Palermo, fischi per tutti: la squadra si è persa. Le pagelle ironiche di A&F

Neanche il tempo di festeggiare il ritorno alla vittoria e respirare un po’ di aria buona da alta classifica che si ritorna in campo. E l’avversario è uno di quelli che a noi fa paura non per il tasso tecnico ma perché il Cittadella, da buona squadra rognosa di provincia, andando a memoria, ci sembra che ci abbia sempre creato difficoltà, anche se lo score dei precedenti (così definito da quelli bravi) è a nostro favore.

Il Palermo non cambia modulo ma alcuni interpreti, causa infortuni e turnover, con il ritorno di Marconi e Aurelio in difesa e Insigne e Di Mariano sugli esterni da titolari e con Coulibaly in posizione più avanzata rispetto alla mediana come già con il Brescia. I rosanero partono con maggiore decisione, gli esterni sembrano più ispirati e le iniziative rosa mettono in ansia gli uomini in giallo. Che ricambiano con un paio di interventi da fabbro ferraio, giusto per far capire che il pomeriggio sarà lungo, duro e pesante. Però è solo una fiammata perché il primo tempo scorre via senza vere occasioni da gol, anche se qualche mischia in area veneta avrebbe potuto avere esito diverso con quel quid in più composto dalle 3C, convinzione, concentrazione e culo.

L’occasione migliore arriva proprio allo scadere con Coulibaly, di gran lunga migliore in campo tra i rosa, che non riesce a concludere in rete un bello inserimento in area veneta. Il tempo finisce a reti bianche con il gustoso siparietto di qualche spettatore a noi vicino che al rientro delle squadre insulta ripetutamente uno dello staff rosanero, reo di essere scambiato per Corini, che ovviamente non può essere in campo in quanto squalificato.

Si ricomincia con il Palermo che sembra volere pressare di più ma con il Cittadella che va vicino al gol. Per fortuna Pigliacelli è reattivo e ribatte il tiro forte e angolato. Tra il 10 e il 15’ la partita si ferma per motivi ignoti, e cominciano a diffondersi voci incontrollate di Var check su azioni misteriose che ci fanno tremare. Poi tutto si risolve, a quanto pare, nel danneggiamento degli auricolari arbitrali, e si riparte con gli innesti di Valente e Mancuso in avanti. Purtroppo da quel momento in poi è il Cittadella che comincia a conquistare campo e sfiorare il gol in un paio di occasioni e noi, come spesso accade in questi casi, cerchiamo disperatamente in tasca gli ansiolitici che abbiamo, sfortunatamente, lasciato sul mobile dell’ingresso anche perché dopo averne viste tante ci sembra la classica partita che alla fine si perde.

Inspiegabilmente il Palermo sparisce letteralmente dal campo e si gioca di fatto ad una porta sola. Purtroppo è la nostra. I 9 minuti di recupero si prospettano una sofferenza e, infatti, su una imbarcata di tutta la squadra arriva il gol della vittoria, meritata, del Cittadella. Coronato dall’esultanza di tutta la Favorita che non aspettava altro ormai da tempo. Una giornata da ricordare per l’attaccante veneto.

Finisce come è giusto che sia tra gli applausi per gli ospiti e fischi. Contestazioni e sputazzate per i nostri, accompagnati da cori che invocano le dimissioni per Corini. Il Palermo è apparso completamente smarrito, oltre che nel fisico e nella impostazione tattica, soprattutto nella testa e, come si suol dire in questi casi, meno male che arriva la sosta. Nonostante tutto, forza Palermo!

Pigliacelli 6 – Fortunatamente con le mani è più preciso che con i piedi. Aiuto regista.

Mateju 5,5 – È chiamato spesso in causa per portare palla. Lui ci prova ma gli attrezzi ai piedi non lo aiutano. Fabbro.

Lucioni 5,5 – Anche lui ci sembra meno cazzuto del solito. Moscio.

Marconi 6 – È attento e in una giornata così è già tanto. Applicato.

Aurelio 5,5 – Gioca tanti palloni in avanti nel primo tempo ma non riesce mai a mettere una palla pericolosa dentro l’area. Freno a mano.

(dal 37’ s.t. Lund) s.v.

Coulibaly 6,5 – Nel primo tempo sembra poter fare davvero la differenza. Corre, attacca gli spazi e non gliela levano mai. Nel secondo tempo scompare. Double face.

(dal 37’ s.t. Henderson) s.v.

Stulac 5 – Si muove discretamente ma è spesso ignorato dai compagni. Quando ha la palla tra i piedi non indovina mai il lancio giusto. Ammatula.

(dal 21’ s.t. Segre) 5,5 – Corre ma spesso male. Mezzofondista.

Gomes 5,5 – Solito grande lavoro di cucitura tra difesa e attacco. Il pallone tra i piedi però gli crea sempre qualche problema. Classe operaia.

Insigne 4 – Non ha moltissimi palloni tra i piedi. Ma riesce a sbagliarli quasi tutti. En plein.

(dal 15’ s.t. Valente) 5 – Entra per dare una scossa ma non riesce neanche a fare rimpiangere troppo Insigne. Illusione.

Brunori 4,5 – L’ansia del gol lo divora e vaga per tutto l’attacco senza sapere neanche bene cosa fare. Ombra.

Di Mariano 5 – Tocca moltissimi palloni. Ne spreca altrettanti. Eppur si muove.

(dal 15’ s.t. Mancuso) 5,5 – Prima a sinistra. Poi più al centro. Ma sempre senza successo. Ammuina.

Lanna (e Corini…) 2 – Al gioco avevamo già rinunciato. Ma se non si corre e non si sputa sangue anche i più modesti avversari diventano giganti. No show.

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