Palermo, manca poco: Verre è leggenda, Graves “vichingo”. Le pagelle ironiche di A&F
Pubblicato il da Carlo Amenta e Gery Ferrara - aggiornato il - News, Serie B
Vogliamo andare controcorrente. Tutta questa importanza alla partita contro il Frosinone non la diamo, se non per il fatto di giocare contro la capolista e batterla ci farebbe tanto tanto piacere. La vergogna della finale dei playoff rimarrà per sempre scolpita nella nostra mente e nel nostro cuore di tifosi ma soprattutto è una macchia indelebile per questa società e questa squadra che opera tra i “bucolici” paesaggi del centro Italia con cui non abbiamo intenzione di sprecare la nostra rivalità. Quindi, nonostante il parere contrario dei nostri cari amici Giulio e Fabio, per noi è una partita come tutte le altre.
Il Palermo si schiera con un 4-4-2 con Verre confermato dall’inizio sulla mediana, Tutino in avanti dal primo minuto e Valente più arretrato sulla linea dei centrocampisti. Spazio anche a Graves al posto dello squalificato Mateju. Di come e con chi giocano gli ospiti non ce ne importa una cippa, anche se sappiamo che sono forti. La partita comincia con le squadre che si affrontano a viso aperto. Il Frosinone ha due buone occasioni nei primi due minuti ma al 5’ è Brunori a fallire una clamorosa palla gol all’altezza del dischetto del rigore dopo una bella percussione in area. Evidentemente quella zona del campo non porta benissimo al nostro bomber.
La paura mette un po’ i freni ai giocatori del Frosinone che piuttosto che giocare la palla preferiscono cominciare a picchiare come carpentieri a cui hanno appena comunicato la sospensione del superbonus. Il Palermo prende campo e ci da l’idea di poterla sbloccare e noi guardiamo in alto verso Santa Rosalia per chiedere una piccola grazia. La Santuzza ci ascolta: dopo una bella azione su cui la difesa ciociara si salva in qualche modo, il miracolo si materializza con una incredibile conclusione da centrocampo di Verre che vede Turati fuori dai pali ed emula il Miccoli dei tempi che furono. Lo stadio impazzisce e noi appresso.
Il Frosinone cerca subito di replicare ma Pigliacelli risponde presente ed anzi sono i rosa ad avere un paio di buone occasioni ma non riescono ad approfittare dello sbandamento della difesa ospite. Accogliamo la fine del primo tempo con gioia perché dopo certe emozioni e con la temperatura che c’è alla nostra età abbiamo bisogno di un pit stop tecnico. Si ricomincia con le stesse formazioni e subito il Frosinone impegna il nostro portierone che risponde: “play it again”. Il pallino del gioco passa nelle mani degli ospiti ma il Palermo potrebbe fare male in contropiede se non sprecasse la gestione di un paio di palloni pericolosi.
La tensione sale e la girandola delle sostituzioni non ci fa capire più nulla anche perché noi siamo concentrati sul cronometro più di un orologiaio svizzero in astinenza da cioccolato. Dopo un sanguinoso contropiede fallito dal solito Di Mariano appena entrato, al 30’ arriva il pareggio del Frosinone con la complicità della difesa rosanero poco reattiva su una ribattuta su una punizione dal limite. Il Palermo ci prova fino all’ultimo secondo dei 5 minuti di recupero, purtroppo senza esito ma dimostrando voglia e carattere da grande squadra.
Finisce con un pari che lascia l’amaro in bocca solo ai rosanero, soprattutto alla luce dei risultati sugli altri campi che con una vittoria avrebbero lanciato il Palermo in orbita. Noi ci teniamo però le sensazioni positive di un bel pomeriggio di calcio, le prestazioni eccellenti dei nuovi innesti e la consapevolezza di una squadra in costante crescita di gioco e personalità. Forza Palermo!
Pigliacelli 6 – Il vizio di farci prendere qualche spavento con i piedi non se lo è levato ma tra i pali e con le mani è sempre attento. Sul gol ci sembra incolpevole. Sorpreso e infelice.
Graves Jensen 7,5 – Si muove bene e con autorevolezza. Quando ha la palla al piede fa sempre la scelta giusta con la freddezza di un sicario uscito da un giallo scandinavo. Vichingo.
Nedelcearu 8 – Ha preso le chiavi della difesa e non le molla più. Muro a secco.
(dal 15’ s.t. Buttaro) 6 – Dà sostanza alla linea a quattro. Bentornato!
Marconi 6,5 – Sbaglia qualche appoggio palla al piede ma è attento nelle chiusure e cresce nel corso della partita. Diesel.
Valente 8 – Funambolico a tratti, fa ammattire il diretto avversario per tutta la partita. Ruleta.
(dal 34’ s.t. Soleri) 6 – Tocca pochi palloni ma fa salire un po’ il baricentro nei momenti di difficoltà. Boa.
Verre 10 e lode – Aggiungiamo la menzione e il diritto alla pubblicazione della tesi in balistica applicata. Corre a mille e con la palla al piede è di un’altra categoria. Alza la testa, vede il portiere fuori e inventa una parabola da centrocampo che entrerà nella storia del Renzo Barbera e che i presenti racconteranno ai loro nipoti. Leggenda.
Gomes 8 – Fa da argine correndo come un tergicristallo per tutta la lunghezza del centrocampo. Linea maginot.
Saric 7 – Si muove bene tra le linee e all’inizio regala un assist a Brunori che meriterebbe miglior sorte. Sembra sempre prossimo a un’azione da antologia ma si ferma sempre un passo prima. Coito interrotto.
(dal 12′ s.t. Broh) 6 – Entra per coprire e ci prova fino alla fine. Soldatino.
Sala 7,5 – È il punto di riferimento della maggior parte delle azioni offensive rosanero. Attacca e difende con la stessa intensità. Stantuffo.
Brunori 6,5 – All’inizio si mangia un gol non facile ma che sembrava fatto. Svaria per tutto il fronte d’attacco per aprire varchi e giocare mille palloni. Lo picchiano senza tregua ma lui non molla mai. Battagliero.
Tutino 7 – Fa da spalla a Brunori e corre come un invasato. Non lo spostano neanche con il carro attrezzi e tenta colpi impossibili infiammando il Barbera. Showman.
(dal 12′ s.t. Di Mariano) 6 – Entra per sfruttare il contropiede ma non riesce a concretizzare. Evanescente.
Corini 7 – Imposta un primo tempo di possesso palla e attacco e annienta il Frosinone. Poi, complice anche l’infortunio di Nedelcearu, fa arretrare il baricentro della squadra un po’ troppo presto. Ma se il Palermo gioca alla pari con la capolista e può anche recriminare qualcosa, il merito è certamente suo. Ci mancò poco!
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