Palermo in ritardo alla stazione del gol: ma i gufi… Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B
È ancora calcio d’agosto. Tra arrivi, partenze, torpedoni e voli charter, la rosa cambia. Gente che va e gente che viene, come se fosse la stazione centrale ma alla fine noi ci siamo sempre e la cosa più importante ci sembra questa. Corini non fa salti nel buio. La squadra vista in queste prime due giornate ha giocato bene, ha convinto, ha fatto punti. E lui che fa? Conferma tutti e mette Lancini al posto dello squalificato Marconi. Con buona pace del nostro amico Antonio che ha fretta di lasciare questa sensazione persistente di serie C.
La partita è, come ormai capita sempre più spesso, aperta e avvincente. Manco cinque minuti e arriva il palo dell’Ascoli! Si continua con ritmi da sambodromo brasiliano e ci sembra davvero complicata da portare fino alla fine, almeno per le nostre coronarie. Al 27’ succede il patatrac, con Nedelcearu che buca un intervento e lascia solo l’avversario sulla linea di porta. Gol facile facile per l’Ascoli e ulcera per noi. Al 37’ arriva Brunori a salvarci con un gol di testa, da distanza ravvicinata, su azione di corner, che fa esplodere un Barbera sempre pieno di entusiasmo! Un giocatore dell’Ascoli resta a terra, l’arbitro si avvicina e noi temiamo il Var che non ci fa mai stare tranquilli. Ma l’arbitro se ne fotte e possiamo metterci sereni!
La serenità dura poco perché l’arbitro dà troppi minuti di recupero. Il centrocampo fatica a controllare e coprire. Si apre un buco e Gondo si avventa su un bel passaggio filtrante. Nedelcearu può solo prendergli il numero di targa perché è posizionato male e l’attaccante bianconero segna con un bel pallonetto. E siamo di nuovo sotto e quando l’arbitro fischia ci attacchiamo al caffè Borghetti perché altre cose alcoliche non ne troviamo. Torniamo a sederci pensando: ma come minchia la dobbiamo appattare questa settanta?
In attesa del gol che non arriva, si apre un dibattito sulla opportunità di fare il riscaldamento sulla fascia accanto al guardalinee. Prendiamo posizione: il guardalinee si confonde, a noi girano gli occhi e lo spettacolo ne risente. Facciamo istanza formale alla società per farli riscaldare dietro le porte! Al 7’ arriva il terzo gol di Gondo che evidenzia le doti di Lancini come ex giocatore in attesa di pensionamento: mezza finta e lo lascia sul posto, poi rientra e trova l’angolo opposto con troppa facilità. Difesa troppo inadeguata che fa sembrare Gondo il fratello grosso di Pelè.
Siamo abbattuti ma guardiamo il cronometro perché finché ci sono minuti c’è speranza. Finalmente Corini decide di cambiare un po’ di giocatori ed al 18’ arriva il secondo gol del Palermo su calcio d’angolo con Segre che sbuca dal nulla e colpisce di testa! Il gol arriva in concomitanza all’uscita di Lancini: un segno del destino? Intanto il Barbera si infiamma e noi cominciamo a sperare. Il Palermo ci prova, più su calcio piazzato che giocando la palla ma è tutto inutile e assistiamo solo all’espulsione di Valente per doppia ammonizione.
Arriva la prima sconfitta del campionato. Un po’ lo temevamo perché l’Ascoli è forte e sopratutto perché un po’ tutti ricordavano con insistenza il record di imbattibilità casalinga. Noi siamo tipi scaramantici e lo sapevamo che finiva male. Corini ha perso troppo tempo a cambiare e abbiamo davvero regalato tutti e tre i gol. Non facciamo tragedie, siamo ancora all’inizio è la squadra è tutta da sistemare. Mentre Corini ci pensa noi ci riposiamo che il campionato è lungo. Forza Palermo!
Pigliacelli 5 – È vero che in tutti e tre i gol Gondo è solo davanti la porta ma se esci con tre gol sul groppone non puoi certo essere innocente. Presunzione di colpevolezza.
Buttaro 5 – Rispetto ai compagni di reparto è il meno peggio ma non sappiamo se sia una attenuante. Circostanziale.
Lancini 4 – Scambia il prato della Favorita per la spiaggia di Mondello e rimane fermo come fosse sdraiato sulla battigia a guardare tutti quelli che passano. Immobile.
(dal 18′ s.t. Bettella) 6 – Entra in campo troppo tardi, quando la frittata difensiva è già fatta ma sembra subito di una altra categoria rispetto ai sostituiti. Benvenuto.
Nedelcearu 4 – Fino all’errore che regala il primo gol allAscoli ne avevamo apprezzato la fisicità ed il piazzamento. Poi naufraga. Tagliamoci la lingua (noi).
Crivello 4 – I fischi che ne accompagnano l’uscita dal campo dicono già tutto. Quota 41.
(dall’11’ s.t. Di Mariano) 6 – Con il suo ingresso si vede maggiore velocità nella manovra che lascia ben sperare per il futuro. Scheggia.
Broh 5 – Ci era sembrato troppo forte nelle altre due partite. Non si risparmia nella corsa ma spesso a vuoto. Torello.
(dall’11’ s.t. Segre) 6,5 – Entra, segna con un gran colpo di testa e ci illude che la partita si possa riprendere. In coppia con Stulac prende subito in mano il centrocampo rosanero e appare chiaro che dovrà essere uno dei pilastri del nuovo Palermo. Solido.
Damiani 5 – Vaga anche a lui a vuoto sulla mediana controllata dai marchigiani e anche in copertura commette qualche leggerezza di troppo. Girovago.
(dall’11’ s.t. Stulac) 7 – Due tocchi, appena entrato, e si capisce che parliamo di un giocatore di altra categoria. Se avesse segnato su quella punizione da trenta metri allo scadere sarebbe venuto giù lo stadio. Inamovibile.
Elia 5 – Fino ai cambi che rivoluzionano la squadra non ci aveva fatto una buona impressione. Poi sembra più incisivo ma sempre abbondantemente sotto la sufficienza. Confusionario.
Floriano 5,5 – Non gioca male e soprattutto non si risparmia, correndo a perdifiato su ogni palla che passa dalle sue parti, però non risulta decisivo in nessuna giocata. Mezzo marinaio.
(dal 39′ s.t. Stoppa) s.v.:
Valente 6 – Sul fronte offensivo è sicuramente il migliore, crea numerose azioni pericolose grazie alla sua inesauribile corsa. Il voto risente dell’espulsione per due falli evitabili. Penalizzato.
Brunori 6,5 – Segna non appena ne ha l’occasione confermando il fiuto da goleador. Si sbatte avanti e indietro per cercare di creare superiorità quando il centrocampo è in difficoltà risentendone così la lucidità in fase offensiva. Instancabile.
Corini 5 – I cambi che trasformano la squadra arrivano troppo tardi. Secondo noi già nell’intervallo il Palermo avrebbe dovuto cambiare fisionomia. Ritardatario.