Cragno. Nestorovski e La Gumina per certi versi si assomigliano. Un attaccante dalle diverse caratteristiche, come può essere Paulinho, a Tedino potrebbe fare più che comodo. Preoccupa inoltre la poca fantasia sulla trequarti: con Coronado assente (nell’arco della stagione potrà ricapitare) e un Trajkovski che si mostra ancora discontinuo, il Palermo non è riuscito a trovare mai il passaggio giusto, l’invenzione per mettere l’attaccante in porta. Zamparini ha ammesso che se Tedino gli chiederà un attaccante la società sarà pronta ad accontentarlo, come dire che neanche il patron è tranquillo sul potenziale offensivo. E non c’è molto tempo, fra undici giorni sarà già campionato.

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